Scelta dell’università: quali lavori ci saranno nel futuro?
Scelta dell'università: quali lavori ci saranno nel futuro?

La scelta dell’università è sempre un momento importante e di dubbi per chi esce dalla scuola secondaria superiore. Da un lato infatti ci sono le naturali e legittime aspirazioni personali, che possono avere più o meno concretezza e andare dai sogni e un piano di carriera già ben definito; dall’altro ci sono le previsioni sui livelli occupazionali di un futuro tutto sommato a breve termine, con una stima dei posti di lavoro disponibili nel momento in cui si completerà il ciclo di studi universitari; e poi c’è un mondo del lavoro sempre più veloce e imprevedibile, per molti aspetti dipendente dalla tecnologia, e nel quale è difficile non solo prevedere ma anche solo immaginare a grandi linee quali lavori ci saranno nel futuro, quali nuove occupazioni emergeranno dal nulla e quali invece non saranno più richieste in alcun modo.

Quali lavori ci saranno nel futuro?

Basta pensare al mondo dei social network, per fare l’esempio più eclatante di questi ultimi anni: buona parte dei social media manager attuali, una figura sempre più centrale nel marketing delle aziende, ha studiato in un epoca in cui i social network non esistevano o forse erano un giochino per pochi appassionati di tecnologia. Lo stesso avvenne per i computer, per i quali in pochi intuirono che avrebbero invaso le nostre case e le nostre vite. Lo dice, in modo scientifico, il World Economic Forum secondo il quale il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola faranno lavori che adesso ancora non esistono, e che a malapena possiamo provare a immaginare.

Ma allora cosa studiare per garantirsi una professione nel futuro? A quale università iscriversi?

Scelta dell’università: a quale iscriversi?

Ci sono dei macro trend che si possono vedere fin da ora e che senza dubbio caratterizzeranno i prossimi decenni: lo sviluppo e la diffusione sempre più pervasivi delle tecnologie e di Internet; l’invecchiamento della popolazione mondiale; il riscaldamento globale e la necessità di fonti energetiche alternative o di una miglior gestione di quelle esistenti. Queste sono tendenze che nel futuro potranno generare nuovi posti di lavoro, ma ce ne sono anche che promettono di contrarre la richiesta di personale, come quello della sempre più diffusa automazione che intaccherà i livelli occupazionali tanto dell’industria quanto dell’agricoltura.

L’invecchiamento progressivo della popolazione mondiale richiederà nel futuro figure specializzate a ogni livello, da quello di elevata scolarizzazione e formazione nei settori medico e farmaceutico ma anche manageriale a quelli con formazione di base per la cura quotidiana delle persone. Più difficile identificare con precisione le figure richieste nel futuro attorno al mondo della tecnologia ma l’e-commerce, l’automazione, il cloud, le figure legate al marketing online e alla gestione di siti Internet, i big data oltre ovviamente a quelle legate all’hardware saranno tutte professioni che avranno un futuro.

Secondo il forum di Davos invece entro il 2033 saranno molti i settori in cui si ridurrà il bisogno di manodopera, dal commercio, come detto sempre più indirizzato verso l’e-commerce, alla manifattura e anche all’agricoltura e alla pesca.