Come riciclare la carta in ufficio
Pubblicato il 8 June 2020

Sostenibilità della carta: riciclata o carta FSC?

Tempo fa, ti abbiamo dato qualche consiglio su come rendere più ecologico l’ufficio. Spesso non ci pensiamo, ma in ambito lavorativo facciamo un ampio uso – e a volte spreco – di risorse a cui dobbiamo prestare attenzione per ridurre il nostro impatto ambientale. Anche lavorando da casa in maniera provvisoria, in modalità smartworking o permanentemente nel caso tu fossi un freelance, è importante adottare misure per rendere l’ambiente lavorativo più green. Uno degli aspetti che avevamo preso in considerazione nell’articolo era il riciclo della carta. 

Spesso, quasi senza farci nemmeno caso, ci ritroviamo a stampare un documento solo per leggere meglio un’email o un articolo, usiamo un foglio nuovo per prendere qualche appunto per poi buttarlo quando non ci serve più o tappezziamo la scrivania di una miriade di post-it che finiscono nel cestino al termine della giornata. Così facendo, non ci rendiamo nemmeno conto delle ripercussioni ambientali che hanno questi comuni gesti alla scrivania di lavoro. La produzione tradizionale della carta, infatti, non solo prevede l’abbattimento di numerosi alberi ma concorre anche alla distruzione degli habitat naturali degli animali e all’emissione di gas effetto serra e di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre. 

Come avviene il riciclo della carta

Nonostante la carta sia biodegradabile, ridurne il consumo non solo consente di salvaguardare l’ambiente abbattendo meno alberi ma significa anche risparmiare in termini di risorse energetiche e idriche, abbassando quindi i costi di gestione. Molti di noi, sono abituati a vedere la carta nel proprio cestino o al limite, nel relativo contenitore per la raccolta differenziata; ma da lì cosa succede? Come avviene il riciclo della carta? 

Dopo la raccolta e lo stoccaggio, si passa al selezionamento per eliminare i materiali impuri sia in modalità meccanica sia manuale. A questo punto, si arriva alle fasi di pressatura e legatura per la realizzazione delle balle, che una volta trasportate nelle cartiere, verranno sminuzzate, sbiancate eliminando eventuali inchiostri presenti, e ridotte in poltiglia con l’aggiunta di acqua calda. A ciò, segue l’affinamento per eliminare le ultime scorie e impurità con la separazione della pasta di cellulosa. Viene quindi aggiunta cellulosa vergine in base all’uso e alla qualità che dovrà avere la nuova carta ed ecco la materia prima pronta a rientrare nel processo di produzione per la realizzazione ad esempio di carta riciclata. 

Come garantire una maggiore sostenibilità della carta

Oltre al riciclo vero e proprio della carta, esistono diversi modi per essere più ecosostenibili al lavoro e ridurre il quantitativo di carta usata e quindi da riciclare: 

  • Per prima cosa, dobbiamo chiederci se è assolutamente necessario stampare il documento che abbiamo di fronte a noi al computer. Magari un file può essere semplicemente letto al monitor oppure salvato in una determinata cartella di lavoro qualora sia essenziale archiviarlo o sul cloud se deve essere condiviso con altri. 
  • Nel caso in cui la stampa sia essenziale, possiamo pensare di ridurre i caratteri, modificare i margini o stampare su entrambi i lati del foglio per ottimizzare la carta utilizzata dalla stampante. 
  • Possiamo sfruttare le pagine bianche di documenti stampati solo da un lato per prendere appunti nel corso della giornata o trasformarle in piccoli block-notes da usare per annotare idee durante una riunione. 
  • Oppure possiamo passare direttamente al formato elettronico e prendere appunti su un’app del telefono, con il vantaggio aggiuntivo di poterli avere sempre con noi, garantirne la sincronizzazione su diversi dispositivi e la condivisione immediata con i colleghi. 

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 Altri utilizzi della carta usata

Oltre al riutilizzo a scopi prettamente lavorativi, la carta – o anche il cartone delle scatole – può essere impiagata per numerosi altri scopi: 

  • Ad esempio, la carta è ottima da utilizzare per la pulizia dei vetri dell’ufficio – o di casa se lavoriamo in remoto. Sempre per le operazioni di pulizia, può essere impiegata anche in cucina per il piano cottura che condividiamo con i colleghi. 
  • Possiamo inoltre utilizzarla come rivestimento, nel caso dovessimo imbiancare le pareti dell’ufficio o di casa. 
  • Possiamo usarla per incartare i regali ai colleghi, creare originali sacchetti oppure per eventuali creazioni in cartapesta, découpage o bricolage. 
  • Anche le scatole di cartone con cui ci vengono consegnati diversi materiali da ufficio possono essere conservate e riutilizzate come contenitori di trasporto per eventuali trasferimenti di lavoro. 

Altri aspetti da considerare sul riciclo della carta

Benché sia un’attività che tutti percepiamo come estremamente utile ed essenziale per ridurre i costi e l’impatto ambientale, il riciclo della carta comporta anche una serie di dubbi: 

  • Si può riciclare la carta generata dal distruggidocumenti? In linea di massima, la risposta è sì… ma solo in determinate circostanze. Questa tipologia di carta è infatti nota per la difficoltà di riciclo in quanto la carta generata può inceppare i macchinari preposti al riciclaggio. È sempre importante verificare prima con il proprio centro di riciclo locale o qualora possibile, senza violare nessun obbligo di riservatezza, riutilizzare il materiale generato ad esempio come riempimento in scatole contenenti articoli fragili. 
  • Si possono riciclare scontrini e ricevute? No. Essendo realizzati in carta termica, possono contenere sostanze inquinanti e dannose. Vanno quindi smaltiti nel cestino dell’indifferenziata. Prima però, se bianchi sul retro, consigliamo di utilizzarli come foglietti per gli appunti. 
  • Quante volte ti è capitato di lavorare fino a tardi a un progetto e ordinare una pizza d’asporto per cena? Qualora il cartone sia pulito, può essere riciclato nella carta ma se fosse sporco di cibo, è da smaltire tra i rifiuti indifferenziati. 
  • Così come la carta sporca, anche l’unto o il bagnato non consentono il riciclo della carta. Scottex con presenza di macchie d’olio, fazzoletti da naso usati e materiali simili non possono quindi essere destinati al riciclo. 

Cos’è e cosa significa FSC? 

L’acronimo FSC sta per Forest Stewardship Council e si tratta di una ONG senza scopo di lucro in campo ambientale che tutela le foreste e i relativi abitanti. La carta in confezioni recanti questo timbro dispone quindi di una certificazione a garanzia della relativa ecocompatibilità, della corretta gestione forestale, della sostenibilità e della tracciabilità dei prodotti. Anche questa tipologia di carta può essere riciclata. Qual è la differenza tra carta riciclata e carta FSC? Seppur la prima possa non disporre del timbro in questione, sono entrambe opzioni ecologiche nella scelta di prodotti. Come si ottiene la certificazione? L’azienda dovrà farlo attraverso l’ente accreditato al rilascio di questa tipologia di certificazione in Italia. Dovrà comprendere le richieste dello standard, definire e implementare le procedure adeguate che rispondano allo standard di certificazione adottando le relative norme di gestione e formando il personale di pertinenza. Al termine dell’implementazione, dovrà quindi sottoporsi all’audit che, se avrà esito positivo, condurrà all’ottenimento della certificazione. 

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Riciclare la carta è un’attività importantissima che dobbiamo svolgere tutti, sia che ci troviamo in ufficio a smistare centinaia di risme di carta alla stampante o a casa quando gettiamo via una rivista. L’impatto ambientale del riciclo gioca infatti un ruolo essenziale nella salvaguardia del pianeta e consente di dar vita a moltissimi articoli tra cui libri, quaderni, agende, post-it, album di fotografie, buste e sacchetti! Segui la nostra guida su come si ricicla la carta per assicurarti di applicarne tutte le regole! 

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