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Idee
17/07/2018

Sembra incredibile ma dei 4 milioni di Post-It venduti e usati ogni anno, la stragrande maggioranza è usata nel modo sbagliato. Sì, certo, non per l’uso che se ne fa, perché i post servono per scrivere brevi appunti da mettere in bella evidenza, su pareti verticali come il frigorifero o la bacheca di una sala riunioni, su oggetti come lo schermo del computer, o all’interno di libri e dossier oltre che per creare una incredibile scenografia da Super Mario come abbiamo fatto noi in Viking. Non è questo che sbagliamo, è il modo di staccarli dal blocchetto e le conseguenze che ne derivano.
Come usare i Post-It
Tutti, praticamente tutti, stacchiamo i Post-It dal blocchetto tirando dal basso per il lato non incollato: è ovviamente il modo più facile, veloce, immediato e intuitivo ma ha la conseguenza che quando stacchiamo la parte collosa questa si arriccia perdendo il potere di aderire. Potere aderente che deriva dal rocambolesco modo in cui sono stati inventati e che abbiamo raccontato qui. Ed è per questo che spesso, se non quasi sempre, poi i Post-It si staccano e si perdono.

Se invece, come ha dimostrato il blogger Martin Schapendonk, li stacchiamo dal blocchetto procedendo lungo il bordo incollato, diciamo da sinistra a destra o viceversa se il bordo colloso è in alto o in basso, il foglietto non si arriccia e non tende a staccare il lato inferiore dalla superficie a cui è attaccato. In questo modo rimane attaccato più a lungo evitando di volare via.
Come usare i Post-it nelle riunioni
Benché non sia il loro uso originario, i Post-I sono diventati i validi strumenti di numerose riunioni, soprattutto quando si tratta di fare brainstorming e trovare nuove idee. In questo caso basta dotarsi di una lavagna magnetica e assegnare ogni colore a un partecipante alla riunione o a un tema della stessa, raggruppandoli per affinità e cercando di trovare collegamento logici tra diverse idee.

Oltre che alla fase creativa i Post-it possono contribuire a riorganizzare le idee, per esempio quando si tratta di impostare una presentazione in cui mettere molti argomenti correlati tra loro: per fare una to-do-list efficace si può assegnare un colore per ogni argomento e poi spostarli fino a trovare la sequenza logica più funzionale alle idee che si vogliono trasmettere.

I Post-It possono essere utili anche per organizzare una specie, molto artigianale, di diagramma di Gantt, o di linea del tempo per gestire impegni in sequenza o prevedere lo sviluppo di una serie di azioni di un progetto.
Come usare i Post-It per studiare
I Post-It possono essere dei grandi alleati anche dello studio, per esempio per contrassegnare delle informazioni particolarmente importanti, magari organizzandole per aree tematiche o sequenze logiche usando i colori, oppure per aggiungere idee di getto senza rovinare il libro o in attesa di approfondirle, o ancora per scrivere brevissimi abstract con parole chiave alla fine di ogni capitolo per riassumere i punti davvero salienti da tenere bene a mente.

Idee
15/05/2017

Idee nuove e creative consentono alle aziende di rimanere al passo con i tempi. Possono portare al lancio di un nuovo prodotto e a campagne in grado di lasciare il segno sui consumatori. Pochi elementi sono più stimolanti del vedere un’idea nuova prender forma e concretizzarsi in un prodotto di successo. Ma qual è la chiave per sviluppare queste idee? Spesso si pensa siano il risultato di menti creative al pari di uno scienziato pazzo o siano solo nelle mani – o nel cappello – dei maghi più straordinari. Invece la generazione di idee, se effettuata con metodo, è alla portata di tutti. Se anche voi avete la sindrome del foglio bianco o volete contribuire maggiormente al brainstorming del vostro team, seguite i nostri consigli per dare libero sfogo alla vostra energia creativa.
L’importanza del tempo

Concedersi tempo a sufficienza sembra una banalità, ma nel mondo frenetico di oggi le scadenze sono sempre alle porte. Le buone idee difficilmente nascono sotto la pressione di tempi ristretti. Se vi viene chiesto di prendere parte a una sessione di brainstorming o alla presentazione di una nuova idea, accertatevi di avere tempo a sufficienza partendo dalle linee guida fornite dall’azienda. Assicuratevi di dedicare tempo anche alla conduzione delle dovute ricerche: se siete chiamati a sviluppare nuove idee per un pubblico specifico, dovrete comprendere ciò che tale pubblico vorrebbe e quali sono i problemi che si trova solitamente ad affrontare. Verificate se altre persone o aziende abbiano già presentato un’idea in passato e cercate di migliorarla: un lancio futuro parte dalla consapevolezza di ciò che è stato già realizzato in passato. È quindi essenziale svolgere tutte le ricerche del caso e lasciare che le informazioni vadano ad occupare il loro posto all’interno della vostra mente.
Registrate ogni idea

Una volta svolta la ricerca, con tutte le informazioni che fluttuano e prendono posto all’interno della nostra mente, siamo pronti per dedicarci allo sviluppo. L’ispirazione può nascere in qualsiasi momento: è quindi essenziale disporre di uno strumento per registrare qualsiasi idea ci passi per la testa. Ad esempio, un taccuino dedicato a questa particolare funzione. In questa fase, è importante non avere limiti né limitazioni. Scrivete qualsiasi cosa vi venga in mente, anche le idee più assurde che ritenete impossibili da concretizzare. Annotate concetti completi o anche semplici dettagli che non volete tralasciare. Non dimenticate di registrare anche tutto ciò che sembra apparentemente distante dall’argomento trattato, pensate sempre a diverse soluzioni e alle varie sfumature che un’idea è in grado di contenere. Non fermatevi al primo stadio di pensiero. Andate oltre. Pensate anche alle contraddizioni. Scrivere pensieri paradossali può richiedere il doppio della fatica ma può dar vita a idee originali e azzeccatissime. In tal modo, è possibile ottenere soluzioni che non sarebbero state possibili con il pensiero lineare. Questo processo mentale prende il nome di Freewheeling, ossia “pensiero a ruota libera”.
Un brainstorming efficace

Il Freewheeling, processo creativo individuale, può risultare vincente per arrivare preparati e con buoni spunti da esporre nel corso di una sessione di Brainstorming, attività di gruppo anch’essa fondamentale all’interno di un’azienda per ascoltare, ed eventualmente adottare, idee proposte da altri. Anche qui, è importante partire dalla quantità di idee. Annotatene quante più possibile su una lavagna. Non vergognatevi di parlare, temendo di suggerire un’idea errata. Durante il processo creativo per la generazione di nuove idee, non esistono le parole “giusto” o “sbagliato”: puntare alla quantità è importantissimo per ottenere quanti più punti di vista possibili. Evitate quindi di criticare o censurare le idee degli altri, anzi utilizzatele come punto di partenza per sviluppare voi stessi altre idee o per ottimizzarle con una vostra soluzione personale. Una tecnica interessante che potreste proporre nel corso di una sessione di brainstorming è quella dei “sei cappelli”. Ogni partecipante, a turno, indossa metaforicamente un cappello di un colore diverso per stimolare l’analisi e lo sviluppo delle idee da 6 diversi punti di vista: bianco per rimanere neutrale attenendosi ai fatti; blu per il moderatore della sessione che è responsabile della gestione, supervisione e organizzazione del brainstorming; giallo per valutare le soluzioni in chiave ottimistica con un approccio da “bicchiere mezzo pieno”; nero per individuare gli aspetti negativi fornendo una valutazione oggettiva; verde per stimolare approcci più creativi mediante il pensiero laterale e rosso per esortare l’uso dei sentimenti e le intuizioni emotive adottando un approccio più soggettivo alle soluzioni proposte.
Revisione, dati e pratica

Una volta annotate tutte le idee, dovrete iniziare a scegliere quelle migliori e più fattibili. Anche le idee scartate potrebbero ritornare utili in futuro, se applicate a un altro progetto, in un momento diverso o semplicemente integrando i miglioramenti necessari per renderle attuabili. Ad esempio, non è stato possibile finanziare una campagna specifica per mancanza di fondi, ora invece disponibili. O magari è presente adesso l’attrezzatura adeguata per poter realizzare quell’idea specifica. L’importante è mantenere la mente aperta senza etichettare nessuna idea come “sbagliata”. Ogni idea, inoltre, deve essere supportata da dati, sondaggi o statistiche che ne avvalorino l’implementazione. In questa fase, può ritornarvi utile la ricerca condotta inizialmente per dimostrare il motivo per il quale riteniate che un’idea possa essere sviluppata. Infine, ogni idea nata in fase di brainstorming va condivisa e discussa anche con colleghi di altri team e reparti per garantire un’analisi approfondita in diverse aree; soprattutto nel caso di idee rischiose, il parere di altri può risultare essenziale per ottenere un punto di vista a cui voi non avevate forse pensato o tenuto in considerazione o per individuare nuove opportunità.

Con questi suggerimenti, speriamo di avervi offerto alcuni spunti per regalare anche a voi quel cappello magico da cui estrarre un’idea brillante o per collaborare al meglio con i vostri colleghi nelle sessioni di brainstorming e sviluppo di nuove idee. Adesso tocca a voi! Condividete con noi tutti i vostri trucchi sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
30/01/2015

In un mondo sempre più orientato all’innovazione non è banale sapere da dove nascono competenze come la creatività e il cosiddetto pensiero laterale. E tra i tanti fattori che possono influenzare i livelli di creatività un ricercatore della Concordi’rounds John Molson School of Business ha voluto capire se può rientrare anche la struttura sociale del paese di provenienza.

Ovvero: la creatività dipende anche da dove nasciamo? O meglio: vivere in un paese spiccatamente individualista rispetto a uno di mentalità più collettivista influenza la creatività e l’innovazione?

Il professor Gad Saas ha condotto una serie di test tra gli studenti delle università di Montreal (Canada, considerato un paese individualista) e Taipei (Taiwan, di mentalità più collettivista) valutando 5 fattori comuni a ogni tecnica di brainstorming:

1. Il numero di idee generate
2. La qualità delle idee
3. Il numero di pareri negativi per ogni gruppo (cose come: “Questa è un idea assurda”)
4. L’intensità dei commenti negativi (“Questa idea non funziona” è ben diverso da “Questa è un’idea stupida”)
5. Il livello di abitudine a valutare la propria performance creativa rispetto a quelle di altri gruppi di confronto

I risultati – pubblicati sul Journal of Business Research – accreditano il fatto che quando si tratta di creatività, gli studenti canadesi hanno dimostrato di produrre più idee in generale, con anche un livello superiore di commenti negativi; ma dal punto di vista della qualità delle idee (valutate da un comitato indipendente) sono gli studenti di Taipei ad aver raggiunto performance migliori.

“Per massimizzare la produttività dei gruppi di lavoro sempre più internazionalizzati, manager e aziende globali devono tener conto delle differenze culturali, soprattutto tra paesi occidentali e orientali” ha commentato il professor Saad.