Tag: colloquio di lavoro
Ufficio
30/06/2021

Avete trovato l’azienda dei vostri sogni, il lavoro che avevate sempre desiderato e, finalmente, vi hanno chiamato per un colloquio! Ora, niente panico, perché per non arrivare impreparati davanti al vostro futuro datore di lavoro basterà seguire questi cinque punti:

Rileggete l’offerta di lavoro

Se avete scelto di candidarvi per un posto di lavoro, probabilmente avete già le idee abbastanza chiare. E se un’azienda ha scelto il vostro curriculum tra decine d’altri, avete fatto una buona impressione e l’azienda vuole conoscervi.
Quindi, per non avere brutte sorprese al colloquio, meglio rileggere con attenzione l’offerta di lavoro; potreste trovare tra i requisiti richiesti alcuni sui quali non vi sentite sicuri. È questo il momento per prepararvi al meglio e fare bella figura. Quasi sicuramente chi vi farà il colloquio vi chiederà quanto scritto nell’offerta di lavoro, specialmente se non l’avete menzionato nel vostro curriculum.

Controllate il sito web dell’azienda

Guardate con attenzione il sito dell’azienda e, se notate qualche ambito o riferimento a qualche qualità o conoscenze che, anche se non presenti nell’offerta di lavoro, pensiate possano richiedervi, annotatevele e preparatevi.
Anche questa sarà un’ottima occasione per dare una buona impressione, avendo il massimo risultato con il minimo sforzo.

Vestitevi in maniera adeguata

Sembra banale ma tante volte capita di vedere gente non adeguatamente vestita per un colloquio! Cercate di capire qual è lo standard aziendale in base alla posizione richiesta e cercate di vestirvi di conseguenza.
Per certe aziende il completo elegante sarà d’obbligo, mentre se state facendo richiesta per un lavoro creativo, probabilmente lo stile eccentrico sarà apprezzato e farà quasi parte della valutazione.
Per aiutarvi a capire l’azienda, fatevi aiutare magari da qualcuno che vi lavori all’interno se avete qualche contatto; nel dubbio è comunque meglio arrivare più eleganti, piuttosto che presentarsi in jeans e felpa da casa.

Riposate e mangiate correttamente

Sembra anche questo un punto scontato ma, è tanto ovvio, quanto spesso trascurato. Per il colloquio nel nostro posto dei sogni, è meglio arrivare mostrandoci al 110% delle nostre energie. Quindi la sera niente festa con gli amici, niente notte insonne attaccati a Netflix e niente abbuffata come se fosse Natale.
Fate un pasto leggero ed equilibrato e andate a letto presto.

Arrivate puntuali e da soli al colloquio

Cercate di arrivare al colloquio in anticipo, specie se dovete fare affidamento sui mezzi pubblici. Molto meglio studiarsi il percorso, eventualmente anche provandolo qualche giorno prima; ovviamente, non presentatevi però un’ora prima dicendo che siete già arrivati, visto che la persona che dovrete incontrare probabilmente sarà impegnata in altro: una riunione, un altro colloquio, ecc… State in zona e presentatevi cinque minuti prima dell’orario concordato.
Altra cosa importante: non arrivate mai accompagnati da parenti, amici e/o fidanzate/i. Dovete dimostrare di essere persone mature, adulte e indipendenti a cui non serve alcun supporto per un colloquio. Ultima dritta: anche se il reclutatore probabilmente l’avrà con sé, stampatevi una copia del vostro curriculum, mettetelo in una delle buste che trovate nella nostra gamma, e portatevelo appresso in caso serva.

Ufficio
16/06/2020

Anche se non si dice (anzi: è tra le cose da non dire mai in ufficio) più o meno tutti sperano sempre in un posto di lavoro migliore. Ma se il primo scoglio da superare è quello dell’invio del curriculum (e qui ci sono i 6 trucchi per non farlo cestinare) poi ci si gioca tutto nel corso del colloquio: qualche manciata di minuti durante i quali convincere il potenziale datore di lavoro che si è proprio la persona giusta per quel posto. Come fare a giocarsi tutte le proprie carte in modo efficace? Con questi 6 step.

1. Informarsi sull’azienda.
Ovviamente sull’attività svolta, ma anche sui valori aziendali, su come è organizzata e in generale su come intende sviluppare il suo business. Le fonti non mancano: il sito Web, ma anche articoli di giornale e online, quotazioni di borsa e non ultimi i contatti diretti: possono essere persone già conosciute oppure contatti generati sui social professionali come Linkedin. Questa è tra le prime cose da fare prima di un colloquio.

2. Preparare le prime risposte.
In ogni colloquio ci sono domande standard che riguardano il percorso professionale, gli obiettivi di carriera, i risultati raggiunti e le aspirazioni professionali: non si tratta di imparare la filastrocca a memoria, ma di aver ben presenti i punti da evidenziare, per non dimenticarli. Se non si è in cerca del primo lavoro, immancabile sarà anche la domanda sul perché si vuole lasciare il precedente impiego: meglio essere propositivi ed evitare commenti negativi sul passato. E attenzione che ormai sempre più i colloqui di lavoro sono infarciti anche di domande trabocchetto a cui è bene essere pronti a rispondere.

3. Vestirsi adeguatamente.
Ogni azienda ha il proprio stile, e si può risultare fuori contesto anche presentandosi troppo formali (così come in jeans per lavorare in banca). Anche in questo caso vale la pena informarsi per tempo, per non trovarsi a disagio quando ormai è troppo tardi. (Qui i consigli su come vestirsi per un primo colloquio)

4. Comunicare anche non verbalmente.
Contano le parole, e contano anche i gesti: una stretta di mano sicura, un tono di voce senza esitazioni, la postura dritta comunicano fiducia e affidabilità. Si possono sempre fare le prove allo specchio o con l’aiuto di una persona fidata. E attenzione ai segnali di nervosismo come parlare troppo velocemente, dondolare, toccarsi i capelli: i recruiter sono esperti di comunicazione non verbale, e colgono ogni dettaglio (Qui i consigli per parlare in pubblico in modo naturale).

5. Preparare qualche domanda.
Durante il colloquio di lavoro si è candidati, ma si è anche prospetti: mostrarsi interessati all’azienda, al ruolo da ricoprire e ai suoi potenziali sviluppi sono tutti fattori che possono dimostrare motivazione e influenzare gli esaminatori. Detto ciò, ci sono domande da fare, come queste, e domande invece da non fare, come queste.

6. Ascoltare senza interrompere.
Che siano domande o spiegazioni, ascoltare senza interrompere è non solo segno di educazione ma anche di sicurezza in se stessi. Poi ci sarà tempo a colloquio finito di fare altre mosse, come queste.

PS: e se invece si tratta di un colloquio su Skype o comunque in videoconferenza, come ha imposto di fare la pandemia da Coronavirus, allora possono interessarti anche questi consigli.

Idee
29/10/2018

Ci sono segnali che dicono subito che un colloquio di lavoro è andato male. Certo serve fare buona impressione e prepararsi scrupolosamente come abbiamo spiegato qui, prestare massima attenzione al linguaggio del corpo, prepararsi al follow up post intervista, ma ma ci sono anche situazioni in cui un colloquio prende una brutta piega, come queste 8, e dei segnali che dovrebbero farcelo capire al volo.
I segnali per cui un colloquio di lavoro sta andando male
Tra tutti i segnali che fanno capire per cui un colloquio di lavoro sta andando male ci sono senza dubbio quelli in cui il selezionatore fa di tutto per far sembrare la posizione ricercata poco appetibile. Per esempio quando il selezionatore fornisce poche informazioni sull’azienda o è evasivo sul tipo di posizione ricercata, un atteggiamento che può far pensare che ci sia qualcosa da nascondere e che infastidisce il 43% dei candidati. Anche l’essere guardati con aria di superiorità è un brutto segno (per il 40% dei candidati) più ancora che l’avere a che fare con un selezionatore che guarda il cellulare (35%), fa strane espressioni con il viso o è sempre inespressivo rispetto a ogni risposta (27%): tutti segnali del linguaggio corporeo che devono far capire che si è la persona sbagliata nel posto sbagliato.

Altre spie del disinteresse dei selezionatori verso la propria candidatura, e del fatto che il colloquio non è su un binario positivo, sono gli esaminatori impreparati sul curriculum vitae e lo leggono per la prima volta in sede di colloquio (26%) l’arrivare in ritardo (22%) e le domande legate alla sfera personale (14%).

Idee
25/09/2018

Per il buon esito di un colloquio di lavoro, cioè l’assunzione magari con aumento di stipendio, conta quello che si fa prima, preparandosi all’incontro, come ci si comporta durante, prestando attenzione anche al linguaggio del corpo, ma anche, se non soprattutto, il follow up, cioè le azioni che si mettono in atto nei giorni seguenti all’incontro con il responsabile delle risorse umane.

Ed è proprio cosa fare dopo un colloquio di lavoro che può fare la differenza tra l’essere richiamati con una proposta di lavoro o vedere cestinata la propria candidatura.
Cosa fare dopo un colloquio di lavoro: il follow up
No, sostenere il colloquio di lavoro, salutare a andare a casa a incrociare le dita in attesa della telefonata non è esattamente quello che si intende per follow up di una candidatura per una posizione lavorativa.
Cosa fare alla fine di un colloquio di lavoro
Intanto, immediatamente al termine del colloquio, appena prima dei saluti è lecito e utile chiedere la data prevista per la scelta definitiva del candidato: così non si rischia di rimanere sospesi nel limbo dell’attesa all’infinito.

Prima di abbandonare la stanza dell’incontro, o anche nel caso in cui sia stato su Skype, è importante anche ottenere i contatti degli esaminatori: idealmente sarebbe utile uscire con in tasca il biglietto da visita, ma può andar bene anche un appunto scritto (senza timore, il rischio di dimenticarsi è troppo alto per farsi remore) con nome e cognome, posizione nell’organigramma e almeno un contatto, telefono o e-mail.

In alternativa puoi domandare se puoi richiedere il contatto su Linkedin: il social network professionale è fatto proprio per questo, per stringere relazioni di lavoro, e può tranquillamente sostituire lo scambio di un biglietto da visita. Attenzione però a non confondere l’ambito professionale con quello privato: a parte alcuni ambiti creativi, non è buona cosa chiedere l’amicizia su Facebook, che anzi potrebbe rivelarsi un boomerang come abbiamo raccontato qui.
Cosa fare alcuni giorni dopo il colloquio di lavoro
Il contatto serve per il follow up vero e proprio, che può consistere in una e-mail, un messaggio o in una telefonata un paio di giorni dopo aver sostenuto il colloquio. Idealmente la cosa migliore da fare sarebbe mandare un messaggio, anche via mail, il giorno stesso, ringraziando per l’attenzione e l’occasione che ti è stata data di proporti per quella posizione vacante. È un modo per rinforzare l’idea che quel lavoro ti interessa davvero e che non sei un cacciatore seriale di colloqui di lavoro.

Il giorno stesso, rientrato a casa o durante il viaggio, prendi degli appunti su come è andato il colloquio: argomenti trattati, punti su cui c’è stata sintonia, eventuali disaccordi o momenti freddi, e ogni altra informazione possa risultare utile nel caso di un secondo contatto. È molto importante farlo perché l’emotività inevitabile in quei frangenti può portare a dimenticare cose che invece dall’altra parte sono state fissate perfettamente.

Un paio di giorni dopo è utile anche mandare un messaggio più lungo in cui si ribadisce il proprio interesse sottolineando passaggi positivi del colloquio, ribadendo in modo cordiale che pensi di essere la persona giusta per quel ruolo e rinforzando l’idea del tuo interesse ed entusiasmo per quella posizione.
Come comportarsi se si è richiamati dopo un colloquio di lavoro
A questo punto, con in mente la data presumibile per la decisione finale, bisogna prepararsi al doppio scenario: essere richiamati per un secondo colloquio o la formalizzazione del rapporto di lavoro o ricevere notizia del fatto che è stato scelto un altro candidato.

Nel primo caso è importante rispondere subito, concordando le modalità del nuovo incontro e preparandosi eventualmente a discutere anche di stipendio. Tuttavia, nonostante la risposta positiva e sperata, è meglio non esagerare con l’entusiasmo ma dimostrare apprezzamento e positività.
Cosa fare se non si passa un colloquio di lavoro
Nel caso in cui purtroppo si ricevesse notizia di non essere stati selezionati è importante ringraziare comunque per l’opportunità, lasciando comunque un ricordo positivo e rinforzato nel caso in cui si avesse di nuovo a che fare con quell’azienda.

Idee
20/08/2018

Se il calore estivo ti sembra insopportabile e, tra documenti e faldoni, oltre a desiderare una buona vacanza senti il bisogno di cercare un lavoro nuovo, più stimolante, allora questo articolo fa al caso tuo.

Quando cerchi un nuovo lavoro, quello attuale può sembra un ostacolo insormontabile, vuoi perché ti occupa troppo tempo, vuoi perché non puoi spendere ore sul lavoro a cercare un’altra occupazione. Per questo motivo abbiamo raccolto i migliori consigli per affrontare questo processo nel migliore dei modi.

Ci sono infatti dei semplici accorgimenti che puoi adottare per velocizzare la tua ricerca, per fare in modo che sia più efficiente e che non ti stressi troppo mentre devi dedicare le dovute energie al lavoro attuale.
Definisci degli obiettivi

Quando inizi a cercare altre opportunità, spendendo molto tempo sui motori di ricerca per trovare qualcosa che ti soddisfi e che sia pertinente al tuo settore, puoi passare ore e ore senza trovare nulla che ti soddisfi in pieno. Più la ricerca ti prende tempo e più rischi di scoraggiarti e lasciare che la rassegnazione prenda il sopravvento sullo stimolo iniziale che ti ha spinto a esplorare delle vie nuove.

Per rendere la ricerca del nuovo lavoro il più efficiente possibile, cerca di porti dei criteri di ricerca che possano rendere la ricerca più mirata e meno dispersiva. Prova a definire da subito aspetti come il luogo, se vuoi rimanere nella stessa zona oppure spostarti, il tipo di ruolo per cuoi vorresti candidarti, il livello di esperienza e la posizione che ritieni sia giusta per te e che vorresti ricoprire.

In questo modo eviterai di spendere tempo inutilmente sottraendo energie al lavoro attuale ad altre attività del tuo tempo libero oltre che a mandare curriculum per lavori che non corrispondono alle tue skills e al tuo livello di esperienza.
Sfrutta il networking
Spendere tempo per cercare un nuovo lavoro mentre hai già un’occupazione non è un modo professionale di gestire l’orario lavorativo ma c’è qualcosa che puoi certamente fare sfruttando l’ambiente di lavoro attuale con la tua ricerca. Si tratta del networking ovvero la gestione di quella rete di relazioni che si crea in ambito professionale e che, se coltivata, può portare ad enormi benefici.

La rete di contatti che si crea in ambito professionale può derivare dai tuoi colleghi e da altri professionisti che incontri durante eventi e meeting. Facendo leva su questi legami puoi giocare una carta importante per la ricerca di un nuovo lavoro, valorizzando i collegamenti che si possono creare sia nel mondo reale sia su piattaforme come LinkedIn.
Organizza il tuo tempo

Quando devi affrontare un’attività dispendiosa sia in termini di energia che di tempo, come la ricerca di un nuovo lavoro, è fondamentale pianificarne lo svolgimento e darti delle tempistiche in modo da ottimizzare il processo.

Se ti organizzi con un programma ben preciso delle tempistiche, puoi svolgere la ricerca in modo più efficiente dando il giusto spazio non solo alla fase del dovere ma anche quella ricreativa, importante per non esaurire in fretta le energie.

Per evitare di sentirti in colpa, con la sensazione che non stai dedicando alla ricerca di lavoro il tempo che dovresti e per evitare di trascorrere troppo tempo svolgendo in modo continuato un’attività che ti porta via molte energie mentali, cerca di rispettare ogni giorno il piano temporale che ti sei creato per organizzarti.
Impara più che puoi
Cerca sempre di ottenere il meglio dalla tua posizione attuale, proponendo al tuo datore di lavoro di fare del training e di svolgere task che ti permettono di acquisire nuove skills o consolidare quelle attuali.

A volte affrontare delle nuove sfide lavorative e confrontarsi con delle task nuove può essere piuttosto stressante all’inizio ma ti permette di sviluppare delle competenze nuove che potrai includere nel tuo curriculum.

Se stai cercando un lavoro in un ruolo simile a quello che ricopri attualmente e sei riuscito ad acquisire nuove competenze rispetto a quelle solitamente richieste in quella posizione, potrai sicuramente spiccare su altri candidati ed utilizzare questo a tuo vantaggio nel processo di selezione.
Tieni il profilo linkedin aggiornato
È importante mantenere sempre aggiornati i tuoi social network dato che sono sempre più spesso utilizzati dai recruiter nel momento in cui devono cercare informazione sui candidati.

Tienilo presente quando gestisci le tue pagine social. Questo non vuol dire che non sei libero di pubblicare foto e commenti ma solamente che devi cercare di evitare contenuti espliciti o potenzialmente offensivi dato che potrebbero dare una cattiva impressione a potenziali selezionatori che fossero interessati a te.

Tra tutte le piattaforme social, la più importante in ambito lavorativo è certamente LinkedIn. Cerca di aggiornarlo costantemente avendo cura di descrivere le tue esperienze, le tue competenze e capacità nonché i traguardi più importanti della tua carriera.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come affrontare al meglio la ricerca di un nuovo lavoro possano tornarti utili. Vuoi suggerirci qualche altro consiglio che trovi particolarmente efficace per affrontare la ricerca di una nuova occupazione? Raccontaci la tua esperienza sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
22/01/2018

La ricerca di un lavoro all’estero è diventata una via sempre più battuta da ragazze e ragazzi italiani che faticano a trovare in patria delle prospettive soddisfacenti al percorso di crescita professionale. Equipaggiati dell’innata creatività che ci contraddistingue e di una preparazione frutto di lunghi e impegnativi percorsi formativi, molti di noi scelgono di cercare uno sbocco occupazionale fuori dal Bel Paese.

Dato che occorre fare di necessità virtù, è importante fare leva anche sugli aspetti positivi che il candidarsi per una posizione di lavoro all’estero porta con sé, come il senso di gratificazione che si ha nell’affrontare e superare una sfida, la possibilità di entrare in contatto con nuove culture, l’opportunità di apprendere competenze nuove.

Spesso, quando si tratta di mandare un curriculum, per la prima volta, fuori dall’Italia, ci si scontra con diverse difficoltà. La lingua è una di queste, ma non certo quella principale. Sappiamo bene che ogni cultura ha i suoi sistemi di riferimento, le sue regole e le sue prassi. Abbiamo parlato, in passato, di come il galateo in ufficio preveda regole anche molto diverse a seconda del paese in cui ci si trovi. Anche la candidatura e il processo di selezione così come li conosciamo noi potrebbero quindi coinvolgere aspetti nuovi e di cui, a questo punto, dobbiamo tenere presente.

Qui alla Viking, nella speranza di fornire un utile spunto per quanti vogliano intraprendere questa avventura, abbiamo voluto dare un nostro contributo indagando come funzioni il processo di candidatura nei paesi esteri. Per 12 paesi del mondo abbiamo preso in considerazione un insieme di aspetti che possono aiutare a dare un quadro integrale tipico di ogni realtà: dalla struttura del CV all’iter tipico di selezione passando per raccomandazioni sulle informazioni da includere e alcune curiosità riguardanti il mercato del lavoro.
Cosa abbiamo trovato
Chiedendo a lavoratori provenienti da ognuno dei 12 paesi presi in esame, dagli Stati Uniti all’Arabia Saudita e al Giappone, sono emerse delle informazioni utili per chi si sta affacciando al mercato estero del lavoro.

Ad esempio, lo sapevei che in Russia viene bloccato LinkedIn, il famoso social network per la ricerca di impiego? Oppure che in Corea del Sud viene richiesto di indicare altezza, peso e data di nascita? E che in Cina le strette di mano non sono comuni, anzi il candidato deve eseguire un lieve inchino dopo che l’esaminatore lo effettua per primo?

Chris Evans, SEO and Social Media Marketing Manager di Viking per l’Europa afferma: “durante i miei frequenti viaggi di lavoro mi sono imbattuto in usi e costumi singolari. Molto diversi tra loro, in vigore nei mercati del lavoro”.

Mentre alcuni processi di recruitment, come avviene ad esempio in Italia, ci sono ormai familiari e non presentano rilevanti differenze con altri paesi affini culturalmente, dobiamo tenere presene che il mondo del lavoro può, in alcuni casi, essere caratterizzato da specifiche peculiarità. Se stai considerando di mettere a frutto le tue capacità oltre frontiera, dai prima un’occhiata a questa infografica.
infografica

Quando ti candidi per un lavoro è importante tenersi pronti per l’eventuale fase del colloquio disponendo, fin da subito, della documentazione necessaria, CV, lettera di presentazione e tutto ciò che può venirci richiesto durante l’interview. Sul nostro sito puoi trovare una vasta scelta di materiale per la stampa, inclusi stampanti e scanner, toner, carta e molto altro!

Se conosci altre curiosità legate al lavorare all’estero o vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivici sulla pagina Facebook Viking Italia.