Come parlare di stipendio con il capo
Pubblicato il 30 November 2018

È il momento di parlare di stipendio con il capo: vorresti un aumento, pensi di meritarlo, altri colleghi l’hanno avuto ma a te nessuno l’ha prospettato e soprattutto non sai come fare. Puoi consolarti pensando che quasi la metà dei dipendenti non ha mai parlato di stipendio con le risorse umane (e con una netta differenza di genere: il 57% degli uomini l’ha fatto, e solo il 7% delle donne) e che per la stragrande maggioranza dei lavoratori è un argomento che mette un ’bout di disagio, ma questo non è un buon motivo per non affrontare il tema stipendio con i tuoi responsabili.

Come parlare di stipendio in azienda

Vediamo allora come parlare di stipendio in azienda facendo valere le proprie capacità e competenze, dando peso al proprio contributo all’attività aziendale, e trovando gli strumenti giusti per riuscire a guadagnare i soldi che pensi di meritare.

Dai un valore preciso al tuo ruolo

Con qualche ricerca (anche online, nei siti di recruiting per esempio) non è difficile scoprire la forbice salariale all’interno della quale si trovano persone che fanno il tuo stesso lavoro: si tratta sostanzialmente di dare un valore preciso al tuo ruolo e di capire se ti trovi nella parte alta o bassa del range di stipendio per le tue funzioni. Questa è la base di partenza della negoziazione.

Lascia dire a loro la prima cifra

È la regola d’oro di ogni negoziazione: il primo che dice una cifra ha “perso”. Se la dici tu, l’abbasseranno, se la dice il tuo capo puoi chiedere di più. Quindi quando ti chiedono quanto vorresti, o a quale cifra stavi pensando, ributta la palla nel campo delle tue risorse umane parlando di range di salari per la tua funzione, assumendo il tuo come floor, punto di base della negoziazione, e indicando il massimo attuale di mercato per il tuo ruolo.

Presentati con una cifra precisa in mente

È la conseguenza del primo punto: avere in testa il range salariale per il tuo ruolo ti aiuta a rilanciare, come conseguenza del secondo punto, su una cifra ben precisa: serve a dare l’impressione, sostenuta dai fatti, che conosci il tuo valore sul mercato del lavoro.

Fissa un minimo sotto il quale non andare

Fissata l’asticella verso l’alto, serve anche fissare un minimo sotto il quale non sei disposto ad andare. Se attualmente prendi una cifra X, e vorresti X + 5, puoi accettare X + 4 ma devi anche essere disposto a non accettare X + 1. Rimani come prima? Sì ma no: se hai dato l’impressione di conoscere il tuo valore di mercato, avrai messo in circolo l’idea che puoi anche andare altrove.

Scegli il momento giusto

Il tempismo è fondamentale, anche in una negoziazione salariale. Se i budget si decidono a dicembre, per esempio, chiedere l’aumento a gennaio è inutile perché sarebbe tutto rimandato di almeno un anno; il momento buono potrebbe essere ottobre, per avere il tempo di gestire una trattativa in più momenti e permettere di prevedere il tuo adeguamento nel budget discusso a dicembre.

Allenati a discutere la tua posizione

Il che non significa ripetere il discorso allo specchio. Anche se non hai intenzione di cambiare azienda, un occhio alle proposte di lavoro che fanno per te è sempre utile darlo, e anche candidarsi e sostenere dei colloqui: ti abitui a negoziare con figure diverse, raccogli informazioni utili (anche relativamente al primo punto) e quando ti siederai di fronte al tuo capo sarai animato da maggior fiducia e consapevolezza.