Primo colloquio: come vestirsi?
Pubblicato il 10 January 2020

Al primo colloquio è inevitabile pensare a come vestirsi. Sì, dovrebbe contare di più il contenuto del curriculum e le risposte che si danno, ma l’abito continua a fare il monaco anche nel 2020 e pensare a cosa indossare per fare una buona impressione (o almeno non farne una cattiva) con i recruiter continua a essere importante. La buona notizia è che – secondo Glamour UK, ma vale anche per noi latini – come vestirsi al primo colloquio dipende sempre più dal settore di lavoro per il quale si sostiene la selezione. In parole povere: discutere per il ruolo di creativo in una media agency è diverso che farlo per il centro studi di una banca e presentarsi in grisaille per il primo è un autogol tanto quanto in shorts per il secondo.

Primo colloquio: gli errori di abbigliamento da evitare

Di fatto, comunque, qualunque sia il settore, ci sono degli errori di abbigliamento da evitare sempre e comunque in occasione di un primo colloquio. Un conto è essere casual o propriamente creativi, un altro trasandati nel vero senso del termine (e vale per l’outfit ma anche per la cura di sé e l’igiene personale); analogamente un conto è essere formali e un altro eccessivamente eleganti. Un conto è una barba ben curata, un altro far sembrare di aver perso il rasoio, e analogamente un conto è un leggero trucco che dia luce al viso e un altro presentarsi acqua e sapone al punto da risultare pallide e malate o, al contrario, con un trucco da serata in discoteca. Insomma, in medio stat virtus, anche nei posti molto formali o molto creativi, perché bisognerebbe sempre evitare che il proprio aspetto colpisca più delle proprie esperienze e competenze, e se proprio si hanno dubbi, si può sempre fare qualche ricerca online per vedere come si vestono i dipendenti di quella azienda (c’è sempre qualche foto di evento aziendale, qualche immagine nel chi siamo, etc)

Primo colloquio: come vestirsi

Riassumendo, per settori creativi come moda, design, digital ma anche new media, si può senza dubbio osare di più, facendo attenzione agli accostamenti cromatici (bene i toni neutri con accessori colorati pop), bene anche la sovrapposizione di stili e registri (come i jeans con la giacca formale, o l’abito con t-shirt e sneaker) bene anche i dettagli molto personali, come un tocco di colore nei capelli, i tatuaggi (se ben fatti, non modello galeotto…) e gli accessori che dicono qualcosa del gusto e della personalità.

Ben diversi sono invece settori come il bancario, l’assicurativo, ma anche le TLC dove l’outfit formale è di rigore: completo per lui, con camicia e cravatta, tailleur o giacca e pantalone per lei, con scarpe eleganti meglio se décolleté per lei. Il tutto ovviamente su toni neutri e rassicuranti come il grigio, il nero o il blu. E sì, se ci sono tatuaggi, piercing e orecchini è mandatorio nasconderli (o toglierli).