Tag: colloquio di lavoro
Idee
25/09/2018

Per il buon esito di un colloquio di lavoro, cioè l’assunzione magari con aumento di stipendio, conta quello che si fa prima, preparandosi all’incontro, come ci si comporta durante, prestando attenzione anche al linguaggio del corpo, ma anche, se non soprattutto, il follow up, cioè le azioni che si mettono in atto nei giorni seguenti all’incontro con il responsabile delle risorse umane.

Ed è proprio cosa fare dopo un colloquio di lavoro che può fare la differenza tra l’essere richiamati con una proposta di lavoro o vedere cestinata la propria candidatura.
Cosa fare dopo un colloquio di lavoro: il follow up
No, sostenere il colloquio di lavoro, salutare a andare a casa a incrociare le dita in attesa della telefonata non è esattamente quello che si intende per follow up di una candidatura per una posizione lavorativa.
Cosa fare alla fine di un colloquio di lavoro
Intanto, immediatamente al termine del colloquio, appena prima dei saluti è lecito e utile chiedere la data prevista per la scelta definitiva del candidato: così non si rischia di rimanere sospesi nel limbo dell’attesa all’infinito.

Prima di abbandonare la stanza dell’incontro, o anche nel caso in cui sia stato su Skype, è importante anche ottenere i contatti degli esaminatori: idealmente sarebbe utile uscire con in tasca il biglietto da visita, ma può andar bene anche un appunto scritto (senza timore, il rischio di dimenticarsi è troppo alto per farsi remore) con nome e cognome, posizione nell’organigramma e almeno un contatto, telefono o e-mail.

In alternativa puoi domandare se puoi richiedere il contatto su Linkedin: il social network professionale è fatto proprio per questo, per stringere relazioni di lavoro, e può tranquillamente sostituire lo scambio di un biglietto da visita. Attenzione però a non confondere l’ambito professionale con quello privato: a parte alcuni ambiti creativi, non è buona cosa chiedere l’amicizia su Facebook, che anzi potrebbe rivelarsi un boomerang come abbiamo raccontato qui.
Cosa fare alcuni giorni dopo il colloquio di lavoro
Il contatto serve per il follow up vero e proprio, che può consistere in una e-mail, un messaggio o in una telefonata un paio di giorni dopo aver sostenuto il colloquio. Idealmente la cosa migliore da fare sarebbe mandare un messaggio, anche via mail, il giorno stesso, ringraziando per l’attenzione e l’occasione che ti è stata data di proporti per quella posizione vacante. È un modo per rinforzare l’idea che quel lavoro ti interessa davvero e che non sei un cacciatore seriale di colloqui di lavoro.

Il giorno stesso, rientrato a casa o durante il viaggio, prendi degli appunti su come è andato il colloquio: argomenti trattati, punti su cui c’è stata sintonia, eventuali disaccordi o momenti freddi, e ogni altra informazione possa risultare utile nel caso di un secondo contatto. È molto importante farlo perché l’emotività inevitabile in quei frangenti può portare a dimenticare cose che invece dall’altra parte sono state fissate perfettamente.

Un paio di giorni dopo è utile anche mandare un messaggio più lungo in cui si ribadisce il proprio interesse sottolineando passaggi positivi del colloquio, ribadendo in modo cordiale che pensi di essere la persona giusta per quel ruolo e rinforzando l’idea del tuo interesse ed entusiasmo per quella posizione.
Come comportarsi se si è richiamati dopo un colloquio di lavoro
A questo punto, con in mente la data presumibile per la decisione finale, bisogna prepararsi al doppio scenario: essere richiamati per un secondo colloquio o la formalizzazione del rapporto di lavoro o ricevere notizia del fatto che è stato scelto un altro candidato.

Nel primo caso è importante rispondere subito, concordando le modalità del nuovo incontro e preparandosi eventualmente a discutere anche di stipendio. Tuttavia, nonostante la risposta positiva e sperata, è meglio non esagerare con l’entusiasmo ma dimostrare apprezzamento e positività.
Cosa fare se non si passa un colloquio di lavoro
Nel caso in cui purtroppo si ricevesse notizia di non essere stati selezionati è importante ringraziare comunque per l’opportunità, lasciando comunque un ricordo positivo e rinforzato nel caso in cui si avesse di nuovo a che fare con quell’azienda.

Idee
20/08/2018

Se il calore estivo ti sembra insopportabile e, tra documenti e faldoni, oltre a desiderare una buona vacanza senti il bisogno di cercare un lavoro nuovo, più stimolante, allora questo articolo fa al caso tuo.

Quando cerchi un nuovo lavoro, quello attuale può sembra un ostacolo insormontabile, vuoi perché ti occupa troppo tempo, vuoi perché non puoi spendere ore sul lavoro a cercare un’altra occupazione. Per questo motivo abbiamo raccolto i migliori consigli per affrontare questo processo nel migliore dei modi.

Ci sono infatti dei semplici accorgimenti che puoi adottare per velocizzare la tua ricerca, per fare in modo che sia più efficiente e che non ti stressi troppo mentre devi dedicare le dovute energie al lavoro attuale.
Definisci degli obiettivi

Quando inizi a cercare altre opportunità, spendendo molto tempo sui motori di ricerca per trovare qualcosa che ti soddisfi e che sia pertinente al tuo settore, puoi passare ore e ore senza trovare nulla che ti soddisfi in pieno. Più la ricerca ti prende tempo e più rischi di scoraggiarti e lasciare che la rassegnazione prenda il sopravvento sullo stimolo iniziale che ti ha spinto a esplorare delle vie nuove.

Per rendere la ricerca del nuovo lavoro il più efficiente possibile, cerca di porti dei criteri di ricerca che possano rendere la ricerca più mirata e meno dispersiva. Prova a definire da subito aspetti come il luogo, se vuoi rimanere nella stessa zona oppure spostarti, il tipo di ruolo per cuoi vorresti candidarti, il livello di esperienza e la posizione che ritieni sia giusta per te e che vorresti ricoprire.

In questo modo eviterai di spendere tempo inutilmente sottraendo energie al lavoro attuale ad altre attività del tuo tempo libero oltre che a mandare curriculum per lavori che non corrispondono alle tue skills e al tuo livello di esperienza.
Sfrutta il networking
Spendere tempo per cercare un nuovo lavoro mentre hai già un’occupazione non è un modo professionale di gestire l’orario lavorativo ma c’è qualcosa che puoi certamente fare sfruttando l’ambiente di lavoro attuale con la tua ricerca. Si tratta del networking ovvero la gestione di quella rete di relazioni che si crea in ambito professionale e che, se coltivata, può portare ad enormi benefici.

La rete di contatti che si crea in ambito professionale può derivare dai tuoi colleghi e da altri professionisti che incontri durante eventi e meeting. Facendo leva su questi legami puoi giocare una carta importante per la ricerca di un nuovo lavoro, valorizzando i collegamenti che si possono creare sia nel mondo reale sia su piattaforme come LinkedIn.
Organizza il tuo tempo

Quando devi affrontare un’attività dispendiosa sia in termini di energia che di tempo, come la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale pianificarne lo svolgimento e darti delle tempistiche in modo da ottimizzare il processo.

Se ti organizzi con un programma ben preciso delle tempistiche, puoi svolgere la ricerca in modo più efficiente dando il giusto spazio non solo alla fase del dovere ma anche quella ricreativa, importante per non esaurire in fretta le energie.

Per evitare di sentirti in colpa, con la sensazione che non stai dedicando alla ricerca di lavoro il tempo che dovresti e per evitare di trascorrere troppo tempo svolgendo in modo continuato un’attività che ti porta via molte energie mentali, cerca di rispettare ogni giorno il piano temporale che ti sei creato per organizzarti.
Impara più che puoi
Cerca sempre di ottenere il meglio dalla tua posizione attuale, proponendo al tuo datore di lavoro di fare del training e di svolgere task che ti permettono di acquisire nuove skills o consolidare quelle attuali.

A volte affrontare delle nuove sfide lavorative e confrontarsi con delle task nuove può essere piuttosto stressante all’inizio ma ti permette di sviluppare delle competenze nuove che potrai includere nel tuo curriculum.

Se stai cercando un lavoro in un ruolo simile a quello che ricopri attualmente e sei riuscito ad acquisire nuove competenze rispetto a quelle solitamente richieste in quella posizione, potrai sicuramente spiccare su altri candidati ed utilizzare questo a tuo vantaggio nel processo di selezione.
Tieni il profilo linkedin aggiornato
È importante mantenere sempre aggiornati i tuoi social network dato che sono sempre più spesso utilizzati dai recruiter nel momento in cui devono cercare informazione sui candidati.

Tienilo presente quando gestisci le tue pagine social. Questo non vuol dire che non sei libero di pubblicare foto e commenti ma solamente che devi cercare di evitare contenuti espliciti o potenzialmente offensivi dato che potrebbero dare una cattiva impressione a potenziali selezionatori che fossero interessati a te.

Tra tutte le piattaforme social, la più importante in ambito lavorativo è certamente LinkedIn. Cerca di aggiornarlo costantemente avendo cura di descrivere le tue esperienze, le tue competenze e capacità nonché i traguardi più importanti della tua carriera.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare al meglio la ricerca di un nuovo lavoro possano tornarti utili. Vuoi suggerirci qualche altro consiglio che trovi particolarmente efficace per affrontare la ricerca di una nuova occupazione? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
22/01/2018

La ricerca di un lavoro all’estero è diventata una via sempre più battuta da ragazze e ragazzi italiani che faticano a trovare in patria delle prospettive soddisfacenti al percorso di crescita professionale. Equipaggiati dell’innata creatività che ci contraddistingue e di una preparazione frutto di lunghi e impegnativi percorsi formativi, molti di noi scelgono di cercare uno sbocco occupazionale fuori dal Bel Paese.

Dato che occorre fare di necessità virtù, è importante fare leva anche sugli aspetti positivi che il candidarsi per una posizione di lavoro all’estero porta con sé, come il senso di gratificazione che si ha nell’affrontare e superare una sfida, la possibilità di entrare in contatto con nuove culture, l’opportunità di apprendere competenze nuove.

Spesso, quando si tratta di mandare un curriculum, per la prima volta, fuori dall’Italia, ci si scontra con diverse difficoltà. La lingua è una di queste, ma non certo quella principale. Sappiamo bene che ogni cultura ha i suoi sistemi di riferimento, le sue regole e le sue prassi. Abbiamo parlato, in passato, di come il galateo in ufficio preveda regole anche molto diverse a seconda del paese in cui ci si trovi. Anche la candidatura e il processo di selezione così come li conosciamo noi potrebbero quindi coinvolgere aspetti nuovi e di cui, a questo punto, dobbiamo tenere presente.

Qui alla Viking, nella speranza di fornire un utile spunto per quanti vogliano intraprendere questa avventura, abbiamo voluto dare un nostro contributo indagando come funzioni il processo di candidatura nei paesi esteri. Per 12 paesi del mondo abbiamo preso in considerazione un insieme di aspetti che possono aiutare a dare un quadro integrale tipico di ogni realtà: dalla struttura del CV all’iter tipico di selezione passando per raccomandazioni sulle informazioni da includere e alcune curiosità riguardanti il mercato del lavoro.
Cosa abbiamo trovato
Chiedendo a lavoratori provenienti da ognuno dei 12 paesi presi in esame, dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita e al Giappone, sono emerse delle informazioni utili per chi si sta affacciando al mercato estero del lavoro.

Ad esempio, lo sapevei che in Russia viene bloccato LinkedIn, il famoso social network per la ricerca di impiego? Oppure che in Corea del Sud viene richiesto di indicare altezza, peso e data di nascita? E che in Cina le strette di mano non sono comuni, anzi il candidato deve eseguire un lieve inchino dopo che l’esaminatore lo effettua per primo?

Chris Evans, SEO and Social Media Marketing Manager di Viking per l’Europa afferma: “durante i miei frequenti viaggi di lavoro mi sono imbattuto in usi e costumi singolari. Molto diversi tra loro, in vigore nei mercati del lavoro”.

Mentre alcuni processi di recruitment, come avviene ad esempio in Italia, ci sono ormai familiari e non presentano rilevanti differenze con altri paesi affini culturalmente, dobiamo tenere presene che il mondo del lavoro può, in alcuni casi, essere caratterizzato da specifiche peculiarità. Se stai considerando di mettere a frutto le tue capacità oltre frontiera, dai prima un’occhiata a questa infografica.
infografica

Quando ti candidi per un lavoro è importante tenersi pronti per l’eventuale fase del colloquio disponendo, fin da subito, della documentazione necessaria, CV, lettera di presentazione e tutto ciò che può venirci richiesto durante l’interview. Sul nostro sito puoi trovare una vasta scelta di materiale per la stampa, inclusi stampanti e scanner, toner, carta e molto altro!

Se conosci altre curiosità legate al lavorare all’estero o vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
14/08/2017

Vi ricordate qualche tempo fa quando esisteva praticamente solo Facebook e il mondo dei social media era un terreno totalmente nuovo: per chi cercasse lavoro era meglio non correre il rischio che qualcuno in azienda andasse a sbirciare le gallerie di foto goliardiche scattate nei momenti di meritato svago. Solitamente la scelta era di non farsi alcun profilo. D’altra parte è anche vero che, data la scarsa diffusione dei social, quando questi erano ancora appannaggio di pochi, era più facile rimanere anonimi. In generale era molto più facile mantenere una certa professionalità e reputazione non negandosi poi momenti di divertimento una volta fuori dall’ufficio.

Nel tempo i social media si sono moltiplicati, e sono nate decine di piattaforme come Twitter, Instagram, Snapchat solo per citare i più conosciuti. Oggi, nella società dell’informazione, in un mondo costantemente connesso, è quanto mai arduo tenere una netta distinzione tra ciò che si fa in privato e l’immagine che trasmettiamo pubblicamente, ad esempio, sul lavoro. Nel nostro recente articolo abbiamo parlato di cosa cerchiamo sul nostro capo e sui colleghi. È sempre più facile che il tuo capo, i tuoi dipendenti, i tuoi colleghi o i tuoi studenti, a qualsiasi categoria professionale tu appartenga, trovino informazioni sulla tua vita privata, volontariamente o meno, nel mondo del web. I tempi sono decisamente cambiati.
Lo dicono i dati

Una recente ricerca condotta in America da Careerbuilder su 2.300 recruiter e professionisti delle risorse umane ha messo in luce che il 57% è probabile non conceda un colloquio ai candidati non presenti online; il 54% ha deciso, almeno una volta, di non assumere un candidato in base al suo profilo sui social media, circa la metà dei datori di lavoro controllano i profili sui social media dei dipendenti e il 70% usa i social per scandagliare i candidati. Pensate che dei selezionatori che non hanno assunto un candidato a causa di un contenuto trovato sui social media, solo per citare alcuni casi, il 39% lo ha fatto perché ha trovato foto, video o informazioni inappropriate o provocatorie e il 32% perché il candidato ha postato commenti discriminatori riguardo razza o religione.

In Italia una ricerca simile è stata svolta da Adecco e i dati sono molto interessanti: il 64% delle attività di recruiting è online e tra tutti i canali web, per il 23% ci si affida ai social media.
Tra i recruiter, Linkedin è ormai diffusissimo: quasi l’80% lo usa per cercare i cosidetti “candidati passivi” e circa il 76% per verificare il CV. La ricerca svolta su recruiter e candidati in Italia ha poi messo in luce quanto sia importante una buona gestione dei social. Infatti, il 35% dei recruiter ha escluso, almeno una volta, un candidato dalle selezioni dopo aver visualizzato i suoi profili social. Tra le motivazioni, quella più frequente è legata alla scoperta di foto sconvenienti pubblicate dal candidato (20%) oppure la presenza di informazioni non coerenti con il CV (18,2%).

È chiaro che il tema social media vada affrontato con assoluta serietà e occorre aver chiaro come una corretta gestione degli aspetti di comunicazione online può essere in realtà di grande aiuto anche dal punto di vista lavorativo. Anche una volta ottenuto il lavoro, è importante non lasciarsi andare, sui social, a commenti o post inappropriati. Oggi moltissime aziende tengono conto di quello che pubblicano i propri dipendenti. Le aziende iniziano anche ad usare attivamente questi canali, oltre che per le attività di comunicazione istituzionale e di brand, anche per le attività di selezione.
Di recente McDonald ha utilizzato Snapchat – famoso per i post o snap che possono durare massimo 10 secondi e scompaiono dopo 24 ore – per lanciare una campagna volta a selezionare e assumere personale. Infatti Snapchat è molto utilizzato dalla cosiddetta generazione Z (ovvero i nati tra il 1995 e il 2010) e diventa quindi un medium necessario se si vuole puntare a tale fascia d’età nelle comunicazioni.
Una grande opportunità

Usando con attenzione i social le probabilità di successo nel processo di candidatura possono aumentare. Una buona strategia è quella postare e condividere notizie e avvenimenti di particolare rilevanza per il settore a cui si è interessati. Pubblicare post, di proprio pugno, con consigli utili o commenti riguardo novità e accadimenti sempre coerentemente con il settore professionale di cui ci si occupa è altrettanto importante per costruirsi una buona reputazione. Questo fa in modo che altre aziende valutino il tuo interesse in un certo settore e la tua capacita di tenerti aggiornato. Anche l’interazione diretta, tramite social, con l’azienda per cui si vorrebbe lavorare, se fatta con discrezione senza sfociare in stalking, può sicuramente favorire che i recruiter ci notino o tengano presente il nostro interesse nel momento delle selezioni. A questo proposito Linkedin offre un utile strumento che permette di entrare in contatto direttamente con le figure responsabili della selezione e se usato intelligentemente, trattandosi di una piattaforma social professionale, può di sicuro essere utilizzato per intessere relazioni professionali e crearsi una rete di contatti che può sempre tornare utile. Ecco quindi alcuni punti da annotarsi per quanto riguarda Linkedin:

Non farti ossessionare dalla spasmodica voglia di ingrandire il network. Meglio pochi contatti ma buoni e conosciuti. Interagisci più che altro con le persone che conosci realmente;
Mantieni un tono professionale. Tieni i post con contenuti più personali per altri social come Facebook;
È importante controllare regolarmente i messaggi nella posta personale e buona regola rispondere;
Fa in modo che il CV che invii ai selezionatori trovi conferma, come date e descrizioni, nelle sezioni del tuo profilo in modo coerente;
Completa il summary: è un’occasione per comunicare la tua storia professionale e le tue competenze in modo sintetico e accattivante.

Usare bene i social è anche un modo per comunicare la propria personalità, i propri interessi e le proprie passioni. Non c’è nulla di più utile se si sta cercando lavoro e si vuole fare colpo sui nostri selezionatori. Infatti, se la persona che ti fa il colloquio è riuscita a farsi un’idea di te come di una persona socievole, aperta alle novità, con interessi magari simile ai suoi, sarà sicuramente più facile che si crei un giudizio positivo che potrà risultare favorevole nel confronto con altri candidati.
Arma a doppio taglio

Quasi sempre strumenti potenti e utilizzabili in senso positivo hanno anche l’altro lato della medaglia. Nel caso dei social si tratta del fatto che è difficile controllare tutto le azioni che facciamo – i post o le pagine a cui mettiamo “like” o che commentiamo – o meglio tutte le interazioni che abbiamo con la miriade di contenuti presenti online. Abbiamo visto in precedenza come alcune aziende non abbiano assunto il candidato per ragioni legate alla “discriminazione” che potrebbe consistere in apprezzamenti a post con contenuto razziale o discriminanti a livello religioso o sociale. Per questo conviene sempre pensarci due volte prima di interagire, commentare o addirittura apprezzare certi tipi di pagine o di articoli e, in ogni caso, conviene compiere le nostre azioni online sempre con cognizione. Pensiamo a Facebook dove rimane traccia di tutto ciò a cui abbiamo accordato il “mi piace” o Instagram dove ogni nostro contatto può vedere le immagini che abbiamo apprezzato dalla sezione “following”.
In Italia, un caso emblematico è stato discusso quest’anno proprio dalla corte di cassazione: a seguito di un post su Facebook offensivo verso un superiore, una donna era stata poi licenziata dall’azienda. La sentenza descrive come il licenziamento può essere adottato solo se si prefigura il reato di diffamazione. In ogni caso meglio andare cauti con certi post: si deve cercare di sfogare il malcontento in luoghi diversi dai social.
Alcune regole da tenere presenti

Ecco alcuni consigli pratici da annotarsi su un post-it e tenere sempre ben in visto vicino al PC:

Una delle prime regole è cercare se stessi su Google: se nei risultati di ricerca c’è qualcosa che il nostro datore di lavoro o l’azienda per cui ci siamo candidati potrebbero ritenere inopportuni occorre fare il possibile per correggere o, se possibile, eliminare quell’informazione. È inoltre importante settare la privacy adeguatamente in modo da mantenere un profilo basso di fronte a occhi indiscreti;
Cerca di usare sempre un linguaggio corretto e una buona forma nella scrittura. Dimostra che sai esprimere concetti di diversa complessità in modo semplice e con stile;
Ceca di completare i campi dei social media dedicati alla propria esperienza lavorativa e formazione. Sicuramente LinkedIn deve essere curato maggiormente da questo punto di vista arricchendolo di informazioni come le skill acquisite ed evidenziando le capacità problem solving. Cerca però di non esprimere pareri troppo faziosi sull’azienda per cui lavori, stai il più possibile su un tono neutro;
Quando descrivi te stesso dal punto di vista professionale cerca di inserire il più possibile parole chiave inerenti la tua professione. Questo agevolerà i recruiter in cerca di potenziali candidati;
Prendi parte a gruppi tematici e professionali contribuendo attivamente nei contenuti. Sotto questo profilo LinkedIn è il più adatto essendoci moltissimi gruppi di professionisti;
Più che descrivere le azioni che fai quotidianamente, cerca di postare notizie o aggiornamenti interessanti. Queste possono riguardare il tuo settore professionale di appartenenza oppure contenuti di tipo culturale o, ancora, tematiche di trend dibattute al momento;
Segui account di aziende o personaggi rilevanti: questo ti permette ti tenerti al passo con i loro post riguardo gli ultimi trend;
Per quanto possibile cerca sempre di essere coerente: quando descrivi la tua formazione e esperienza cerca di usare informazioni simili nei diversi social e per quanto possibile mantieni il medesimo linguaggio stilistico.

 

Qui a Viking ci auguriamo che questi consigli su come gestire i social media personali possano tornarvi utili, nella vostra posizione lavorativa attuale oppure in futuro nella ricerca di un nuovo lavoro. Non vediamo l’ora di ascoltare anche il vostro punto di vista a riguardo. Hai qualche aneddoto da raccontarci? Hai mai rischiato grosso a causa di un post istintivamente pubblicato sui social? Scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
08/02/2017

I colloqui di lavoro possono essere davvero snervanti anche per il più esperto cercatore di lavoro, ma gli assessment centre sono una situazione completamente diversa.
Non sono così comuni come i tradizionali colloqui di lavoro faccia a faccia e a volte si protraggono per alcuni giorni. Di solito, comunque, costituiscono una valutazione della durata di una giornata – una stima delle tue abilità di rendere in diverse condizioni. Secondo l’Universitlà del Kent, sono una delle più accurate ed affidabili modalità di valutazione dei candidati.
Un aspetto unico di questa valutazione dei candidati per una posizione lavorativa è la presenza di altri candidati. Non ci si aspetta soltanto che tu faccia un buon colloquio e completi efficacemente compiti individuali, ma ci si aspetta anche che dimostri le tue abilità nel lavorare bene con gli altri e in un ambiente di gruppo.  In questo scenario, il trucco è trovare un equilibrio tra l’imporre la propria influenza e permettere agli altri di contribuire come parte del team – il tutto facendo progressi nel compito.
Potresti anche essere osservato durante i tuoi “attimi di pausa”. La pausa pranzo può essere un ottimo modo per capire come un candidato interagisce socialmente: dunque, non sorprenderti se i tuoi valutatori stanno ancora in agguato quando ti butti sui panini. Sii socievole, chiedi ai tuoi colleghi da dove vengono o perchè sono interessati al lavoro.
Come per ogni colloquio, è importante prepararsi meticolosamente. Assicurati di sapere dove devi essere ed a che ora e di preparare tutto quello di cui hai bisogno la sera prima. Vale la pena portare una cartella in cui riporre il taccuino e le penne, oltre ai documenti ed ai programmi che ti sono eventualmente stati richiesti.
Dunque, dal momento che gli assessment centre stanno crescendo in popolarità, abbiamo pensato di mettere insieme una panoramica di cosa aspettarsi, e come puntare al miglior risultato possibile. Dai un’occhiata alla nostra guida qui sotto:

Hai mai partecipato ad un Assessment Centre? Hai opnioni da condividere al riguardo? O forse sei stato/a dall’altra parte della scrivania? Ci piacerebbe sapere cosa hai da dirci sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
15/01/2016

Avete trovato l’azienda dei vostri sogni, il lavoro che avevate sempre desiderato e, finalmente, vi hanno chiamato per un colloquio! Ora, niente panico, perché qui alla Viking abbiamo pensato di aiutarvi per non farvi arrivare impreparati davanti al vostro futuro datore di lavoro. Basterà seguire questi cinque punti:

Rileggete l’offerta di lavoro

Se avete scelto di candidarvi per un posto di lavoro, probabilmente avete già le idee abbastanza chiare. E se un’azienda ha scelto il vostro curriculum tra decine d’altri, avete fatto una buona impressione e l’azienda vuole conoscervi.
Quindi, per non avere brutte sorprese al colloquio, meglio rileggere con attenzione l’offerta di lavoro; potreste trovare tra i requisiti richiesti alcuni sui quali non vi sentite sicuri. È questo il momento per prepararvi al meglio e fare bella figura. Quasi sicuramente chi vi farà il colloquio vi chiederà quanto scritto nell’offerta di lavoro, specialmente se non l’avete menzionato nel vostro curriculum.

Controllate il sito web dell’azienda

Guardate con attenzione il sito dell’azienda e, se notate qualche ambito o riferimento a qualche qualità o conoscenze che, anche se non presenti nell’offerta di lavoro, pensiate possano richiedervi, annotatevele e preparatevi.
Anche questa sarà un’ottima occasione per dare una buona impressione, avendo il massimo risultato con il minimo sforzo.

Vestitevi in maniera adeguata

Sembra banale ma tante volte capita di vedere gente non adeguatamente vestita per un colloquio! Cercate di capire qual è lo standard aziendale in base alla posizione richiesta e cercate di vestirvi di conseguenza.
Per certe aziende il completo elegante sarà d’obbligo, mentre se state facendo richiesta per un lavoro creativo, probabilmente lo stile eccentrico sarà apprezzato e farà quasi parte della valutazione.
Per aiutarvi a capire l’azienda, fatevi aiutare magari da qualcuno che vi lavori all’interno se avete qualche contatto; nel dubbio è comunque meglio arrivare più eleganti, piuttosto che presentarsi in jeans e felpa da casa.

Riposate e mangiate correttamente

Sembra anche questo un punto scontato ma, è tanto ovvio, quanto spesso trascurato. Per il colloquio nel nostro posto dei sogni, è meglio arrivare mostrandoci al 110% delle nostre energie. Quindi la sera niente festa con gli amici, niente notte insonne a rivedere tutti gli episodi di Star Wars e niente abbuffata come se fosse Natale.
Fate un pasto leggero ed equilibrato e andate a letto presto.

Arrivate puntuali e da soli al colloquio

Cercate di arrivare al colloquio in anticipo, specie se dovete fare affidamento sui mezzi pubblici. Molto meglio studiarsi il percorso, eventualmente anche provandolo qualche giorno prima; ovviamente, non presentatevi però un’ora prima dicendo che siete già arrivati, visto che la persona che dovrete incontrare probabilmente sarà impegnata in altro: una riunione, un altro colloquio, ecc… State in zona e presentatevi cinque minuti prima dell’orario concordato.
Altra cosa importante: non arrivate mai accompagnati da parenti, amici e/o fidanzate/i. Dovete dimostrare di essere persone mature, adulte e indipendenti a cui non serve alcun supporto per un colloquio. Ultima dritta: anche se il reclutatore probabilmente l’avrà con sé, stampatevi una copia del vostro curriculum, mettetelo in una delle buste che trovate nella nostra gamma, e portatevelo appresso in caso serva.

Nelle prossime settimane parleremo anche di come comportarsi una volta arrivati al colloquio di lavoro, quando sarete finalmente davanti alla persona delle risorse umane che deciderà il vostro futuro lavorativo! Seguite la nostra pagina Facebook di Viking Italia per non perdervi la pubblicazione dell’articolo e fateci sapere cosa ne pensate.