Perché non dovremmo cominciare a lavorare prima delle 10 del mattino
Pubblicato il 16 September 2015

Cominciare a lavorare o studiare prima delle 10 del mattino è un atto contro natura. E a dirlo non è il recordman dei pigroni ma uno stimato scienziato inglese – il dottor Paul Kelley dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute presso la Oxford University – che al sonno e ai suoi ritmi ha dedicato anni e anni di ricerche.

La spiegazione sarebbe estremamente semplice e logica: il nostro organismo funziona in armonia con i ritmi della luce e del buio, e piegare il risveglio e il sonno alle esigenze della vita sociale è un vero rischio, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Il dottor Paul Kelley non è il solito scienziato avulso dal mondo: in vita sua ha anche insegnato alle scuole elementari, costringendo l’istituto scolastico a posticipare l’inizio delle lezioni dalle 8:30 alle 10:00, con il risultato che gli studenti che avevano migliorato il proprio rendimento scolastico erano 1 su 5.

Secondo il professor Kelley viviamo in un mondo privato del sonno, con serie conseguenze per la salute: tendenza ad ingrassare, pressione alta, indebolimento delle difese immunitarie, perdite di attenzione, ansia, frustrazione e stress sono tutte conseguenze di un cattivo sonno, così come la scarsa produttività e il tempo perso al lavoro.

Questo della privazione del sonno è un grande problema per la nostra società ha detto durante il British Science Festival a Bradford, ma ora abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della vita di generazioni di giovani facendo qualcosa di buono per milioni di persone sulla Terra.

Che ne pensate?