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Idee
01/10/2018

Qualche settimana fa, abbiamo parlato della motivazione proponendoti alcuni consigli per affrontare i cali e rimanere motivato sul lavoro. Ti abbiamo indicato 7 stratagemmi per aiutarti a svolgere con più serenità gli incarichi lavorativi senza che questi si trasformino in montagne insuperabili di carta di cui vorresti che fosse solo un distruggi documenti ad occuparsene. Siamo convinti che, in tale ottica, sia inoltre indispensabile iniziare la giornata con il piede giusto. Ciò che facciamo dal primo momento in cui apriamo gli occhi ha una profonda ripercussione sulla produttività e sui livelli di energia che avremo nel corso dell’intera giornata. Quali sono quindi le abitudini che possiamo provare a sostituire con una routine mattutina che aiuterà a impostare un tono positivo per tutto il giorno?

Vai a letto presto e svegliati presto
Una buona routine mattutina inizia dalla sera prima. Concedi al tuo corpo il meritato riposo. Prenditi cura di lui: assecondalo nelle sue abitudini cercando di andare a dormire sempre più o meno alla stessa ora e dormi le ore sufficienti per lasciare che cervello e tutte le altri parti del corpo svolgano il loro compito energizzante di rigenerazione. Cerca quindi di alzarti presto, svegliandoti gradualmente 15 minuti prima ogni giorno. Per molti, è difficile lasciare quel bel torpore che ci coccola al risveglio ma alzandoci presto, scopriremo subito di aver abbandonato quella sensazione frenetica di rincorsa del tempo, lasciando spazio all’impostazione di un ritmo più calmo e sereno che si ripercuoterà su tutto il giorno. Magicamente la giornata sembrerà allungarsi all’instante!
Fai esercizio fisico
Anche per alzarsi presto serve la motivazione. Potremmo consigliarti di posizionare la sveglia lontana dal letto dicendoti che sarà faticoso all’inizio ma poi diventerà un’abitudine. È una “terapia d’urto” che per alcuni può funzionare e che magari già fanno per assicurarsi di prendere un aereo o un treno. Non vogliamo però incoraggiarti al lancio del peso con la sveglia! A tal proposito, l’esercizio fisico è un ottimo strumento per regolare i ritmi del sonno di cui parlavamo prima, per mantenere il benessere fisico e mentale e per combattere lo stress. Fare esercizio fisico di mattina può aiutarti moltissimo a gestire meglio la giornata che hai davanti. Se non sei abituato, probabilmente una sessione di allenamento intenso può sembrarti scoraggiante. Prova a iniziare con 10-15 minuti da aumentare gradualmente oppure dedicati ad attività come lo yoga, lo stretching o, se fattibile, vai a piedi o in bicicletta al lavoro. In questo modo, il tuo corpo ne gioverà e tu ti sentirai più energico e positivo sapendo di aver fatto del bene a te stesso già dalle prime ore del mattino.

Condividi un’attività con un collega
Un modo per svegliarci presto è di avere un buon motivo per farlo. Abbiamo visto come l’esercizio fisico possa essere un buon alleato del benessere mattutino e di conseguenza, della maggiore produttività una volta arrivati in ufficio. Perché non trovare un’attività similare da svolgere con un collega? Vi spronerete a vicenda, l’armonia in ufficio ne trarrà vantaggio e insieme potrete sviluppare un atteggiamento più positivo ed energico che si tradurrà nello slancio necessario per portare a compimento gli incarichi di lavoro.
Fai colazione lontano dagli schermi
Leggiamo spesso quanto sia importante fare colazione alla mattina, optando per un’alimentazione sana ed equilibrata. Questo passo ti spalancherà le porte di una giornata produttiva regalandoti energia, migliorando la memoria e aiutandoti a concentrarti maggiormente per periodi più lunghi di tempo. Fallo dedicandoci la tua piena attenzione, assaporando il momento nel vero senso del termine lontano da email e schermi. Dopo la colazione, concediti 10-15 minuti di tempo per visualizzare i tuoi obiettivi e rivedere l’organizzazione delle attività previste in giornata.

Elenco dei compiti da svolgere e postazione in ordine
Stabilire degli obiettivi concreti è importante per migliorare la produttività e la motivazione sul lavoro. Saperli scomporre in piccoli passi realizzabili è sicuramente essenziale per non rimanerne sopraffatti. Qui entra in gioco la capacità di saper pianificare e organizzare il tempo a nostra disposizione. Una to-do list efficace ci aiuta a essere specifici, realisti e a porci obiettivi fattibili da realizzare. Anche una postazione ordinata aiuterà a migliorare la tua capacità di concentrazione. Una scrivania in ordine aiuta a focalizzare l’attenzione sul lavoro evitando di essere distratti: il disordine infatti ha gli stessi effetti del multitasking. Entrambe queste attività possono essere svolte appena arrivi in ufficio o, ancora meglio, come ultimo compito al termine della giornata: ti sveglierai la mattina dopo avendo già ben chiara la scaletta che ti attende e questo si tradurrà in una maggiore serenità mentale di sera e al mattino. Arriverai quindi in ufficio con la carica giusta e il tempo da dedicare subito all’attività più importante.

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la giusta energia per affrontare al meglio la giornata. E tu? Hai qualche attività in particolare che hai adottato come parte integrante della tua routine mattutina per aiutarti a sfruttare al massimo le preziose ore del mattino e a impostare un ritmo calmo, sereno e motivato per il resto della giornata? Raccontacele sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
17/09/2018

La motivazione sul lavoro è un sentimento fluttuante che ci coglie alcuni giorni e ci fa essere produttivi ma ci abbandona in altri lasciandoci in balia della mole di lavoro che sembra insormontabile.

Ci sono giorni in cui non trovi neanche la forza di cominciare a fare qualcosa, neppure il compito più semplice, ed è come se avessi un blocco interiore che fa assopire le idee, la creatività ed ogni spirito di iniziativa. Vedi solamente faldoni impilati sulla scrivania e non sai da dove cominciare.

In un altro articolo abbiamo visto alcuni buoni consigli per essere più felici sul lavoro.
Anche se non esistono delle formule magiche per cambiare totalmente la situazione, abbiamo raccolto sette stratagemmi che, se messi in pratica, ti aiuteranno di sicuro ad affrontare i cali di motivazione in modo efficace.
Scomponi gli obiettivi complessi
Per quanto i tuoi obbiettivi siano grandi ed audaci, è buona norma scomporli in sotto-obbiettivi più facilmente raggiungibili. Questo non significa che tu non debba puntare fin da subito a realizzare un progetto o a perseguire un obbiettivo importante, tuttavia suddividerlo in parti più semplici ti permette ti fare dei progressi visibili, in modo costante, che sono il terreno fertile per sviluppare degli impulsi motivanti che serviranno a livello psicologico per farci proseguire nel raggiungimento della meta finale. Ogni volta che si completa qualcosa c’è un senso di appagamento e di fiducia in sé stessi che origina proprio dal fatto che siamo coscienti di poter affrontare e vincere le sfide e i problemi che ci si presentano. Se devi affrontare un incarico difficile e non sai da dove cominciare, scomponi e semplifica l’obbiettivo finale in pezzettini più facilmente digeribili.

Aprroccio mentale
La motivazione dipende molto dall’approccio mentale che abbiamo di una situazione o di un problema. La mente è uno strumento incredibilmente potente per cambiare la visione della realtà e cambiarne la percezione. Uno stratagemma in questo senso consiste nel non pensare a quanto un obbiettivo si complicato da raggiungere o un problema difficile da risolvere, al contrario prova a pensare a quanto può essere appagante e quanta soddisfazione puoi trarre alla fine se riuscirai ad andare fino in fondo e l’autostima che ne potrà derivare. Anche il compito più difficile è solo un tassello del tuo percorso, un piccolo scalino della tua carriera che aiuterà a farti crescere professionalmente.
Assegna priorità
Questo è un aspetto piuttosto classico da tenere presente in diversi ambiti e valido per qualsiasi decisione tu debba affrontare. Si tratta di assegnare delle priorità alla tua lista di cose da fare. Molte volte ci si trova a perdere tempo ed energie in attività che poco importanti che non danno alcun beneficio per perseguire in modo efficace l’obbiettivo.

Se assegni delle priorità, lavorando su quelle mansioni che contribuiscono a raggiungere il tuo obbiettivo finale, senza perderti lungo il percorso in attività poco importanti e non giustificabili nell’ottica del risultato finale, potrai mantenere alta la concentrazione e quindi anche la motivazione.
Rispetta i tempi
É importante darsi dei tempi di lavoro e rispettarli. Se stai lavorando ad un progetto complesso, e non ti dai degli orari, rischi di dedicarci molto tempo e di sforare costantemente l’orario lavorativo con la falsa percezione che più tempo ci dedichi prima riesci a portarlo a termine. Tuttavia, è fondamentale dare al proprio corpo e alla propria mente la possibilità di ricaricarsi. Anche il più difficile degli obiettivi, se affrontato con le giuste energie ed una mente fresca, richiede di sicuro meno tempo che approcciarlo in un’unica soluzione.

Concediti un break
Similmente a quanto visto nel paragrafo precedente, è altrettanto utile trovar un’attività da intervallare a al tuo lavoro e che ti permetta di fomentare la tua creatività e la tua motivazione. Anche se può sembrare in contrasto con quanto detto sull’assegnare delle priorità, in realtà è utile dedicarsi a qualcosa non correlato con il lavoro che si sta portando a termine. Intendiamoci, non stiamo parlando di attività poco utili e che non danno alcun valore aggiunto alla nostra motivazione. Ci riferiamo ad attività, come la lettura, possono contribuire a ispirarci e fornire alla nostra mente dei punti di vista diversi che possono poi essere impiegati per affrontare il problema principale a cui stiamo lavorando.
Riconosci i tuoi successi
Non dare tutto per scontato. A volte anche piccoli successi o il completamento di piccoli obbiettivi meritano di essere celebrati. Ogni volta che riconosci di aver raggiunto un traguardo, seppure meno significativo rispetto agli obbiettivi più grandi, acquisterai motivazione che ti aiuterà ed incoraggerà nell’avere fiducia in te stesso e continuare a lavorare sodo per il risultato finale.
Rimboccati le maniche
Il modo più semplice per motivarsi a fare qualcosa, consiste nell’affrontare tale attività il prima possibile. Se devi portare a termine un compito e vuoi trovare la motivazione per affrontarlo, la prima azione semplice ed efficace che puoi intraprendere è proprio rimboccarsi le maniche ed affrontare la situazione. Cerca di focalizzarti su quello che devi fare eliminando i pensieri superflui e approcciando fin da subito il lavoro con decisione. Una volta che avrai iniziato a lavorarci sopra sarà più facile trovarsi coinvolti in esso e quindi coltivare la tua motivazione.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come mantenere un buon livello di motivazione sul lavoro possano tornarti utili. Hai qualche commento sull’articolo che vuoi farci sapere? Pensi di avere altri metodi efficaci per aiutare a motivarti? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
20/08/2018

Se il calore estivo ti sembra insopportabile e, tra documenti e faldoni, oltre a desiderare una buona vacanza senti il bisogno di cercare un lavoro nuovo, più stimolante, allora questo articolo fa al caso tuo.

Quando cerchi un nuovo lavoro, quello attuale può sembra un ostacolo insormontabile, vuoi perché ti occupa troppo tempo, vuoi perché non puoi spendere ore sul lavoro a cercare un’altra occupazione. Per questo motivo abbiamo raccolto i migliori consigli per affrontare questo processo nel migliore dei modi.

Ci sono infatti dei semplici accorgimenti che puoi adottare per velocizzare la tua ricerca, per fare in modo che sia più efficiente e che non ti stressi troppo mentre devi dedicare le dovute energie al lavoro attuale.
Definisci degli obiettivi

Quando inizi a cercare altre opportunità, spendendo molto tempo sui motori di ricerca per trovare qualcosa che ti soddisfi e che sia pertinente al tuo settore, puoi passare ore e ore senza trovare nulla che ti soddisfi in pieno. Più la ricerca ti prende tempo e più rischi di scoraggiarti e lasciare che la rassegnazione prenda il sopravvento sullo stimolo iniziale che ti ha spinto a esplorare delle vie nuove.

Per rendere la ricerca del nuovo lavoro il più efficiente possibile, cerca di porti dei criteri di ricerca che possano rendere la ricerca più mirata e meno dispersiva. Prova a definire da subito aspetti come il luogo, se vuoi rimanere nella stessa zona oppure spostarti, il tipo di ruolo per cuoi vorresti candidarti, il livello di esperienza e la posizione che ritieni sia giusta per te e che vorresti ricoprire.

In questo modo eviterai di spendere tempo inutilmente sottraendo energie al lavoro attuale ad altre attività del tuo tempo libero oltre che a mandare curriculum per lavori che non corrispondono alle tue skills e al tuo livello di esperienza.
Sfrutta il networking
Spendere tempo per cercare un nuovo lavoro mentre hai già un’occupazione non è un modo professionale di gestire l’orario lavorativo ma c’è qualcosa che puoi certamente fare sfruttando l’ambiente di lavoro attuale con la tua ricerca. Si tratta del networking ovvero la gestione di quella rete di relazioni che si crea in ambito professionale e che, se coltivata, può portare ad enormi benefici.

La rete di contatti che si crea in ambito professionale può derivare dai tuoi colleghi e da altri professionisti che incontri durante eventi e meeting. Facendo leva su questi legami puoi giocare una carta importante per la ricerca di un nuovo lavoro, valorizzando i collegamenti che si possono creare sia nel mondo reale sia su piattaforme come LinkedIn.
Organizza il tuo tempo

Quando devi affrontare un’attività dispendiosa sia in termini di energia che di tempo, come la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale pianificarne lo svolgimento e darti delle tempistiche in modo da ottimizzare il processo.

Se ti organizzi con un programma ben preciso delle tempistiche, puoi svolgere la ricerca in modo più efficiente dando il giusto spazio non solo alla fase del dovere ma anche quella ricreativa, importante per non esaurire in fretta le energie.

Per evitare di sentirti in colpa, con la sensazione che non stai dedicando alla ricerca di lavoro il tempo che dovresti e per evitare di trascorrere troppo tempo svolgendo in modo continuato un’attività che ti porta via molte energie mentali, cerca di rispettare ogni giorno il piano temporale che ti sei creato per organizzarti.
Impara più che puoi
Cerca sempre di ottenere il meglio dalla tua posizione attuale, proponendo al tuo datore di lavoro di fare del training e di svolgere task che ti permettono di acquisire nuove skills o consolidare quelle attuali.

A volte affrontare delle nuove sfide lavorative e confrontarsi con delle task nuove può essere piuttosto stressante all’inizio ma ti permette di sviluppare delle competenze nuove che potrai includere nel tuo curriculum.

Se stai cercando un lavoro in un ruolo simile a quello che ricopri attualmente e sei riuscito ad acquisire nuove competenze rispetto a quelle solitamente richieste in quella posizione, potrai sicuramente spiccare su altri candidati ed utilizzare questo a tuo vantaggio nel processo di selezione.
Tieni il profilo linkedin aggiornato
È importante mantenere sempre aggiornati i tuoi social network dato che sono sempre più spesso utilizzati dai recruiter nel momento in cui devono cercare informazione sui candidati.

Tienilo presente quando gestisci le tue pagine social. Questo non vuol dire che non sei libero di pubblicare foto e commenti ma solamente che devi cercare di evitare contenuti espliciti o potenzialmente offensivi dato che potrebbero dare una cattiva impressione a potenziali selezionatori che fossero interessati a te.

Tra tutte le piattaforme social, la più importante in ambito lavorativo è certamente LinkedIn. Cerca di aggiornarlo costantemente avendo cura di descrivere le tue esperienze, le tue competenze e capacità nonché i traguardi più importanti della tua carriera.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare al meglio la ricerca di un nuovo lavoro possano tornarti utili. Vuoi suggerirci qualche altro consiglio che trovi particolarmente efficace per affrontare la ricerca di una nuova occupazione? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Notizie
18/06/2018

Qui alla Viking abbiamo già trattato di sport in precedenti articoli, specialmente nella declinazione da noi preferita: il rapporto tra attività fisica e lavoro. Lo sport, anche a livello amatoriale e praticato nel tempo libero, può apportare un numero enorme di benefici al nostro fisico e alle altre attività che svolgiamo quotidianamente. Oltre agli effetti positivi sulla salute, lo sport permette di migliorare le relazioni di gruppo, favorisce il buon umore e ha quindi ricadute positive sul lavoro e sulla vita in ufficio.

A livello professionistico, dove dominano lo spirito agonistico e competitivo, lo sport è spesso macchiato da episodi che ne inquinano l’immagine gettando ombra sulla sua vera essenza: magia, bellezza e condivisione. Oggi parleremo di chi lo sport lo racconta cercando di metterne in luce proprio gli aspetti più virtuosi. È un racconto vivo, vibrante, che pone al centro della narrazione non solo gli aspetti specialistici delle diverse discipline ma anche i tratti umani dei suoi protagonisti.

A raccontarci Sportfair, realtà online del giornalismo sportivo, è Mirko Spadaro che ne è redattore. Abbiamo chiesto a Mirko di scavare tra i faldoni ricolmi di immagini e parole, per raccontarci l’origine del progetto, la passione, la dedizione e le sfide che si celano dietro ogni articolo.
Può farci una panoramica su come è nato il progetto Sportfair e sul team che attualmente ne fa parte?
SportFair è un sito giovane, siamo nati infatti nella seconda metà del 2015. L’idea di dar vita ad un progetto del genere è nata dalla volontà di raccontare lo sport in un modo che vada oltre il semplice racconto della partita, qualcosa che vada oltre il risultato. Una visione di sport che si lega alle storie degli atleti, alle curiosità, alle particolarità e a tutto ciò che c’è di bello e di positivo (“fair”) che si collega ad ogni ambito della competizione sportiva. A tutto ciò va unita una particolare attenzione per il lifestyle, con l’esaltazione della bellezza in tutte le sue forme: dalle ultime collezioni in uscita nel campo della moda, alle novità del settore automotive e nautico.
Ci parli del portale e delle caratteristiche che lo differenziano da altre riviste online del settore.
Come ho detto in precedenza SportFair è un sito giovane, nel quale lavora anche una redazione abbastanza ‘young’, caratteristica che si riflette sul nostro tipo di informazione. Proponiamo uno stile di giornalismo al passo con i tempi, che punta molto su contenuti multimediali come fotogallery e video. Un giornalismo che racconta, come detto, non solo l’aspetto tecnico legato allo sport, ma anche la vita degli sportivi e che si lega a doppio filo all’aspetto social, sia dal punto di vista editoriale (con spunti, racconti, contenuti multimediali ecc.) sia da quello che ci lega ai nostri lettori e ai feedback che da essi otteniamo. SportFair è quasi unico nel suo genere: non ci sono molti giornali simili. La maggior parte sono molto verticali sui singoli sport, il nostro progetto invece si potrebbe definire generalista con un taglio glamour.

Ci sono stati momenti difficili lungo il percorso? Se sì, come sono stati superati?
Momenti propriamente difficili, fortunatamente non ce ne sono stati. Preferiamo comunque parlare di sfide più che di difficoltà. Qual è la nostra sfida più grande? Sicuramente quella che giornalmente affrontiamo nel soddisfare le esigenze di informazione dei nostri lettori offrendo dei contenuti che uniscano tempestività e qualità senza dimenticare la nostra linea editoriale.
Quali valori la ispirano nell’ambito del suo lavoro?
Credo che in ambito giornalistico serva essenzialmente la passione. Può sembrare un lavoro semplice e poco faticoso, ma solo chi lavora in questo ambito può capire realmente quanto sia difficile e senza passione non si può andare di certo avanti. Con i colleghi siamo diventati una vera e propria squadra nel corso del tempo: ci aiutiamo a vicenda, veniamo incontro ognuno alle esigenze dell’altro sia dal punto di vista umano che da quello lavorativo. Il tutto senza far mancare un clima disteso e simpatico che non va ad intaccare la serietà del nostro lavoro. Per quanto riguarda i valori da promuovere a livello professionale, tanto nelle relazioni con i colleghi quanto in quelle con i lettori, credo che fiducia, onestà (anche e soprattutto nell’informazione) e rispetto non debbano mai mancare

Che consiglio darebbe a chi inizia ora il percorso che la ha condotta fino a qui?
Il consiglio che mi sento di dare a qualcuno che intende intraprendere il mio stesso percorso è quello di farlo con grande passione. L’inizio potrà sembrare difficile, ma servirà per fare l’esperienza necessaria e soprattutto imparare cosa richiede questo lavoro. C’è molta differenza fra pensare di ‘sapere di sport’ e conoscere veramente la materia che si sta trattando, così come c’è una grande differenza fra ‘scrivere bene’ e saper scrivere un articolo per un pubblico online. Serve dunque un costante aggiornamento sia dal punto di vista culturale, legato al mondo che ci circonda (non solo sportivo), ma anche da quello prettamente pratico legato alle tecniche del giornalismo moderno. Il giornalista è colui che fa da tramite tra ciò che accade e chi si informa, ha dunque un compito molto importante che non può essere trattato con superficialità.
Quali sono gli obiettivi di lungo periodo del giornale?
Come obiettivi nel lungo periodo SportFair si pone quello di diventare un punto di riferimento per tutti gli sportivi italiani, non solo quelli che si approcciano allo sport dal punto di vista professionistico ma anche e soprattutto per i semplici amatori, per i fan e gli appassionati di ogni genere che amano lo sport in generale ed in ogni sua sfumatura, che vogliono tenersi aggiornati costantemente e nello stesso tempo conoscere le curiosità glamour legate agli sport che amano. Il tutto senza perdere di vista gli obiettivi di crescita personale di ogni redattore e quella collettiva del giornale in termini di autorevolezza e qualità.

 

Ringraziamo Mirko Spadaro per averci raccontato Sportfair e per averci dato degli utili spunti di riflessione. Se volete commentare l’articolo, esprimere la vostra opinione oppure siete interessati a prendere parte alla rubrica “successi aziendali”, vi invitiamo a contattarci tramite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
30/04/2018

In un precedente articolo abbiamo parlato di come perfezionare il networking specialmente per quanto riguarda il primo approccio. Una delle situazioni più comuni, in cui tutti ci siamo imbattuti, è di conoscere nuove persone il cui nome, dopo le presentazioni iniziali, si cancella dalla nostra mente come se venissimo irradiati dal mitico sparaflash di Man In Black.

Per creare subito una relazione e coinvolgimento è importante chiamare le persone per nome e, oltretutto, quando si tratta di relazioni professionali, ricordare il nome può favorire un fruttuoso legame di lavoro, oltre che personale.

Quando non ci ricordiamo le proviamo tutte: proviamo a fare in modo che la persona o qualcun altro ripeta il nome o con un sorriso stampato in faccia salutiamo eludendo in grande stile il deficit di memoria.

In inglese lo chiamano il paradosso Baker/baker. Deriva da studi psicologici in cui durante alcuni esperimenti hanno sottoposto ai partecipanti delle immagini di persone con sotto riportato in alcuni casi il cognome e in altri casi la professione. Nonostante i cognomi fossero appositamente scelti per essere anche delle professioni (ad esempio Baker era usato sia come cognome sia come professione essendo il termine inglese per indicare il fornaio o panettiere) i risultati hanno mostrato che i partecipanti ricordavano meglio le professioni rispetto ai cognomi. Questo è stato attribuito al fatto che le professioni sono più facilmente associabili con qualcosa di concreto, a cui possiamo ricondurre la nostra esperienza, mentre i cognomi non hanno riferimenti e sono per noi solo un insieme di lettere senza alcun significato preciso.

Certo, si potrebbe girare con un bel faldone con i nomi delle persone che conosciamo da consultare all’occorrenza. Se questa idea non ti esalta, ci sono alcuni stratagemmi che aiutano a memorizzare i nomi e di seguito abbiamo raccolto i metodi secondo noi più efficaci.
Ripeti

Quando una persona si presenta o ti viene presentata, prova a ripetere subito il nome, non nella mente ma ad alta voce, usandolo in modo naturale all’interno della conversazione. Ad esempio, se abbiamo appena conosciuto Luca, potremmo dire qualcosa tipo “Non ti avevo mai visto da queste parti Luca” oppure semplicemente “piacere di conoscerti Luca”.

Anche in latino esiste il famoso detto repetita iuvant che ci ricorda appunto quanto l’apprendimento diventi spontaneo con la ripetizione.

Non bisogna ovviamente ripetere eccessivamente il nome ma farlo in modo naturale e in modo coerente con la conversazione. Anche nel momento di salutarsi, alla fine, è bene ripetere per un’ultima volta il nome associandolo al volto della persona, utilizzando una frase del tipo “è stato un piacere conoscerti…”.
Scandire
Può capitare che la persona a cui ti stai presentando abbia un nome inusuale, straniero o semplicemente non sei riuscito a coglierlo la prima volta. In questi casi una tecnica che aiuta molto è chiedere alla persona di scandire nuovamente ogni lettera e poter così aiutare la nostra mente a memorizzare. È una soluzione particolarmente efficace per chi ha una buona memoria visiva e riesce a raffigurare un’immagine del nome che rimane più facilmente impressa.

In alternativa, puoi chiedere un bigliettino da visita, elemento di cui al giorno d’oggi dispongono molti professionisti e che torna utile anche in incontri informali. Con un bigliettino sotto mano è anche più facile creare l’associazione tra nome e persona. Infatti, se mentre si sta interloquendo ci si dimentica il nome, è sufficiente dare un’occhiata al bigliettino senza farsi notare.
Associazioni

É un modo molto simpatico per memorizzare i nomi e, a differenza degli altri metodi, è anche molto divertente da mettere in pratica.

Se disponi di buona memoria visiva puoi sfruttare questa tecnica per visualizzare delle immagini da associare al nome e alla persona. A volte, durante gli eventi, o in alcuni ambienti di lavoro, le persone indossano un cartellino con nome, supporto molto valido per aiutare a fare le giuste associazioni. Per questo è sempre consigliabile realizzare i cartellini quando si mettono in contatto molte persone che non si conoscono l’un l’altra. Del resto, si possono facilmente creare con della carta per fotocopie e una stampante.

Tuttavia, quando non vi sono cartellini e devi affidarti solamente alla tua memoria, ecco che questo metodo può tornare utile.

Consiste in una sorta di gioco in cui devi associare il nome ad un elemento che abbia un legame con quella persona. Può essere una allitterazione tra nome e una caratteristica, ad esempio Veronica da Verona o Vincenzo da Vicenza se pensiamo alla provenienza, oppure Marco immaginato come un arco a forma di “M” o, ancora, Davide immaginato in posa come la statua di Michelangelo e così via. Puoi fare le associazioni come meglio preferisci incrociando una caratteristica della persona con un’immagine che ti è facile ricordare.

Lo scrittore Dale Carnegie, autore di diversi libri di training, suggerisce di dipingere nella mente un’immagine della persona mentre sta compiendo delle azioni che ti ricordano il suo nome.  Chi è dotato di buona fantasia può sbizzarrirsi nelle associazioni più creative. Giusto per fare un esempio, se conosci un tizio chiamato Mario Bianchi puoi provare a immaginarlo come il personaggio Super Mario tutto vestito di bianco o che imbianca una parete.
Connessioni

Meno divertente delle associazioni mentali per immagini ma molto efficace è la tecnica delle connessioni. Quanto incontri una persona, e questa si presenta dicendoti il suo nome, prova a pensare immediatamente ad una persona o un personaggio conosciuto che hanno lo stesso nome e che ti ricordano colui con cui ti stai presentando. Se la persona che hai davanti ha lo stesso nome di un calciatore o di un attore e condivide anche dei tratti somatici o degli atteggiamenti che ti ricordano quel calciatore o quell’attore, avrai gioco facile nell’effettuare la connessione e ricordare il nome la prossima volta che lo vedi.

Può essere che la persona che hai davanti si chiami come un tuo parente o un tuo conoscente stretto: in questo caso la connessione sarà ancora più facile.

Questa tecnica, se esercitata, è abbastanza veloce e permette di memorizzare al volo dei nomi anche di più persone allo stesso tempo. Pensa al caso in cui ti venga presentato un gruppo di una decina di persone e tu riesca a ripetere subito i nomi con precisione, li lascerai tutti a bocca aperta!
Impegnati
È il consiglio più scontato eppure è forse l’aspetto che più ignoriamo. Se ci pensi, puoi utilizzare tanti fantastici trucchi per memorizzare i nomi ma c’è una cosa da cui non puoi prescindere. Se non sei concentrato e non parti con l’intenzione di ricordarti una cosa, è molto probabile che avrai molta difficoltà nel riuscire a memorizzarla anche usando le tecniche di cui abbiamo parlato.

Pensaci bene, quante volte ti è capitato di ascoltare i nomi delle persone e di rimuoverli all’istante. Magari i tuoi occhi percepivano solo il labiale tanto eri disinteressato verso ciò che ti veniva detto. È normale. Quando siamo in mezzo ad altra gente dobbiamo concentrarci su molti fattori. Quello che diciamo, quello che percepiamo, quello che gli altri pensano, le persone che abbiamo intorno e mille altri particolari. Per questo è importante, in quei pochi istanti in cui ti stanno comunicando il nome, concentrarsi e dedicare quanta più attenzione possibile per poi applicare una delle tecniche che abbiamo visto.

Quando entri nell’ufficio e ti prepari a conoscere i nuovi colleghi, oppure sei ad un evento in mezzo a persone che non conosci, devi innanzitutto metterti nell’ordine delle idee che vuoi e devi ricordare i loro nomi. Vuoi perché ci tieni a farlo, vuoi perché quelle persone rappresentano una risorsa per te e ricordare il loro nome facilita le relazioni e quindi le opportunità che ne possono derivare.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come memorizzare i nomi possano tornarti utili in molte occasioni, ad esempio quando conosci nuovi colleghi o stringi nuove amicizie. Ci sono dei metodi personali che utilizzi e che vuoi segnalarci? C’è un argomento in particolare di cui vorresti che parlassimo? Contattaci sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
02/04/2018

In precedenti articoli abbiamo già avuto modo di trattare i temi relativi al parlare in pubblico e alla preparazione di una presentazione. Abbiamo toccato diversi aspetti inclusi consigli su come prepararsi efficacemente prima di una esposizione di fronte ad una platea, sia dal punto di vista mentale che pratico, come affrontare l’ansia di parlare in pubblico e abbiamo visto quali skill è necessario esercitare per migliorare il public speaking.

Cosa possiamo dire di nuovo quindi su un tema già così tanto dibattuto?

Quello che presentiamo in questo articolo è una sfumatura di tale argomento che non abbiamo ancora avuto modo di delineare ma che rappresenta un elemento molto importante nella comunicazione.

Quando prepariamo una presentazione, ci focalizziamo spesso sul discorso o la traccia scritta che abbiamo preparato e su come modulare la voce durante l’esposizione. Sappiamo tuttavia che gli aspetti non verbali hanno un peso maggiore nell’economia della comunicazione. Il noto psicologo Alber Mehrabian afferma che i movimenti del corpo pesano addirittura per il 55% nel messaggio che stiamo trasmettendo.

Il Centro per il Linguaggio del Corpo, un istituto belga che si occupa di studiare gli aspetti legati al linguaggio non verbale, ha descritto molto bene, con alcune figure rappresentative della postura e del modo in cui ci muoviamo, quali sono le posizioni che dovremmo tenere presente quando comunichiamo. Abbiamo quindi voluto raccogliere 7 segnali non verbali che possono trasmettere sicurezza e autorevolezza al pubblico.

Stiamo per tenere il nostro discorso. Abbiamo abbozzato lo schema che dovremo seguire, lo abbiamo messo in una busta trasparente per evitare che nel nervosismo del momento una tazzina da caffè rovesciata possa obbligarci ad andare a braccio, ci prepariamo a parlare e ad essere osservati da molte persone. Ecco 7 consigli su come utilizzare efficacemente il linguaggio non verbale.
La scatola

Immagina che davanti a te, dal bacino fino più o meno all’altezza delle spalle, tu abbia una scatola. La superficie di questa scatola deve coprire all’incirca l’area del petto e della pancia. Ora fai finta che tu debba contenere i movimenti delle mani all’interno di questa scatola. Segui questa regola per evitare di eseguire movimenti troppo plateali con le mani e circoscrivere invece i gesti ad un perimetro ristretto, la scatola appunto.

Questa tecnica fu ideata dai consulenti di Bill Clinton per aiutarlo a controllare i movimenti ampi che era solito eseguire con le mani durante i suoi discorsi e che potevano trasmettere nel pubblico un senso di inaffidabilità.
La sfera

Divarica leggermente le dita della mano e fai finta che stai reggendo una sfera o un pallone davanti a te. Questa tecnica era molto usata da Steve Jobs e, nella teoria elaborata dal Centro per il Linguaggio del Corpo, serve per esprimere una posizione dominante e autoritaria di fronte all’interlocutore.
La piramide

Questa posizione è molto semplice: posiziona le mani a forma di piramide facendo in modo che i polpastrelli delle dita si tocchino. Questa postura rappresenta l’esatto opposto di ciò che si fa quando si è nervosi ovvero gesticolare e muovere le mani di continuo. Grazie alla posizione fissa e stabile, questo gesto comunica sicurezza di sé e rilassamento. Attenzione però a non assumere una espressione del viso arrogante o potresti sembrare spocchioso ottenendo così un effetto controproducente.
Posizione di controllo
Se non sei seduto ma devi stare in piedi mentre tieni la tua presentazione, questa postura potrebbe tornarti utile. Ancora una volta, serve a comunicare sicurezza e controllo della situazione. Consiste nel divaricare leggermente le gambe fino a raggiungere più o meno la stessa larghezza delle spalle.
Palmi verso l’alto

Per comunicare un senso di onestà e apertura verso l’interlocutore posiziona i palmi delle mani verso l’alto. La celebre conduttrice Oprah Winfrey utilizza spesso questa Tecnica per creare connessione ed empatia con il pubblico.
Palmi verso il basso

Se, invece, voltiamo i palmi verso il basso, ecco che il significato trasmesso a livello non verbale diventa di forza e assertività. È un gesto tipicamente usato in situazione di panico, quando occorre calmare le persone con un messaggio forte ed efficace, oppure, come spesso da Obama, per quietare la folla dopo un inarrestabile applauso.
Piedi stabili
Che tu voglia tenere i piedi in posizione di controllo oppure camminare, tieni presente che è opportuno tenere una postura composta. Non intrecciare le gambe e non giocherellare con i piedi assumendo posizioni poco stabili, rischi infatti di minare l’autorevolezza con cui stai trasmettendo il messaggio.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come utilizzare la comunicazione non verbale a tuo vantaggio, per comunicare sicurezza e autorevolezza, possano tornarti utili la prossima volta che dovrai parlare in pubblico. Hai già sperimentato queste tecniche e vuoi darci un tuo parere? Hai domande o dubbi? Contattaci sulla pagina Facebook Viking Italia.