Scrivania in disordine? Genio al lavoro
Pubblicato il 13 May 2015

Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota?” La risposta sarebbe da chiedere ad Albert Einstein, a cui è attribuita questa frase, tra le più celebri nell’eterno dibattito tra ordinati e disordinati.

Ora c’è un nuovo libro “Da dove vengono le buone idee: la storia naturale dell’innovazione” in cui l’autore Steven Johnson dice a chiare lettere che il disordine è creativo. La giustificazione finale per quanti di noi, disordinati cronici, hanno sempre sostenuto che ci fosse qualcosa di buono nel nostro non voler mettere in ordine nulla o quasi: la creatività infatti sarebbe caotica dal momento che le idee avrebbero bisogno di viaggiare ed entrare in contatto con altre idee per scatenare la scintilla creativa.

Un po’ come Al Gore per capirci, con questa foto del Vicepresidente degli Stati Uniti d’America nella presidenza Bill Clinton e Premio Nobel per la pace 2007 seduto alla sua caotica scrivania finita nientemeno che sulle pagine di Time.

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Non che quello di Steven Johnson sia il primo libro che santifica il disordine: “A Perfect Mess: The Hidden Benefits of Disorder” di Eric Abrahamson uscì nel 2007 con la divertente storiella attribuita al premio Nobel per l’Economia 1993 Robert Fogel che davanti alla sua scrivania ormai inutilizzabile per l’enorme disordine di documenti che la ingombravano decise finalmente di… mettere una seconda scrivania proprio accanto a quella ormai inservibile.

Quella a favore del ‘casino organizzato’ (per dirla con le parole di un indimenticabile allenatore di calcio) è tuttavia una battaglia dura da vincere: in UK per esempio almeno 1 impiegato su 4 si è visto fare storie a causa del disordine sulla propria scrivania d’ufficio (lo riporta il Guardian) ed è dura a morire l’idea che “Scrivanie ordinate promuoverebbero scelte sane, generosità e maggior tendenza a seguire le norme” (secondo uno studio della Carlson School of Management, University of Minnesota).

Insomma, se proprio volete potete mettere tutto in ordine e pulire l’ufficio ma volete davvero essere sani, ordinati e ubbidienti o preferite caotici e creativi?