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Ufficio
18/11/2015

Il primo impiego non si scorda mai, e nemmeno il primo mese del primo impiego. Ma questi 6 errori da non commettere nei primi giorni presso un nuovo posto di lavoro non valgono solo per i neoassunti senza esperienza: anche chi proviene da altre aziende o uffici è bene che presti molta attenzione ai suoi comportamenti nei primi giorni a contatto con nuovi colleghi e/o capi.

Perché non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione, e perché i percorsi migliori son quelli che partono col piede giusto.
Prendersi delle ferie
Che sia il primo lavoro, o che sia un nuovo lavoro, si presume ci sia stato un po’ di tempo libero prima di cominciare, e non è il caso di preoccuparsi come prima cosa delle prossime vacanze. A meno che non siano state discusse e concordate per un motivo valido prima della firma del contratto. Al massimo, ecco come fingere di lavorare e farla franca.
Lamentarsi del nuovo capo con i nuovi colleghi
Detto che in generale è meglio tenere per sé certe valutazioni (anche se i pettegolezzi hanno i loro pro e contro), tuttavia prima di lasciarsi andare a commenti sul bosso meglio, molto meglio, prendere le misure ai nuovi colleghi: nella migliore delle ipotesi potrebbero farsi una cattiva idea di noi, nella peggiore spifferare tutto.
Parlar male del vecchio posto di lavoro
Banalmente: se lo fate ore potreste farlo anche in futuro. E chi vi circonda non ha proprio voglia di farsi biasimare a distanza. Potreste passare immediatamente nel novero dei peggiori colleghi di lavoro.
Sforare con la lista spese
Ok, avete il rimborso a pie’ di lista, ma insomma prima di andarci pesante meglio dimostrare di tenere alle casse aziendali. E in ogni caso sempre meglio informarsi sulle policy aziendali circa il noleggio di auto e le prenotazioni in albergo per missioni di lavoro.
Passare del tempo sui social network
Sì, una occhiata a Facebook dallo smartphone in pausa pranzo va anche bene, ma farsi beccare sul computer dell’ufficio a scrollare la bacheca Facebook no, proprio no. Anche se ci sono aziende in cui Facebook è entrato dalla porta principale come strumento di lavoro e collaborazione.
Fare dell’umorismo pesante
Ok, un po’ di umorismo e buonumore facilita i rapporti, ma meglio andarci piano, molto piano prima di andarci pesante: qualcuno che ancora non conoscete potrebbe risentirsi, e sarebbero problemi a non finire. Nel caso, ecco 5 modi per chiedere scusa quando si sbaglia al lavoro.

Ufficio
05/11/2015

Benché invise alla maggior parte dei capi (secondo una ricerca di Bp Academy il 73% dei manager sarebbe pronto a licenziare collaboratori e collaboratrici nel caso si dovesse scoprire una liaison tra i due) le relazioni al lavoro esistono, succedono e – a meno di policy aziendali specifiche, che in Italia riguardano solo il 5% delle aziende – non sono vietate.

Anzi, il fattore galeotto sarebbe proprio il fatto di trovarsi a stretto contatto di scrivania per molte ore al giorno, tanto che secondo i sondaggi più o meno ricorrenti capiterebbe a 1 persona su 3, forse perché in effetti i colleghi lo fanno meglio.

Allora se l’amore scocca, prima assicuratevi di amoreggiare in accordo con il galateo del flirt in ufficio (ed eventualmente di spingervi a fare sesso in ufficio senza farvi cogliere in fallo) ma poi abbandonatevi ai sentimenti senza remore, perché uscire con il collega ha anche tanti aspetti positivi. Come questi 6.
Ci si può sfogare subito
Se proprio la giornata è di quelle pesanti, e non c’è nessuno con cui sciogliere la tensione, avere il partner a portata di macchinetta del caffè può essere utile per riversare su di lui tutte le vostre tensioni.
Anche far tardi in ufficio ha i suoi vantaggi
Be’, sì, proprio quelli: insomma, rimanere alla scrivania fino a quando è davvero molto buio può anche trasformarsi in un piccante preliminare (basta non fare come i due amanti focosi di Christchurch, in Nuova Zelanda, che si sono dimenticati di spegnere le luci e son stati visti da tutto il quartiere…)
Andare al lavoro non è poi così male
Addio depressione dei pendolari, con tutti quei pensieri tristi e desideri reconditi elaborati nelle lunghe ore passate in viaggio: andare al lavoro diventa una vera gioia.
La pausa pranzo diventa di colpo più interessante
Basta tristi pranzi davanti alla scrivania o altrettanto tristi code in mensa: con un lui accanto anche l’ora di pausa a metà giornata diventa un momento romanticissimo. Meglio ancora se all’aperto, facendo una bella passeggiata romantica.
C’è qualcuno che per forza ti darà una mano
Sì, quando arriva il carico pesante sulla scrivania e si prospettano straordinari indigesti, lui non potrà tirarsi indietro dal darti una mano a smazzare la patata bollente.
E infine: lo puoi tenere sotto controllo
Se la collega femme fatale si allarga troppo (e la collega femme fatale è davvero una delle peggiori colleghe d’ufficio) ecco che puoi subito tenere sotto controllo la situazione, passando immediatamente al contrattacco.

Ufficio
29/10/2015

Ci sono uffici che sono un paradiso, dove regna l’armonia, si lavora bene e si creano anche veri rapporti di amicizia, e ci sono uffici che sono un inferno di ripicche, pettegolezzi, colpi bassi e clima pesantissimo. E se a volte sono i colleghi maschi a essere davvero insopportabili, a cominciare da questi 13 tipi davvero tra i peggiori, non mancano nemmeno le colleghe da evitare come la peste.

Dalla carrierista spietata alla femme fatale fino alla spocchiosa e alla finta santa, ne ha tracciato il profilo sociopsicologico Elena Gandini su Elle.
La carrierista
Quella che solo lei sa cosa e come e in che momento fare le cose, cinica e spietata come Miranda Priestly in Il diavolo veste Prada.
La femme fatale
Tacco 13, minigonna spaziale, seno in vista. E quando arriva il capo accavallamento di gambe alla Sharon Stone in 9 settimane e 1/2.

> Leggi anche: Perché lavorare con troppi uomini rovina la salute delle donne
La brontolona
Tutto negativo, tutti ce l’hanno con lei, non va bene nulla, un po’ come Angela Finocchiaro in Benvenuti al Sud.

La stalker
Non si fa mai gli affari suoi e non aspetta altro che infilarsi nella vita altrui, tipo Alex Forrest in “Attrazione fatale”.

> Leggi anche: Pro e contro dei pettegolezzi in ufficio
La sfruttatrice
Non la carrierista, ma quella che, dei lavori che dovrebbe fare, alla fine ne fa un terzo se va bene, e il resto lo scarica sugli altri. Un tipo alla signorina Silvani che massacra il povero Fantozzi.

La gatta morta
Fa la cascamorta con chiunque abbia una forma maschile all’interno dell’ufficio, ma senza l’aggressività della femme fatale. Un tipo alla Bella Swan in Twilight.

La spendacciona
Ogni giorno con una maxi bag o un outfit di marca diversi e costosissimi manco fosse Carrie Bradshaw in Sex & The City.

La mamma
Quella che i figli li ha fatti solo lei e solo lei deve reggere il mondo da sola. Un ’bout come Annette Bening ne I ragazzi stanno bene.

> Leggi anche: 5 consigli per essere felice in ufficio

Ufficio
28/09/2015

I colleghi di lavoro non si possono scegliere. Càpitano, e se non c’è feeling c’è poco da fare, nemmeno le più avanzate tecniche di team building possono fare miracoli quando la scintilla tra colleghi non scocca e più che collaborare e remare tutti nella stessa direzione ci si guarda in cagnesco cercando (o sperando) di sabotare il lavoro del vicino di scrivania.

Ma quali sono le cause che possono generare antipatie tra colleghi e fondamentalmente infilare un granello di sabbia nel delicato meccanismo aziendale? Ha provato a individuarle Sue Shellenbarger del Wall Street Journal, stilando l’elenco dei peggiori colleghi di lavoro con in testa la vittima sacrificale numero 1: la produttività.

Ecco allora (da WellMe, sito dedicato a benessere e psicologia anche nel business) i 13 peggiori colleghi di lavoro:

I negativi: son quelli per cui l’orizzonte è solo nero e che stroncano sul nascere ogni possibilità di crescita e cambiamento.

I lamentosi e musoni: al primo non va mai bene nulla, al secondo pure (ma non lo dice). Vanno spesso d’amore e d’accordo tra loro, e il binomio è devastante.

Quelli sempre contenti: l’eccesso opposto che, per carità, aiuta anche a stemperare le tensioni. Però ci sono tensioni che non vanno stemperate ma affrontate davvero.

I catastrofisti: il pericolo (in ogni cosa) è il suo mestiere. Unico antidoto? L’ironia.

I mensa-dipendenti: il cibo al primo posto, prima durante e dopo i pasti. Fastidiosi come una mancata digestione.

I logorroici: devono raccontare tutto, con approfondita dovizia di particolari. Non si spengono mai e alla fine non ci si ricorda qual era l’argomento di discussione.

Le rocce: nulla li scalfisce, nulla li affatica, nulla li intimorisce, nulla li fa arrabbiare. Ma saranno anche umani?

I giullari: quelli che fanno finta di rovesciare il bicchierino (vuoto) del caffè sul vestito nuovo. Simpatici, ma solo a piccole dosi, oltre mandano letteralmente fuori dai gangheri.

Gli artisti (repressi): da studente avevano la Smemoranda che pesava 1kg, ora la loro scrivania è un patchwork di foto, scritte, disegni, ciondoli, souvenir e chissà che altro. E non si può toccar nulla.

Le macchine da lavoro: quelli che non si fermano mai, di giorno lavorano, di notte si divertono, nei ritagli di tempo tra il giorno e la notte fanno sport, vanno a mostre, vedono gente, partecipano a cene e aperitivi, e non crollano mai. Generando invidia a profusione.

Le spie: sembra stiano lavorando, e invece ficcano il naso nei fatti altrui, allungando occhi, orecchie e collo per sapere sempre tutto di tutti. Spesso sono anche pettegoli (non che sia necessariamente un male, come abbiamo raccontato qui) ma il troppo come sempre infastidisce.

Gli egotici: qualunque cosa accada, a loro è già successa, e in forme, dimensioni e circostanze inarrivabili agli altri: potete aver bevuto l’acqua di Marte, ma a loro è già stata servita in bicchieri di cristallo. Che nervoso!

I tecnofobici: niente, la tecnologia per loro è come un libro in Sanscrito. E ogni volta che succede qualcosa chiamano il vicino di scrivania, fosse anche per estrarre la chiavetta USB dal computer.

Idee
17/07/2015

Estate = tempo di sondaggi maliziosi. E neanche quest’anno poteva mancare quello sugli amanti occasionali, più o meno immaginari. A commissionarlo ci ha pensato il sito inglese Victoria Milan che ha chiesto la top list degli amanti occasionali dei sogni.

Non ne parleremmo se non fosse che ad agitare i sogni erotici non ci sono personal trainer o altre figure mitologiche dell’immaginario collettivo ma il capo e i colleghi. Sì, i colleghi lo fanno meglio, con buona pace dei pettegolezzi in ufficio, di qualsiasi galateo del flirt e di ogni classifica sugli uffici in cui si farebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) di più.

Ecco la top ten dell’amante (occasionale) più eccitante (riportata da GQ).
1. Collega o capo 18%
2. Con il migliore amico del mio partner 14%
3. Con il mio istruttore di yoga 13%
4. Con il mio ex 11%
5. Con il mio vicino di casa 10%
6. Con una donna 9%
7. Con il barman del mio pub preferito 9%
8. Con il mio dottore 7%
9. Con il fisioterapista 4%
10. Con mio cognato 3%
Nel caso, per non farsi cogliere in fallo, meglio leggere qui.

Idee
26/06/2015

Di storie boccaccesche tra le mura di un ufficio è piena la Rete: quella dei due amanti focosi di Christchurch, in Nuova Zelanda, che si sono dimenticati di spegnere le luci di un ufficio tutto vetrato che affaccia su una strada molto ma molto trafficata; o quella della coppia di focosi vicentini che, beccati in piena pausa pranzo e sospesi dal datore di lavoro hanno fatto ricorso perché “non avrebbero perso ore di lavoro” (la storia è raccontata dal Giornale di Vicenza).

Per gli amanti del genere, oltre alle semplici regole di galateo del flirt come queste ora c’è anche un vero manuale per farlo, clandestino o meno, senza mettere a repentaglio la carriera. Perché che si faccia è indubbio (anzi, c’è anche una ‘classifica’ delle città con gli uffici più ‘hot’, di cui abbiamo parlato qui) così come è indubbio che per manager e datori di lavoro son più le grane che i vantaggi motivazionali derivanti dalle storie d’amore e sesso tra le scrivanie.
Secondo una ricerca di BP Academy il 73% dei manager sarebbe pronto a licenziare il collaboratore che avesse una relazione con un/una collega; il 55% è convinto che la liaison possa inficiare la creatività mentre il 45% si limiterebbe a dividere gli amanti in diversi reparti. L’amore in ufficio renderebbe i lavoratori: più nervosi (33%), più distratti (28%), meno competitivi (20%), più sospettosi (12%), meno corretti con gli altri (7%).
(Lo riporta Valeria Vantaggi su Vanity Fair)
E allora per farlo senza farsi cogliere in fallo ecco un manuale (Come fare sesso al lavoro. L’arte di sco*@pare in azienda senza farsi cogliere in fallo, edizioni Salani, 144 pagine, 9,90 euro) in cui tra irriverenza (la dedica è “A Bill Clinton, il quale senza dubbio rimpiange che questo libro non sia stato pubblicato prima”), filosofia spiccia (si parla pure della piramide di Maslow) e ben 53 posizioni del kamasutra da ufficio si snocciolano consigli e avvertimenti per mettere in pratica quello che gli autori Mats & Enzo sostengono essere un metodo infallibile.