Smartworking in vacanza? Ecco come fare
Pubblicato il 9 July 2020

Lo smartworking ha ridisegnato le nostre giornate lavorative. Calato di colpo sulle nostre routine per via del lockdown da Coronavirus, è diventato man mano il nuovo modo di lavorare per tantissimi lavoratori che non l’avevano mai sperimentato. Per qualcuno è stato e continua a essere solo lavoro da remoto. Per altri è diventato davvero lavoro agile. E la differenza è sostanziale: fare come in ufficio, con il vincolo di orario e reperibilità o lavorare per obiettivi gestendo tempi e modi. E ora, con l’estate già tra noi, lo smartworking in vacanza può diventare la soluzione per conciliare lavoro e famiglia, soprattutto per chi ha figli ma anche per chi vuole allontanarsi dalla città e vivere con più rilassatezza le regole del distanziamento sociale. Ma lavorare smart in vacanza significa di nuovo cambiare ambiente, ritmi, priorità e modalità, e serve un altro swicth mentale, che può essere facilitato da questi 7 consigli.

1. Crea una nuova routine

Può essere cominciare molto presto, per approfittare delle ore più fresche e più silenziose, o concentrare tutto a cavallo della pausa pranzo, quando gli “altri” si riposano, o ancora la sera, quando i ritmi si abbassano. Che si sia gufi o allodole, in vacanza, con i ritmi della famiglia o del proprio tempo libero che cambiano, è necessario crearsi una nuova routine. Temporanea, diversa, ma comunque nuova.

2. Trova un nuovo spazio di lavoro

Sì, il sogno è sotto l’ombrellone, ma è solo un sogno ed è infattibile. Ma la casa delle vacanze, che si tratti di un’abitazione, di un albergo o di un residence, ha spazi diversi, e occorre trovare un nuovo spazio di lavoro. Ma come per lo smartworking da casa, quello deve essere sempre lo stesso, ben riconoscibile, e dedicato proprio a quello. Se avete deciso di lavorare sul terrazzo, quando siete sul terrazzo con il computer significa che state lavorando e non siete disturbabili. E se quello è lo spazio di lavoro, non ce ne sono altri: quando andate in spiaggia, o in piscina, o in giardino, non è un momento per lavorare.

3. Definisci un nuovo tempo di lavoro

Se è smart allora le canoniche “8 ore di lavoro” non valgono più. Definita la routine, poi non ci sono deroghe: quando si finisce, si finisce. Altrimenti ci si ritrova a lavorare a oltranza, senza prendersi lo spazio, il tempo e la libertà di vivere i momenti della vacanza, fosse una passeggiata in montagna, un bagno a mare, un aperitivo romantico.

4. Suddividi il tempo di lavoro

Gli americani lo chiamano time-log, e sostanzialmente è la suddivisione del tempo di lavoro in blocchi ben precisi. 30′ per leggere e rispondere alle mail, 45′ per telefonare, 2 ore per fare la parte importante del lavoro completamente focalizzati: ciascuno si organizza in base alle proprie esigenze e funzioni, ma avere una scansione oraria precisa aiuta e consente di non debordare, di mantenere le scadenze, di rimanere focalizzati.

5. Imponiti delle pause

Tra un blocco di lavoro e l’altro, imponiti delle pause. Un caffè, una boccata d’aria, 2 esercizi di allungamento contro i dolori da lavoro sedentario: bastano 5′ di diversivo per consentire al corpo e alla mente di passare da una fase all’altra, chiudendo un compito e aprendone un altro.

6. Chiudi le notifiche

Nei blocchi di lavoro più impegnativi, quelli in cui serve la massima concentrazione, chiudi le notifiche. Niente messaggi WhatsApp, niente telefonate, niente notifiche di messaggistica al computer: sono 2 ore di concentrazione massima? E allora che lo siano totalmente. Ci sono già abbastanza distrazioni in giro da sommarne anche altre.

7. Spegni il computer

Sì, quando hai finito di lavorare, spegni il computer. È estate, ci sono le vacanze, ci sono un sacco di cose da fare per cui una volta che si è finito di lavorare si chiude il computer e si sceglie un’altra forma di intrattenimento: una passeggiata, un giro in bicicletta, una routine di fitness, un aperitivo, un ’bout di shopping, qualunque cosa di alternativo ai social sullo smartphone e alle serie Tv sullo schermo del computer. Un ’bout di digital detox può fare solo del bene.