Come rifiutare una proposta di lavoro
Pubblicato il 7 July 2020

La maggioranza delle persone è in cerca di nuove opportunità di lavoro, ma c’è anche chi le offerte di lavoro le riceve, e si trova anche nella condizione di rifiutare una proposta di lavoro. E rifiutare è sempre complicato, dalla cena di un possibile flirt ad – appunto – una proposta di lavoro. Vuoi perché rifiutare da subito potrebbe far cadere nella tipica situazione da FOBO (Fear of Better Options), vuoi perché farlo dopo il colloquio potrebbe sembrare scortese, come se avessimo fatto perdere del tempo, vuoi perché rifiutare soprattutto potrebbe significare chiudere una porta di cui, un giorno, si potrebbe aver bisogno. Eppure rifiutare una offerta di lavoro si può, e si deve, farlo, purché con i giusti modi come quelli elencati dal sito USA Ladder, che sono quelli che quella porta consentono di tenerla aperta.

1. Il mezzo è il messaggio

Vale per qualunque comunicazione, e quindi anche per questo genere di “no grazie”. Se il contatto è avvenuto via mail o qualunque altra forma di messaggio, si può rispondere allo stesso modo; idem se si è trattato di un colloquio su Skype; se invece c’è stato un incontro conoscitivo con una proposta strutturata, è buona creanza declinare de visu. Potrebbe essere difficile e lasciar trasparire emozioni o imbarazzo, ma è senza dubbio il modo più cortese ed educato di declinare.

2. Ringraziare, sempre e comunque

Se c’è una proposta di lavoro, significa che c’è apprezzamento professionale e forse anche umano. Poi magari la proposta non è in linea con le aspettative (economiche, di carriera, o di equilibrio vita-lavoro) ma l’apprezzamento rimane. Quindi, in ogni caso, ringraziare, sempre e comunque: sarà anche formale, ma è la cosa giusta da fare.

3. Niente giri di parole

Se c’è una proposta c’è anche una ragionevole speranza di una risposta positiva. Quindi nel rifiutare è bene essere chiari. Non bruschi, ma franchi. Una frase come “purtroppo in questo momento mi vedo costretto/a a rifiutare la vostra proposta” non lascia adito a dubbi, e lascia aperta la porta per un nuovo contatto in futuro.

4. Motivare (brevemente)

Non c’è bisogno di scendere nei dettagli né di scrivere pagine e pagine, ma insieme a un “No, grazie” ci sta bene anche una riga di motivazione. Attenzione però a non aprire una ulteriore negoziazione: dire “mi aspettavo responsabilità maggiori” o “mi sarei aspettato un salario più alto” apre la porta a un potenziale rilancio: se si è deciso per il no, no deve essere, con una motivazione non negoziabile e sincera.

5. Non sbattere la porta

Educazione, franchezza, cortesia e giusti modi servono proprio per non sbattere la porta e fare in modo di rimanere in contatto. Il futuro nessuno lo conosce, e le situazioni possono cambiare, per cui mantenere aperto un canale – e oggi è possibile farlo anche grazie ai social network professionali – è il modo per rimanere in buoni rapporti.