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Ufficio
18/07/2018

Sì, fa caldo, molto caldo, e anche se poi in ufficio c’è l’aria condizionata a temperatura polare, è quando si esce che scatta la tentazione di vestirsi in modo meno formale e più consono alla stagione. Ma ciò che è consono alla stagione non lo è per il galateo in ufficio e allora ecco 7 cose da non mettere mai quando si decide come vestirsi in estate per l’ufficio.

Top e abiti strapless

Sì son comodi e molto estivi ma tutto ciò che lascia scoperte spalle e schiena, benché magari già abbronzate, è off limits: in primis perché dall’altra parte del monitor si ha l’impressione di avere di fronte una donna nuda e poi perché non sono affatto pratici, per esempio quando si tratta di prendere quel raccoglitore all’ultimo scaffale in alto.

Prendisole e caftani

Bellissimi sul lungo mare, da segno X in città e soprattutto in ufficio: non è tanto una questione estetico (anche, ma non solo) quanto di messaggio e opportunità: non state andando all’aperitivo in spiaggia ma a timbrare il cartellino.

Shorts e microgonne

Anche ci va molto fiera, e giustamente, delle proprie gambe, dovrebbe evitare shorts e microgonne che fanno adolescente in vacanza scolastica o comunque località balneare: la misura corretta è sempre e comunque la ginocchio, e non sono affatto quei pochi centimetri a fare la differenza in fatto di caldo percepito.

Canottiere

in ogni loro forma possibile e immaginabile: vale il discorso degli strapless, per questioni pratiche ed estetiche, e comunque la canottiera al lavoro la indossano solo i bagnini.

Infradito e ciabatte

Sì, il piede deve respirare e sì, si può calzare qualcosa che lo lascia libero. Ma no, le infradito e le ciabatte da mare no: non state ciabattando dalla spiaggia all’hotel delle vacanze…

Zatteroni di sughero

In generale sandali aperti e zatteroni in sughero troppo alti non sarebbero da indossare in ufficio, soprattutto in posizioni apicali e manageriali, soprattutto in occasione di incontri professionali. Poi se il dresso code dell’ufficio è più rilassato della media, ok, ma a condizione di una pedicure impeccabile.

Lino bianco

Sì, il lino è il tessuto fresco per eccellenza ed è un must have per l’estate. Attenzione però al bianco e alle trasparenze. Un buon capo da ufficio in lino bianco dovrebbe essere foderato nei punti strategici…

Idee
20/08/2015

Sì, quelle regole più o meno scritte per cui in ufficio ci si veste solo e soltanto in modo formale se non propriamente elegante (con buona pace dei vantaggi di andare scalzi, per esempio, come abbiamo raccontato qui) tornano in auge alla grande.

Ha infatti destato un certo scalpore la circolare interna di Barclays, la banca d’affari inglese, che ha rimesso in riga i propri dipendenti richiedendo espressamente scarpe chiuse e abiti formali per gli uomini così come per le donne. Riporta l’Huffington Post:
No alle t-shirt, no ai jeans, non alle scarpe da ginnastica e da oggi no anche alle scarpe aperte. Dal prossimo mese niente più infradito per i dipendenti della Barclays, che ha diffuso una circolare per i suoi dipendenti nella quale li avvisa che le scarpe aperte e comode soprattutto in estate non saranno più ammesse.
E non si salva nemmeno l’easy friday, quella convenzione tacita per cui di venerdì si è tutti un ’bout più rilassati (nel look e non nell’impegno) che ha ormai preso piede anche in Italia.

E voi cosa ne pensate di questo giro di vite di Barclays? È giusto, almeno nei confronti dei clienti?

Ufficio
12/12/2014

Dimentichiamo Sergio Marchionne, CEO di FCA, inseparabile dal suo maglione blu: è l’eccezione che conferma la regola. E così non contano quegli ambienti – come agenzie di comunicazione, start-up e factory ICT – dove il casual al limite del trasandato è diventato regola a sua volta. Nel resto dell’universo lavorativo esistono regole più o meno scritte su come ci si deve vestire.

Ora, l’Italia è unanimentente riconosciuta come la patria del ben vestire, del buon gusto e dell’eleganza innata, tanto che alcune delle regole non scritte sull’abbigliamento in ufficio sono naturalmente accettate da tutti: sobrietà, colori tenui, giacca-cravatta-camicia per lui, tailleur al ginocchio per lei, poco trucco naturale, mani ben curate, e così via.

Ma se queste regole sono quasi nel Dna di qualsiasi dipendente e impiegato italiano, così non è all’estero, tanto che UBS, il colosso bancario elvetico, ha pensato bene di promulgare un vademecum di ben 44 pagine rivolto a quanti, nelle filiali, lavorano a stretto contatto con il pubblico. E in queste 44 pagine ci sono consigli condivisibili così come regole ferree e decisamente curiose. Vediamole.

Per lui
Abiti rigorosamente di colore nero, grigio o blu navy, ben confezionati, niente barba trascurata, calzini solo neri fino al ginocchio, banditi accessori come braccialetti, orecchini e collane, sì d’obbligo all’orologio da polso (emblema di precisione, affidabilità e puntualità) e no alla tintura dei capelli, evidentemente troppo contrastante con il naturale invecchiamento della pelle.

Per lei
Bandite le gonne corte sopra al ginocchio, al massimo 5cm sotto, giacca sempre abbottonata, make up leggero al limite del naturale, divieto per i profumi troppo intensi, per gioielli e dettagli (come le montature degli occhiali) troppo vistosi e per nail art o smalti per unghie vistosi.

Per tutti
Capigliatura sempre ben curata (almeno 1 volta al mese dal parrucchiere), biancheria sempre di colore neutro e comunque mai visibile, no all’odore di sigaretta e soprattutto all’alito pesante, con divieto assoluto di cibi contenenti aglio e cipolle.

Regole eccessive? Abuso di precisione svizzera? Oppure consigli condivisibili? Di fatto, dopo un primo test pilota in alcune filiali, ora il vademecum si sta diffondendo anche fuori dai cantoni elvetici.