Tag: carta
Ufficio
29/08/2016

Si parla sempre più di ambiente ed eco-sostenibilità: meno sprechi, raccolta differenziata, uso moderato delle fonti di energia. Consumare meno e in maniera più consapevole è ciò che molti di noi cercano di applicare nella vita di tutti i giorni a casa. Anche in ufficio è possibile e raccomandabile usare qualche accortezza per evitare gli sprechi – per esempio di carta – e diminuire i consumi. Noi di Viking siamo sensibili alla tematica ambiente e alla sostenibilità e vorremmo condividere con voi qualche accorgimento che abbiamo messo in pratica nei nostri uffici. Scopriteli in questo articolo!
Gli sprechi in ufficio generalmente ruotano intorno a carta, energia, acqua e rifiuti. Passiamoli in rassegna con qualche consiglio per evitare gli sprechi.

La Carta

La carta è uno dei materiali che sprechiamo di più nel nostro quotidiano. Pensate a quanta carta accumuliamo inutilmente: tutta la posta e la pubblicità che ci ritroviamo nella buca delle lettere, gli scontrini e le ricevute; per non parlare di tutto ciò che stampiamo senza il reale bisogno di farlo. Un modo per ridurre il consumo di carta, o quantomeno utilizzarla in maniera più oculata, c’è e basta seguire qualche piccola accortezza.
Primo accorgimento: in ufficio, come a casa, limitate al minimo la stampa di documenti, ovvero solo quelli strettamente necessari. Il resto potete mandarlo via mail o condividerlo sulla intranet. Generalmente gli uffici sono dotati di una stampante di rete, posizionata al centro della stanza in modo che tutti possano accedervi. Utilizzate quella piuttosto che le stampanti periferiche e impostate di default la stampa fronte retro. Riutilizzate le stampe sbagliate come bozze per prendere appunti, così come le buste per la corrispondenza interna, applicando sull’indirizzo originario un’etichetta con la vostra intestazione. Infine, cercate di utilizzare carta riciclata per le stampe piuttosto che la carta da cellulosa vergine. Il consumo per produrre la prima è nettamente inferiore rispetto alla seconda! Pensateci: nessun albero viene tagliato, le tonnellate d’acqua impiegata per produrre la carta riciclata sono un quarantesimo inferiore rispetto alla cellulosa vergine e l’elettricità impiegata per produrre la carta “normale” è più del doppio di quella per produrre la carta riciclata.

L’Acqua

È una delle risorse sempre più preziose e tuttavia ancora molto sprecata nelle case, nei luoghi pubblici e anche in ufficio. Nei bagni, così come nella cucina condivisa con i colleghi, l’acqua è spesso lasciata scorrere inutilmente o il rubinetto non viene chiuso adeguatamente. Evitate di lasciare il rubinetto aperto quando vi insaponate le mani o lavate i piatti nella cucina e cercate di ricordarlo anche ai colleghi più distratti, magari affiggendo un cartello sopra i rubinetti. Nel caso di una perdita dai rubinetti o dal WC, fatelo presente subito in amministrazione in modo da contenere il danno e risolvere il problema evitando che troppa acqua sia sprecata. Chiedete inoltre di introdurre dei riduttori di flusso per i rubinetti che limitino l’emissione d’acqua utilizzata.

L’Energia

Difficile quantificare l’energia che consumiamo negli spazi chiusi e di cui non ci rendiamo conto. La maggior parte degli uffici è illuminata da luce artificiale anche quando basterebbe quella naturale. Cercate quindi di spegnere gli interruttori della luce quando fuori splende il sole e ne entra altrettanto dalle finestre. Inoltre, a fine giornata, ricordate di spegnere le luci e le apparecchiature elettroniche e disinnescate se possibile le prese elettriche, in modo che non consumino energia durante la notte. Monitorate anche la temperatura interna dell’ufficio, evitando di usare condizionatore e riscaldamento se non ve n’è effettivamente bisogno. Se dovete salire al piano superiore dell’edificio, non c’è davvero motivo di prendere l’ascensore, giusto?!

I Rifiuti

In molti uffici si possono già trovare i contenitori di raccolta differenziata per i rifiuti di carta e plastica, e in cucina dell’organico e del vetro. Mentre è più raro vedere contenitori per cartucce e toner e batterie e pile. Perché allora non proporre a capi e colleghi di introdurre contenitori anche per toner e pile visto il grande uso che se ne fa in ufficio? E, visto che ci siete, suggerite di far acquistare all’amministrazione prodotti ecologici per le pulizie e degli asciugamani a rullo che possano essere lavati.
Questi sono solo alcuni delle attenzioni che dovete prestare per condividere con gli altri un ambiente di lavoro ecosostenibile. Ma ci sono anche alcuni suggerimenti individuali da seguire. Per esempio, evitate la macchina per venire al lavoro ma prediligete la bicicletta col bel tempo o i mezzi pubblici in inverno oppure condividete una macchina in quattro o cinque colleghi. Se organizzate una festa in ufficio evitate di comprare piatti, bicchieri, posate di plastica o tovaglioli di carta ma chiedete all’amministrazione di investire in un set di stoviglie da lasciare in cucina oppure comprate stoviglie in mater-bi. Cercate di portarvi il pranzo da casa. In questo modo eviterete il packaging di plastica del cibo d’asporto, riutilizzando invece lo stesso contenitore che potete riportare a casa. E, infine, cercate di dare sempre il buon esempio sensibilizzando i colleghi il più possibile ad assumere comportamenti etici e eco-friendly fuori e dentro l’ufficio.
Quanto è eco-friendly il vostro ufficio? Sul luogo di lavoro mettete in pratica tutti questi accorgimenti? Raccontateci se avete sperimentato altre iniziative di eco sostenibilità tra i colleghi e condividete la vostra esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Notizie
03/06/2015

Chiunque ha maneggiato nella sua vita una gomma per cancellare: di sicuro alle scuole elementari, dove ancora oggi è dotazione obbligatoria di ogni studente, e poi ancora nel resto della vita scolastica, dove le materie che implicano il disegno ne prevedono l’uso, e forse anche nel corso della vita professionale, visto che le matite e portamine rimangono uno strumento diffusissimo per annotare velocemente appunti su block notes e documenti stampanti.

E proprio come altri oggetti di uso quotidiano (per esempio i Post-It, i temperamatite, la penna Bic, i fermagli o la colla stick), anche la gomma per cancellare ha una storia curiosa da raccontare. Scrivere si è sempre scritto, ma mentre nell’antichità cancellare era un’operazione complessa (geroglifici e iscrizioni sulla pietra venivano raschiati con uno scalpello, e così le scritte sui papiri e sulla cera e anche quelle sulla carta) è solo con l’invenzione della matita intorno al 1500 che si pose il problema di cancellare i tratti di grafite.

Benché il caucciù fosse stato portato in Europa già da Cristoforo Colombo, per quasi due secoli dall’invenzione della matita, per cancellare le scritte lasciate dalla grafite si utilizzò la mollica del pane o la cera. Fu solo nel 1770 che un chimico inglese – Joseph Priestley – scoprì per caso che il caucciù aveva il potere di ‘raschiare’ docilmente i tratti di matita dalla carta.

Già, perché cancellare le scritte, di una matita ma anche di una penna (il processo di vulcanizzazione fu scoperto nel 1839, permettendo di rendere la gomma ancora più resistente), significa sostanzialmente raschiare docilmente lo strato superiore della carta, asportando il segno grafico insieme a un po’ di cellulosa.

Notizie
22/04/2015

Sempre più aziende e realtà professionali prestano attenzione all’impatto ambientale delle proprie attività, e tra i modi di ridurre il consumo di risorse naturali e l’immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti c’è sicuramente la scelta di utilizzare, per le attività di stampa, per le fotocopie o per i fax, carta di tipo ecologico.

Tuttavia c’è ancora parecchia confusione sul mercato quando si tratta di identificare chiaramente cosa significa carta ecologica per stampanti e fotocopiatrici e quale sia la differenza tra la carta considerata ecologica e rispettosa dell’ambiente e la carta riciclata.

Per fare chiarezza bisogna partire da una distinzione preliminare: la carta riciclata è ottenuta dal riciclo di materiali cartacei e può essere sbiancata, e quindi di colore bianco puro, oppure no, e quindi di colore più scuro, tendente al marroncino o al grigiastro; la carta ecologica è invece prodotta attraverso l’uso di cellulosa, ottenuta da legno proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council: questa certificazione garantisce che la materia prima usata proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Fatta questa prima grande distinzione, e prima di scegliere la carta più adatta per la stampante, ci sono poi da sfatare alcuni miti duri a morire.

Cominciamo dalla carta riciclata: ormai tutti i produttori di stampanti, fotocopiatrici e dispositivi multifunzione garantiscono che la carta riciclata è perfettamente compatibile con le loro macchine, e che quindi la carta riciclata non inceppa stampanti, fax e altri dispositivi; la carta riciclata è perfettamente equivalente alla carta bianca, quindi non impolvera, non si strappa più facilmente e non emana un odore sgradevole, come invece accadeva nel passato; la carta riciclata non è nemmeno più cara di quella bianca, anzi ormai si può risparmiare sui costi di stampa anche fino al 15% del proprio budget; è vero invece che la carta riciclata, a causa della lignina contenuta in alcuni tipi di carta che si ricicla (per esempio quella dei giornali), tende a ingiallire: si tratta di un processo che impega numerosi anni e che quindi non impatta sulle normali attività quotidiane di stampa e dell’uso di documenti cartacei.

Riguardo alla carta riciclata c’è poi da sottolineare come esistano sul mercato tipi di carta riciclata perfettamente bianca, ottenuti in tre modi: l’aggiunta di fibra di cellulosa vergine, che non può superare il 40% (e che per essere davvero ecologica deve provenire da forese certificate FSC); dei processi di sbiancamento che utilizzano cloro e altre sostanze chimiche (in questo secondo caso si tratta di carta riciclata ma non perfettamente ecologica); dei processi di sbiancamento che non utilizzano sostanze chimica ma preparati a base di ossigeno.

C’è poi la carta cosiddetta 100% ecologica: si tratta di carta non solo proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council, o PEFC, ma anche sbiancata senza l’uso di cloro o sostanze chimiche ma solo attraverso i preparati a base di ossigeno. Per chiarezza bisogna dire che anche per la carta 100% ecologica rimane il problema dell’utilizzo di ingenti quantità di acqua ed energia.

Alla fine come fare a districarsi negli acquisti di carta ecologica per stampanti, fotocopiatrici e multifunzione? Imparando a riconoscere i marchi di riferimento e certificazione FSC, PEFC ed EU EcoLabel.

Notizie
20/11/2014

La carta è carta, ma non tutti i tipi di carta per stampante sono uguali. Anzi, nel mercato della carta per stampanti, fotocopiatrici e macchine multifunzione ci sono diverse tipologie, formati e qualità di carta, ciascuno più o meno adatto agli usi che se ne devono fare e agli strumenti a disposizione.

Acquistare il tipo di carta più adatto all’uso che se ne deve fare e al dispositivo di stampa che si utilizza può significare non solo qualità di stampa migliore ma anche sensibili risparmi in termini di consumo di carta, di uso del toner e di usura della stampante o della fotocopiatrice multifunzione.

Ecco quindi come scegliere la carta per la stampante più adatta alle proprie esigenze e ai dispositivi di stampa che si usano.

Intanto: la carta è venduta in risme, solitamente da 500 fogli circa, o in BigBox, grandi scatole che contengono fino a 2500 fogli circa. Ovviamente una prima azione di risparmio è quella di valutare i propri consumi e acquistare di conseguenza: grandi quantità, come per esempio un BigBox o più risme, permettono di abbattere i costi unitari di spedizione.

I formati della carta per stampante

Il formato commerciale per la carta ISO 216 si basa sullo standard tedesco DIN 476: il formato iniziale della carta è un rettangolo delle dimensioni di 1 metro quadrato delle dimensioni di 841 x 1189 mm. Tagliando a metà questo formato per il lato più lungo si ottengono tutte le successive ed inferiori misure: A1, A2, A3, A4, etc.
La carta più utilizzata in quasi tutti gli uffici e gli studi professionali è quella in formato A4 delle dimensioni di 210 × 297 mm. Alcune stampanti e fotocopiatrici utilizzano anche il formato A3, che ha le dimensioni di 2 fogli A4 affiancati sul lato più lungo. Altri formati di carta sono utilizzati solo da dispositivi di stampa altamente professionali.

La carta propriamente detta è tale se ha un peso al metro quadro fra i 30 ed i 150 gr/m2. La carta di uso comune e quotidiano ha normalmente una grammatura intorno agli 80 g/m2: la grammatura per metro quadro indica la consistenza del singolo foglio di carta, e non necessariamente il suo spessore. Per fotocopiatrici, stampanti e dispositivi multifunzione si usa carta con grammatura tra i 60 g/m2 e i 90 g/m2.

La grammatura e le dimensioni non sono le uniche caratteristiche da considerare per acquistare la carta più adatta alle proprie necessità di stampa. Normalmente è infatti indicato, talvolta anche nel nome commerciale, l’uso specifico per il quale è ideale quel tipo di carta.

Carta uso mano: la più comune, la più economica, la più adatta a stampare semplici documenti di testo.
Carta patinata: rivestista con una specie di patina, esalta i colori facendoli risaltare e rilucere.
Carta speciale: ha una superficie ruvida che, fatte salve particolari esigenze, mal si adatta a stampanti e fotocopiatrici.

C’è poi la Luminosità, o valore di bianco, che distingue la bianchezza della carta.
La qualità massima è quella della carta tipo A, con punto di bianco elevatissimo e adatta a stampanti laser, inkjet e fotocopiatrici. I risultati migliori di stampa si ottengono con questo tipo di carta.
La carta di tipo B è il giusto compromesso, adatta a ogni tipo di stampante inkjet o laser, per i fax, per le fotocopiatrici e per i dispositivi multifunzione, e normalmente garantisce il miglior rapporto qualità-prezzo.
C’è infine la carta di tipo C, la più economica, buona per le stampe in bianco e nero o quando non è necessaria la qualità di una presentazione formale.

La carta riciclata invece ha una qualità necessariamente inferiore a tutte le altre ma ha altri valori, primo fra tutti quello del rispetto dell’ambiente e dell’impatto del proprio consumo su di esso.