Notizie
02/04/2015

Sul fatto che il pisolino in ufficio possa essere benefico ci sono pareri contrastanti (lo abbiamo già raccontato qui). E però, tra chi crede che un break con gli occhi chiusi sia davvero in grado di farci lavorare meglio ora spunta uno studio di design olandese che ha creato questa scrivania che si trasforma in letto per passare direttamente dalla fase produttività a quella relax.

Il prototipo si chiama Work Desk Bed, è stato ideato dallo Studio NL e volendo ha anche l’alloggio per un TV smart, così prima di schiacciare la pennichella ci si può intrattenere un ’bout.

Idee
01/04/2015

Pensiamo (quasi) sempre che il lavoro sia quell’attività che inizia e finisce quando ‘timbriamo il cartellino’, e invece sempre più head hunter e responsabili del personale delle aziende cercano nei curricula esperienze e passioni in grado di raccontare chi siamo, come ci comportiamo nelle situazioni di stress, se abbiamo doti di leadership, se siamo potenzialmente buoni manager o se semplicemente siamo degli ottimi, disciplinati membri di una squadra (qui intanto i 6 consigli per scrivere un CV ottimale).

Perché vi raccontiamo questo? Perché recentemente ci siamo imbattuti in un post interessante scritto da Maurizio Napolitano su Che Futuro, il blog che parla di innovazione e sviluppo digitale in Italia. Maurizio Napolitano è un ricercatore nel settore degli Open Data e dei beni digitali, ed è anche un allenatore. Di giorno è in ufficio, la sera si mette in tuta e allena squadre di pallavolo, e nel post traccia un interessante parallelo tra le doti e le competenze richieste a un allenatore e quelle necessarie per essere un buon leader e manager in azienda.

Ecco alcuni quote (il post completo si può leggere qui)
Alla pallavolo devo molto, da giocatore mi ha insegnato lo spirito di sacrificio, a sapere apprendere dalle sconfitte e a confrontarmi con i miei limiti e collaborare con le persone.

Allenare vuol dire essere leader e gestire persone. Non è semplice e si hanno grandi responsabilità.

Da allenatore ho imparato che, per essere un leader, devi essere prima di tutto te stesso.

Acquisire consapevolezza del proprio potenziale è una caratteristica importante quando si riveste un ruolo di leadership.

La leadership porta poi ad avere potere, e da qui la necessità di imparare a gestirlo.

Sottolineare gli errori non è sicuramente il modo migliore per aiutare nella crescita individuale, anzi, spesso diventa l’alibi migliore per credere di aver risolto problemi.

Un leader deve essere in grado di gestire e valorizzare le caratteristiche e i ruoli di ogni singolo componente di un gruppo.

Ufficio
31/03/2015

Ci sono gli uffici di design (come i più belli al mondo che potete vedere qui), ci sono le migliori aziende in cui lavorare e ci sono le stanze dei bottoni più ‘segrete’ al mondo: banche, aziende hi-tech, compagnie petrolifere, brand del lusso o dello sport prendono le loro decisioni nel corso di riunioni top secret. Ma se spesso non arriviamo a conoscere di cosa discutano in quei summit, ora almeno possiamo guardare dove si tengono: ecco le sale riunioni dei consigli d’amministrazione di alcune delle più grandi e potenti compagnie al mondo.

In apertura: Adidas

Apple, il colosso hi-tech

Bnp Paribas, gruppo bancario francese

Fifa, la federazione internazionale del calcio

Google, il motore di ricerca più usato al mondo

Ing Group, gruppo bancario olandese (quelli del Conto Arancio)

Mercedes Benz, le auto con la stella

Nestlé, colosso del food

Yahoo, altro big del Web

La gallery originale e completa è visibile qui.

Notizie
25/03/2015

Un’etichettatrice è senza dubbio uno strumento utile e pratico in numerosi negozi, magazzini e uffici, ma districarsi tra le numerose offerte e modelli di stampanti per etichette non è affatto semplice. Sul mercato esistono infatti numerose marche e altrettanto numerosi modelli di etichettatrici con diverse funzionalità che vanno dall’uso semiprofessionale tipico di piccoli negozi e attività commerciali all’uso altamente professionale di grandi magazzini, spedizionieri e uffici di grandi dimensioni.

Ecco alcune delle principali caratteristiche da valutare prima dell’acquisto di un’etichettatrice: senza dubbio la velocità di stampa, che è sempre segnalata tra le caratteristiche tecniche e che può significare importanti risparmi di tempo quando si tratta di etichettare grandi volumi di prodotti (basti pensare per esempio che il modello Dymo LW450 DUO può stampare ben 71 etichette al minuto, più di una al secondo) ; la taglierina automatica è un altro aspetto da non sottovalutare, permettendo di operare più rapidamente e in modo più pulito e ordinato; la possibilità o meno di stampare codici a barre, e la presenza del driver e del software per poterlo fare (come nel caso della Dymo LW 4XL che stampa fino a 20 tipologie di codici a barre e codici speciali ed è tra le più diffuse tra spedizionieri, logistica e magazzini); la possibilità di salvare in memoria le etichette usate più di frequente, ed eventualmente di modificarle; le funzioni per stampare etichette speciali come i moduli continui o le etichette perforate; la compatibilità infine con PC o altri sistemi operativi per computer desktop o portatili.

Se cercate offerte, promozioni e suggerimenti per l’acquisto di etichettatrici e labelwriter le potete trovare qui oppure approfittare della promozione cashback per cui, all’acquisto di labelwriter Dymo o Rhino, o di bilance Dymo, lo stesso marchio rimborsa fino al 50% del valore di acquisto (la promozione dura fino al 30 giugno 2015 e i dettagli si possono leggere qui)

Ufficio
25/03/2015

Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Soprattutto quando si tratta di curriculum vitae: i recruiter maneggiano decine di cv al giorno, e la differenza tra l’essere chiamati o cestinati è tutta nei dettagli.

Come scrivere allora un cv a prova d’assunzione? Con alcuni piccoli accorgimenti come questi.

1. Scrivere solo le esperienze collegabili al lavoro per il quale ci si candida. Per decidere cosa mettere e cosa togliere può essere utile guardare il sito Web dell’azienda ed eliminare le esperienze che non rispondono ai suoi valori e al suo business.

2. Dare una forma chiara ed essenziale. Un cv viene letto in pochi secondi e deve essere immediatamente chiaro: nome, cognome, recapiti in alto, massimo due pagine, font ben leggibili, uso dei grassetti, spazi usati per far risaltare le informazioni importanti.

3. Usare le parole chiave. Sì, come su Internet: le società di selezione e recruiting ormai usano dei software per scandagliare i database di migliaia di curricula, e il modo efficace per farsi pescare è quello di usare nel testo le parole chiave per le posizioni per cui ci si candida.

4. Puntare sui risultati. A meno che non si sia al primo impiego, è utile, per ogni esperienza, sottolineare i risultati raggiunti, anche citando cifre e numeri: “Ho venduto 50 enciclopedie porta a porta” è più efficace di “Venditore di enciclopedie porta a porta”, o no?

5. Meno istruzione, più esperienza. Sempre a meno che non siate neolaureati, a nessuno interessa del diploma del liceo. Bastano poche informazioni essenziali sull’ultimo titolo di studio conseguito, e poi spazio alle esperienze professionali.

6 Social network no. Fuori dal mondo ‘digital’, Facebook, Twitter, Instagram & Co. non sono visti di buon occhio: meglio evitare di mischiare il privato con il professionale. Se invece si possiede un profilo Linkedin è utile per mostrare le relazioni e le esperienze professionali.

Idee
23/03/2015

Passare le giornate in ufficio non è propriamente la cosa che più stimola la felicità. Anzi. E però, forse, ci sarebbe bisogno di più felicità anche al lavoro, e allora in occasione della Giornata Mondiale della Felicità, celebrata dalle Nazioni Unite ogni anno il 20 marzo, Office Depot ha messo ‘in vendita’ la prima stampante della felicità al mondo.

La HAP-100 è infatti la prima stampante per casa o ufficio con già precaricate oltre 1000 immagini e citazioni in grado di trasmettere buonumore e felicità, anche condividendole con colleghi e amici. Ma – perché c’è sempre un ma – per comprare la stampante della felicità non servono soldi: serve impegnarsi ad aumentare il livello di felicità nel mondo.

Come? Condividendo su Twitter immagini, foto, pensieri e citazioni in grado di migliorare l’umore, e raccontando a Viking tramite l’hashtag #HappinessPrinter cosa si può fare con la HAP-100 per rendere l’ufficio (e il mondo) luoghi più felici.

La stampante della felicità HAP-100 sarà poi venduta a chi ha avuto le idee migliori per rendere il mondo un posto più felice. Per il momento Viking ha portato la HAP-100 per le strade di Leeds, in INghilterra, e questo è ciò che è successo.

Ufficio
19/03/2015

Beats Electronic – Culver City, California (USA)

Uffici da sogno, quelli in cui lavorare è decisamente più bello, tra reception soleggiate, sale riunioni hi-tech, verande arieggiate e desk di design: le immagini degli uffici più belli del mondo sono state raccolte da Inc.com nella sua annuale – e ambitissima – classifica: ecco le prime 8 posizioni.

Google – Tel Aviv (Israele)

Coca Cola – Londra (UK)

Mojang – Stoccolma (Svezia)

Nasty Gal – Los Angeles (USA)

SuperHeroes – Amsterdam (Olanda)

Wieden + Kennedy – New York (USA)

WeWork – Washington DC (USA)

Ufficio
18/03/2015

Quali sono le qualità di un buon capo? Certo ci sono le competenze manageriali – la capacità di organizzazione come la leadership – ma sempre più le aziende vanno alla ricerca di manager in possesso anche di soft skill come l’empatia, la responsabilità etica e – talvolta, perché no – anche la capacità di divertire.

Insomma, a stilare il decalogo del capo perfetto ci ha pensato Wyser, società di consulenza ed head hunting, basandosi sulla propria esperienza di screening quotidiano di profili di medio e alto management.

Ecco allora, riportate da Connecting Managers, le 10 caratteristiche di un boss come si deve.
1. Leadership con l’esempio: occorre essere, innanzitutto, un esempio, un motivatore e trasmettere in modo chiaro e senza distonie i valori e la visione d’impresa.
2. Trasparenza: lavorare molto sulla comunicazione, compresa la parte sempre più difficile, cioè quella legata ai responsi negativi (dare quelli positivi è molto più semplice).
3. Focalizzazione al raggiungimento dei risultati: trasmettere tranquillità e serenità, ma anche orientamento all’obiettivo (stress ed eccessiva emotività sono destabilizzanti per i collaboratori).
4. Imparzialità: utilizzare una metrica di valutazione delle prestazioni oggettiva per tutto il team di lavoro.
5. Organizzazione: pianificare il proprio lavoro e quello degli altri, che significa, per esempio, presentarsi puntuale alle riunioni o definire aspettative e piani d’azione in modo chiaro.
6. Capacità di ascolto: prestare attenzione ai collaboratori nelle sedi e nei modi prestabiliti, senza essere tuttavia un confessore o, peggio ancora, un fratello maggiore.
7. Decisionismo: incertezza e tentennamenti sono nocivi all’organizzazione e minano l’autorevolezza del capo.
8. Etica: valore essenziale di per sé, è anche ormai un presupposto richiesto da tutte le organizzazioni più evolute, in quanto fattore intrinseco di successo per gli affari.
9. Empatia: saper riconoscere e anticipare i bisogni dei collaboratori consente di ottenere il meglio da loro.
10. Divertimento: sebbene sia una componente alcune volte trascurata, come se fosse incompatibile con un approccio serio e rigoroso, saper introdurre un elemento di divertimento e di passione consente di cementare il team e aumentare l’impegno, il coinvolgimento e senso di appartenenza.

Idee
16/03/2015

Questi sono i migliori posti di lavoro al mondo, e a dirlo sono gli stessi dipendenti: nell’annuale classifica pubblicata da Fortune, a pesare nel giudizio sulla qualità del lavoro nelle grandi sono società sono per i 2/3 il giudizio di chi vi lavora. Il metodo è quello sviluppato da Great Place to Work, che manda questionari anonimi a un panel di dipendenti delle principali società mondiali, e poi conduce un’Audit su salari, benefit, politiche di assunzione, formazione, parità tra i sessi e altri indicatori qualitativi.

Anche per il 2015 al primo posto c’è Google, ed è la sesta volta consecutiva.

Al secondo posto The Boston Consulting Group, che permette di prendere un congedo di 3 mesi per prestare il proprio lavoro in realtà socialmente utili.

Terzo posto per Acuity, società assicurativa che tra i benefit annovera il rimborso completo delle spese di formazione e training e nessun limite per la paga nei giorni di malattia (e non a caso è il miglior debutto in classifica di quest’anno).

Quarto posto per SAS, nel cui giardino ogni anno si piantano 3800 fiori (e i 37 giardinieri son tutti dipendenti assunti)

Seguono Robert W. Baird (il cui motto è “Niente st**nzi qui dentro”, e chi sgarra è fuori), Edward Jones (quarta società di consulenza finanziaria degli States), Wegmans Food Markets (il miglior store alimentare d’America), salesforce (pionieri del cloud con la metà dei dipendenti consigliata dagli stessi colleghi), Genentech (biotecnologie) e al decimo posto Camden Property Trust (con incredibili programmi di welfare per i dipendenti).

La classifica completa delle motivazioni si può leggere su Fortune, dove si scoprono cose curiose come il 17° posto di W. L. Gore & Associates (quelli delle scarpe e giacche impermeabili), il 24° di Twitter e il 50° di Goldman Sachs.