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Ufficio
23/01/2018

Come tra le pagine di un poema cavalleresco, ogni ufficio custodisce tra le quattro mura le gesta eroiche e quelle malvagie dei sui protagonisti.

Nei panni di comuni lavoratori e lavoratrici, celati dietro ordinarie mansioni, gli eroi d’ufficio non danno nell’occhio e compiono le loro gesta valorose senza ambizioni e secondi fini se non quello di aiutare il prossimo. Accorrono all’istante al verificarsi di un guasto al computer, sono sempre disponibili a prestare aiuto e pronti a risollevare l’ufficio dal torpore pomeridiano offrendosi liberamente di preparare il caffè per tutti.

É arrivato il momento di narrare le loro e gesta e cantarne le audaci imprese.
Abbiamo chiesto, con un sondaggio, a lavoratori e lavoratrici di indicarci quali aspetti e comportamenti prediligono maggiormente nei loro colleghi. Abbiamo così ricavato per voi la top list delle figure eroiche che popolano I nostri uffici. Mettetevi comodi sulla vostra sedia o poltrona e sfogliate con noi questa avventurosa ricerca.
Ecco i profili più apprezzati dei colleghi buoni:

Vitalità e spirito positivo. Sprona e incoraggia gli altri. 79,5%
Sempre pronto a dare una mano in caso di difficoltà. 75,2%
Spiega le cose con grande disponibilità/aiuta i nuovi arrivati. 55,1%
Aiuta a risolvere i problemi tecnici del computer. 45,1%
Prende le difese dei colleghi criticati. 42,2%
Ha sempre la battuta giusta per rallegrare le giornate. 32,8%
Ci tiene a pulire e tenere in ordine le aree comuni. 32,6%
Porta sempre qualche delizia da gustare con i colleghi. 16,7%
Spesso si offre per preparare il caffè per tutti. 15,6%
Tiene gli altri informati sulle ultime novità. 15,6%
Una spalla su cui piangere, è la persona con cui confidarsi. 14,7%
Organizza i momenti di svago, dal calcetto al drink. 12,5%
Concede regolarmente uno strappo in macchina da e per l’ufficio. 3,1%
Presta soldi o ha da cambiare nel momento del bisogno. 2,5%

 

L’attitudine positiva e la capacità di incoraggiare gli altri svetta tra le prime posizioni, del resto tutti abbiamo bisogno di una parola di conforto il lunedì mattina o quando dobbiamo affrontare dei lavori impegnativi. Tra i primi posti troviamo anche la disponibilità ad aiutare i colleghi in difficoltà ed i nuovi arrivati, sintomo che le doti di tutor/mentore sono molto apprezzate negli ambienti di lavoro.

Tra i profili eroici preferiti, non poteva mancare il mago del computer: con la tecnologia informatica ormai predominante, è fondamentale l’aiuto del collega smanettone che riesce a risolvere anche i più misteriosi malfunzionamenti del pc.

Se c’è un eroe allora ci deve essere anche un cattivo. Per completare il racconto abbiamo indagato anche su quali fossero le abitudini e i comportamenti più fastidiosi e che meno riusciamo a sopportare in ufficio. Questo ci ha permesso di avere un quadro narrativo chiaro e di individuare anche i profili malvagi più diffusi.
Non sopportiamo quel collega che:

É sempre in ritardo. 28,5%
Sta sempre a lamentarsi. 27,8%
Mangia cibi puzzolenti. 24,3%
Consuma tutto (carta stampante, carta igienica ecc.). 20,9%
Procrastina in continuazione, impiega secoli per fare qualcosa. 21,8%
Prende troppe pause sigaretta. 23%
Ha una scarsa igiene personale. 19,7%
Parla al telefono urlando. 20,6%
Fa gossip su tutti. 17,7%
Si mette deodorante e profumo mentre è alla scrivania. 15,3%
Viene al lavoro anche quando è molto malato. 13,4%
Sta tutto il giorno a messaggiare al telefono. 13%
Ha la scrivania disordinata. 11,8%
Produce rumori fastidiosi. 7,3%

 

Le risposte ci dicono che, se da una parte colui che porta cibo in ufficio da condividere con i colleghi è un eroe, vi è poi il cattivo che porta sì del cibo, ma con il malaugurato effetto di riempire la cucina e gli uffici di odori poco piacevoli sprigionati dalle cibarie di cui si nutre. Insomma, per ogni collega buono ce n’è sempre uno cattivo e così, risultati alla mano, abbiamo chiesto a Julia Bereciartu, un’illustratrice spagnola, di aiutarci con il suo talento a raffigurare alcuni tra gli eroi e i cattivi più popolari che si destreggiano tra le scrivanie.
Eroi d’ufficio

Cattivi d’ufficio

 

C’è un collega di cui non puoi fare a meno? Cosa lo rende così speciale? Ci sono comportamenti che invece non riesci proprio a sopportare? Raccontacelo su Facebook Viking Italia

Ufficio
16/11/2017

Il 27 ottobre è uscito in tutto il mondo il diciottesimo capito dell’iconico videogioco sviluppato da Nintendo: Super Mario Odyssey. Come molti altri fan in giro per il mondo, anche qui alla Viking siamo in tanti ad avere atteso il nuovo titolo con trepidazione per mesi.

Impazienti di giocare al nuovo Super Mario, abbiamo deciso di ingannare l’attesa trasformando la trepidazione in energia creativa.

Complici alcune pareti dell’ufficio disadorne e un bel po’ di Post-it, abbiamo deciso di forgiare un’opera d’arte che, per gli appassionati della serie, toccherà di sicuro le corde della nostalgia.

Memori dell’esperienza di Star Wars, abbiamo deciso che dovevamo ripetere l’impresa. Anzi, potevamo fare di meglio.
Abbiamo quindi deciso di ricreare, sfruttando le pause pranzo, il primo livello del leggendario Super Mario Bros, primo titolo della serie, che ha imposto il gioco come pietra miliare e reso celebre il tema musica che lo accompagna.

Il Mondo 1-1 ha così preso forma in versione gigante.

Diamo i numeri
Il progetto
Per fare in modo che il primissimo livello fosse replicato in formato gigante, sogno di qualsiasi appassionato di Super Mario, è stato necessario progettarne accuratamente la realizzazione. Innanzitutto sono state misurate con precisione 3 pareti ed è stato calcolato il numero esatto il numero di Post-it necessari per riempirne la superficie.
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Ogni Post-it misura 76X76mm e, secondo i calcoli, ogni parete misura 31 Post-it in altezza e 85 in larghezza: è facile calcolare che ne occorrono 2.635 per coprire un solo muro. In totale per le tre pareti, più il muro di ingresso, ci sono voluti l’incredibile totale di 6.223 Post-it!

La preparazione

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In secondo luogo è stato necessario dividere l’immagine in sezioni (9 per la precisione) che sono state disegnate sulle pareti in modo da avere una sorta di griglia di riferimento. Mario è stato riprodotto in tutta la sua gloria mentre il resto è stato adattato alla superficie disponibile per far in modo di ricreare il livello nel modo più completo possibile.
La creazione
Dopo il grande lavoro di preparazione, finalmente sono stati attaccati uno ad uno i Post-it colorati. Ognuno ha cominciato attaccando prima la fila più in alto, in modo da progredire tutti gradualmente assicurandosi che il design coincidesse con quello progettato su carta.

In totale, ci sono volute 10 persone (più il supporto di tutti i colleghi che hanno aiutato quando era necessario) che si sono alternate per una totale di 7 ore.
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Un membro del team creativo ha addirittura portato una Nintendo Entertainment System, abbiamo così potuto fare un tuffo nel glorioso mondo a 8-bit circondati dal fantastico murale appena realizzato.

Il processo di realizzazione, che ha dato alla fine grandissima soddisfazione, non è stato privo di ostacoli. Se stai pensando di arredarti la camera e ti balena l’idea di creare un artwork con i Post-it tieni presente che:

Le pareti su cui attaccherai i Post-it devono essere pulite e con superficie uniforme.
Fai attenzione ai prodotti che usi per pulire, potrebbero creare una patina che renderà difficile far attaccare i Post-it.
Il calore non fa bene ai post-it. Ci siamo trovati, spesso, con i foglietti adesivi che si staccavano a causa delle temperature. Meglio mantenere la stanza fresca, senza però aprire le finestre o volerà via tutto!
Avere una buona playlist è fondamentale. Attaccare un numero di Post-it così elevato richiede molto tempo e si lavora meglio se c’è un po’ di musica in sottofondo.

E voilà! Ecco come abbiamo costruito questa meraviglia in 6.223 bit…anzi Post-it!

P.S. Per chi se lo stesse chiedendo, alla fine abbiamo raccolto tutti i Post-it che saranno ovviamenti riutilizzati per il loro scopo principale: note e appunti!

 

Segnalaci le tue creazioni con i Post-it sulla pagina Facebook Viking Italia.

 

Ufficio
23/06/2017

Pensiamoci bene: passiamo gran parte della nostra giornata a lavoro, cinque giorni su sette, nello stesso ufficio, con le stesse persone.

Conseguenza naturale è che le nostre abilità di relazionarci con il genere umano vengano messe alla prova duramente e costantemente.

Lo sappiamo, le relazioni in generale, non sono mai tutte rose e fiori. In particolare quando dobbiamo condividere per lunghi periodi gli stessi spazi con altre persone e siamo costretti, per diversi motivi, a sopportare atteggiamenti e caratteri incompatibili con il nostro.

Che sia il vicino di scrivania, il collega della stanza a fianco o quello del piano di sopra, tutti ci siamo imbattuti in situazioni poco piacevoli o imbarazzanti sul posto di lavoro.
Prima di sbattere i pugni con forza sulla scrivania, possiamo sempre cercare di seguire alcune facili regole per ridurre lo stress sul lavoro. Inoltre, si può sempre cercare la via del dialogo; una chiacchierata davanti alla macchinetta del caffè può aiutare a chiarire anche le situazioni più difficili. Ma lo sappiamo bene, una cosa è dirlo, altra cosa è metterlo in pratica. Ecco che molti di noi, nell’era di Internet, preferiscono chiedere consiglio a Google piuttosto che affrontare a quattrocchi l’interessato. La domanda sorge spontanea: cosa googliamo noi italiani sui nostri colleghi? E cosa sul nostro capo?

Grazie alla funzione autocomplete di Google è possibile soddisfare questa ardente curiosità. Tale strumento ci svela infatti quali sono le frasi più digitate quanto si parla del capo e dei colleghi. Innanzi tutto vi chiederete: cos’è questo autocomplete?  Facciamo un attimo di chiarezza e vediamo perché ci dice molto sulle nostre abitudini di ricerca.
Google sa cosa cerchiamo
L’autocomplete fu creato nel 2004 e fu ideato da Kevin Gibbs, un giovane ingegnere della società di Mountain View.  Google, si sa, premia la creatività e l’intraprendenza dei suoi dipendenti e permette loro di utilizzare un 20% della propria giornata lavorativa per sviluppare progetti propri. Kevin decise di lavorare ad una funzione che permettesse di completare in automatico gli url inseriti nel browser. L’autocomplete, appunto. Letteralmente “autocompletamento”, consiste nella tendina che compare quando digitiamo qualcosa nella barra di ricerca. Riporta i termini statisticamente più utilizzati e che sono associati alle prime parole che l’utente digita. Quindi, ad esempio, se digitiamo la parola “google”, ci comparirà come suggerimento “maps” essendo queste due parole spesso ricercate insieme. Questo tool si basa su un algoritmo elaborato da Google e, seppure il suo funzionamento sia segreto, sappiamo che si basa sull’enorme mole di dati a disposizione della compagnia: quindi un ottimo specchio dei trend di ricerca.
Il mio collega…
Realizzate le potenzialità dell’autocomplete, torniamo al nostro rapporto con il capo e i colleghi. Dopo un’accurata ricerca sulle frasi più comunemente associate all’argomento, il risultato che emerge è sicuramente interessante.

Al primo posto troviamo il più comune di tutti i problemi in ufficio. Il rapporto con il nostro capo. Nel suo famoso libro, Robert Sutton elabora addirittura un metodo per contrastare l’atteggiamento ostile – per usare un eufemismo – del capo. Del resto è risaputo che anche personalità importanti e illuminate come Steve Jobs avessero di tanto in tanto atteggiamenti soverchianti verso i propri dipendenti.
Guardando al secondo posto tra le frasi più digitate online sul proprio capo, troviamo un altro tema caldo. Parliamo infatti di atteggiamenti molesti da parte del capo sul luogo di lavoro. Il fatto che sia tra le frasi più cercate può significare un crescente interesse sul tema ma anche il diffondersi di situazioni di questo tipo. Originale la terza posizione: forse siamo talmente abituati ad atteggiamenti austeri del capo che anche un semplice abbraccio ci lascia sbigottiti e confusi.

Se parliamo dei colleghi, scopriamo da Google quali argomenti affidiamo sempre più spesso al motore di ricerca. Troviamo al primo posto le questioni amorose che si scatenano tra le quattro mura dell’ufficio. Se è vero che trascorrere molto tempo nello stesso ambiente può portare a problemi di sopportazione, è anche vero che può far nascere delle relazioni imprevedibili; cupido, lo sappiamo, può colpire in qualsiasi momento.
Il secondo gradino del podio è dedicato ai colleghi che si appropriano indebitamente delle nostre cose. Che sia il nuovo set di evidenziatori che abbiamo lasciato sulla scrivania o la penna a cui siamo tanto affezionati, e che abbiamo prestato denominandola “Pietro”, purtroppo alcuni oggetti non faranno più ritorno.

La funzione autocomplete di Google è sicuramente utile quando si effettua una ricerca. Per almeno due motivi: oltre a suggerire, come abbiamo visto, le parole più comuni associate a quelle che abbiamo digitato, ci ricorda anche le nostre ricerche più frequenti risparmiandoci del tempo. Tuttavia, da quando fu creato, ha anche dato qualche problema al noto gigante informatico. Qualche anno fa, ad esempio, il tribunale di Milano ha imposto a Google di rimuovere, dai suggerimenti di ricerca legati al nome di un imprenditore, termini negativi inseriti in automatico dall’algoritmo. Negli anni si sono susseguite in tutto il mondo diverse sentenze di questo tipo. Si tratta dell’altra faccia della medaglia di molti strumenti informatici molto utili ma anche controversi quando invadono la sfera personale.
Mettiti alla prova
Pensi di conoscere la mente degli internauti? Puoi metterti alla prova con Google Feud. Il simpatico giochino, disponibile per la versione inglese, propone quattro categorie – cultura, persone, nomi, domande – per ognuna delle quali presenta delle frasi: sta a noi indovinare come Google le completerebbe. Ad esempio, nella frase “cosa succede se tocchi…” avreste mai indovinato che la parola più cercata dopo è “un elfo”?

Hai mai fatto ricerche su internet riguardo i tuoi colleghi o il tuo capo? Quali sono le cose più divertenti che hai cercato? Raccontacelo su Facebook Viking Italia.

Ufficio
13/02/2017

Non è sempre facile instaurare un rapporto di fiducia con i colleghi, soprattutto quando si è appena arrivati in un nuovo ufficio. Per questo motivo, è importante avere delle linee guida che possono aiutare non poco ad evitare alcune criticità.
La fiducia dei propri colleghi sul posto di lavoro è fondamentale per poter svolgere i propri compiti: infatti, se il rapporto tra colleghi, superiori e subordinati non ha una base di fiducia, la collaborazione diventa impossibile e lo svolgimento di ogni compito è viziato da elementi di sospetto e competizione. Purtroppo, la fiducia è faticosa da acquisire e facile da perdere, a maggior ragione nell’ambiente lavorativo, in cui si passano molte ore al giorno con persone che non abbiamo scelto e che non ci hanno scelto.
Tutto ciò risulta amplificato quando si arriva in un nuovo ufficio, dove nessuno ci conosce e la prima impressione può essere determinante per il nostro futuro nell’azienda. Durante i primi giorni in una nuova posizione lavorativa, è inevitabile che i colleghi ci analizzino, cercando di capire se siamo delle persone di cui potranno fidarsi o se dovranno mantenere una posizione di guardia nei nostri confronti.
Vediamo, dunque, quali sono gli atteggiamenti da tenere ed i comportamenti da mettere in atto per conquistare la fiducia dei nuovi colleghi di ufficio.

Parla con le persone.

Quando arrivi in un nuovo ufficio e non conosci nessuno, è molto importante prendersi la responsabilità di fare il primo passo e parlare con i colleghi. Prova a fare domande, a farti raccontare storie sull’azienda, per comprenderne meglio la cultura ed i riti, dai il via a conversazioni di fronte alla macchinetta del caffè nella sala break, fai qualche battuta leggera, ma senza malizia e sempre sorridendo. In questo modo, i tuoi colleghi saranno felici di averti intorno e inizierete pian, piano a conoscervi meglio e stabilire un rapporto che potrebbe andare anche al di là della semplice collaborazione lavorativa.

Lavora sodo.

Magari all’inizio non avrai tutte le conoscenze e competenze necessarie o non potrai contare su un network molto esteso, ma proprio per questo sforzati di fare di più di ciò che ti viene richiesto. Così facendo, chi ti sta intorno sarà  disposto a perdonare le tue lacune e riconoscere che stai facendo di tutto per colmarle. Non aspettare che ti venga sempre richiesto cosa fare, ma prendi l’iniziativa e renditi indispensabile. Tutti inizierano a pensare che l’azienda ha fatto davvero bene ad assumerti e ti vedranno sotto una nuova luce.

Offri il tuo aiuto.

Si, è vero che sei appena arrivato/a, ma questo non significa che tu non possa essere di aiuto. Per questo motivo, offri di aiutare un/a collega che ti sembra in difficoltà o con un carico di lavoro eccessivo; oppure, offriti volontario per svolgere un compito riguardante un settore o un dipartimento sui quali vorresti approfondire le tue conoscenze. Nulla di trascendente, potrebbe trattarsi semplicemente di stilare un database o creare un contenuto di marketing. L’importante è rendersi utili, ma attenzione: non fare l’errore di offrirti volontario/a per il lavoro altrui e tralasciare il proprio!

Procedi per obiettivi.

Quando inizi un nuovo lavoro, è bene avere dei precisi obiettivi in mente e magari anche scriverli sul tuo taccuino, per poter tenere nota dei progressi e dei cambiamenti. Ciò ti aiuterà ad essere più inquadrato/a e focalizzato/a ed ottenere più facilmente il rispetto dei tuoi colleghi e superiori.

Non criticare

Se hai qualcosa da ridire o che non ti piace, sul lavoro o sulle persone, evita di andare in giro a sparlare con chiunque capiti: questo atteggiamente potrebbe attirarti molte antipatie, anche considerando che se sei nuovo/a in ufficio, non sei sicuro/a di chi poterti fidare e di che invece potrebbe usare le tue confessioni contro di te. A volte il posto di lavoro può essere un vero e proprio campo di battaglia! Se davvero c’è qualcosa che non ti sta bene, elabora una critica costruttiva e parlane con la persona indicata, che sia essa il/la tuo/a manager o un membro del team delle Risorse Umane. Questo atteggiamente maturo ti permetterà sicuramente di conquistare una reputazione positiva in ufficio, oltre a sevire davvero a risolvere l’eventuale situazione che non ti piace.

Cura l’apparenza.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che non è l’aspetto che conta nella vita, soprattutto poi sul posto di lavoro, ma un buon modo di iniziare e di presentarsi ai propri colleghi implica sicuramente anche una certa cura di sè stessi. Infatti, meglio evitare di presentarsi i primi giorni di lavoro con i jeans o le scarpe sporche di fango: magari in azienda non ci sono regole di abbigliamento rigide, ma almeno all’inizio è bene curare anche questi dettagli e dare un’immagine quanto più possibile affidabile e positiva di sè stessi. Lo stesso vale per la scrivania: cercare di tenerla curata e pulita è un ottimo modo di mostrare che sei una persona ordinata e che tiene cura delle cose che le vengono affidate, oltre a rispettare gli spazi comuni.

Sii onesto/a.

È vero che a volte viviamo delle situazioni, soprattutto quando ci troviamo sotto pressione, in cui ci sembra che fingere sia effettivamente la cosa migliore da fare e che una piccola bugia non faccia male a nessuno. Eppure molto spesso anche le piccole verità vengono a galla e, se fingere può risultare semplice per un periodo limitato, diventa sicuramente più difficile a lungo andare e può capitare di rimanere impigliati nella propria farsa. A quel punto non c’è giustificazione che tenga. Per questo motivo, in un nuovo ufficio, se speriamo di restarci per molto, meglio presentarsi per ciò che realmente siamo, senza dover necessariamente rivelare tutto di noi stessi, ma senza basare le nostre relazioni professionali sulla menzogna.
Non sempre risulta così semplice seguire queste raccomandazioni, che potrebbero sembrare a primo acchito scontate; eppure, compiendo questi primi passi ed applicando queste accortezze quando si arriva in un nuovo ufficio, il percorso sarà più semplice e sereno. Ulteriore e finale consiglio: state tranquilli, i primi giorni sono i più duri, ma passano in fretta e presto i colleghi smetteranno di guardarvi con quell’aria interrogativa!
Se avete qualcosa da suggerirci o volete raccontarci la vostra esperienza, seguite la nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
18/07/2016

Il posto di lavoro può essere un luogo di grande armonia in cui si stringono belle amicizie tra colleghi. Eppure c’è sempre qualcuno con cui proprio non si riesce a interagire per una ragione o per un’altra. Competizione, gelosia, incompatibilità di carattere… quale sia il motivo, l’atmosfera serena in ufficio può essere turbata da atteggiamenti negativi di questo o quella collega che non ci consentono di fare bene il nostro lavoro. Come individuare i segni di ostilità degli altri e come ignorarli, evitare di arrabbiarsi o impermalirsi?

Problemi, stress e momenti di tensione tendono a ingigantirsi e ad assumere proporzioni esagerate che possono avere anche un impatto negativo sul nostro umore, sul rendimento al lavoro e sulla motivazione ad andare ogni giorno in ufficio. Un periodo di stress e lavoro intenso sono già mentalmente affaticanti e se vi si aggiungono anche tensioni con i colleghi, lavorare serenamente può diventare ancora più difficile.

 

Quella battuta di troppo

 

Una battuta fuori posto o l’ennesima critica velata sotto forma di frecciatina sono generalmente le armi vincenti per il collega che vuole provocarvi. Non è necessario che sia un commento inerente al lavoro che state svolgendo, basta che dica qualcosa di maligno sul vostro abbigliamento o su cosa vi siete portati da casa per la pausa pranzo ed ecco che vi sentite pronti ad esplodere. Fermatevi un momento e concentratevi su qualcosa di positivo. Quello che dovete evitare, infatti, è di cadere nella trappola che il maligno collega vi ha preparato: non reagite d’impulso, perché è quello che si aspetta da voi. Cercate di farvi scivolare addosso quel commento, altrimenti il rischio è che ci pensiate per il resto della giornata e ve lo portiate come un fardello a casa, sommato al normale stress accumulato durante la giornata.

 

Disseminare il panico tra i colleghi

 

Poi c’è una tipologia di collega che “si diverte” a disseminare il terrore in ufficio, diffondendo informazioni spesso errate o gonfiate dalla sua fantasia. “I licenziamenti di massa sono in agguato” o “l’azienda non naviga in buone acque” sono le frasi preferite diffuse dal collega che trae massima soddisfazione nel vedere i volti trasfigurati dall’ansia e dal terrore di un imminente licenziamento che oggigiorno ci spaventa più che mai. Solitamente la notizia fa il giro dell’ufficio per un paio di giorni e poi si sgonfia. L’arma migliore per non farsi coinvolgere dalla psicosi è quella di non dare troppo peso a questa o quella notizia, soprattutto se avete già sentito in precedenza notizie del genere provenienti dalla stessa fonte.

 

Il collega che “la sa lunga”

Ad esserlo sono spesso i colleghi che hanno più esperienza e anzianità in azienda e assumono il ruolo di coloro che la sanno più degli altri, soprattutto di quelli appena arrivati. Per prima cosa accolgono “la nuova recluta” sotto la loro ala, spiegando in breve come funzionano “veramente” le cose in ufficio: chi frequentare, da chi stare alla larga, come comportarsi col capo e, di certo, non si risparmiano in gossip e critiche. Le dicerie sono nocive e a maggior ragione controproducenti quando si è appena entrati a far parte di un nuovo team di colleghi. Non fate troppo caso a tutto ciò che vi verrà detto. Il collega criticone tende a dare una panoramica sconfortante delle dinamiche all’interno dell’ufficio e questo può rovinarvi le aspettative del primo giorno di lavoro. Pensate invece a questo nuovo capitolo della vostra vita lavorativa in maniera propositiva, ascoltando anche altri colleghi, fidandovi, in primis, del vostro istinto e osservando con i vostri occhi quello che avviene quotidianamente in ufficio.

 

Giocare d’astuzia

Uno screzio con un collega con il quale non c’è mai stata una particolare simpatia può portare a incrinare i rapporti sul lavoro e questo è decisamente controproducente per voi e per il vostro rendimento. Innanzitutto bisogna evitare qualsiasi tipo di contrasto con i colleghi competitivi e arroganti. Anziché scontrarvi con loro, fateveli alleati in modo da farvi rispettare e non incorrere in nessun potenziale conflitto. Una buona dose di osservazione dei loro comportamenti e diplomazia dei rapporti vi tireranno fuori d’impaccio in situazioni a rischio. Un altro importante trucco è non farsi coinvolgere in dinamiche conflittuali che interessano altri colleghi e, quindi, non prendere posizioni ma, allontanandovi dalla ‘zona di guerra’ e andate a sedervi nella vostra postazione; eviterete di essere a conoscenza dei fatti e quindi di essere messi in mezzo.

 

Essere nel mirino

In un ambiente lavorativo poco sereno, gelosie e malignità si esprimono in critiche fini a sé stesse e per nulla costruttive. Nel mirino potete finirci anche voi e per evitare di rimanerci male, soprattutto quando le critiche provengono da qualcuno per cui non nutrite una particolare stima, dovete cercare di immunizzarvi, facendovi scivolare addosso quello che avete sentito o vi hanno riferito. Passare al contrattacco può avere effetti controproducenti mentre l’equilibrio e la non-azione sono la tattica vincente per non dare troppa importanza a una critica espressa in maniera del tutto gratuita.

 

Con questo non vogliamo dire che tutti i colleghi siano maligni, o che vi vogliano fare la guerra ma è bene sempre stare all’erta e individuare di chi ci possiamo fidare e da chi invece è meglio stare alla larga. È anzi più frequente che nascano ottimi rapporti lavorativi e talvolta anche d’amicizia con i colleghi e con il capo e coltivarli dentro e fuori l’ufficio ci farà apprezzare e ci darà la giusta carica per affrontare una nuova giornata di lavoro.

 

Com’è il vostro ambiente di lavoro? Rilassato o un campo di battaglia? Avete più colleghi amici o nemici? Condividete con noi la vostra esperienza personale, sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Idee
10/12/2015

Non c’è bisogno di arrivare ai livelli di Dexter Morgan, protagonista della serie Tv Dexter, o di Kevin Spacey – Frank Underwood di House of Cards: il collega sociopatico è sempre intorno a noi. Seduttore e seduttivo, manipolatore all’inverosimile, spesso pericoloso per sé e per gli altri, il collega sociopatico è un tipo da cui stare il più possibile alla larga.

Ma come riconoscere il vero collega sociopatico? Riconoscendo alcuni evidenti tratti del suo carattere.
Ha carisma da vendere
Non che tutte le persone carismatiche siano anche sociopatiche. Ma insomma chi ha carisma spesso anche soggioga, e una volta caduti nella trappola della personalità debordante è davvero difficile uscirne.
È un lupo solitario
Niente amici, niente affetti, solo relazioni superficiali e utilitaristiche.
Si annoia subito
Cronicamente stanco, perde interesse velocemente e tende a scaricare i compiti noiosi, routinari e privi di senso a chi gli sta intorno.
È un bugiardo
Dalle piccole alle grandi bugie, la menzogna è uno strumento della manipolazione.
È un manipolatore
Appunto: controllare, screditare, arrogarsi meriti e in fondo distorcere il tutto a proprio vantaggio.
Pretende l’impossibile
La richiesta che arriva a orari impossibili con un tono al limite del sadico è il segnale che chi la formula è un sociopatico.
È irascibile
Non c’è escalation, ma l’esplosione immediata e incontrollata dell’ira irrefrenabile. Spesso non c’è nemmeno motivo di arrabbiarsi a quel modo, ma in fondo è sempre una strategia di manipolazione.

> Leggi anche: Le peggiori colleghe d’ufficio