Tag: computer
Notizie
11/06/2020

Salvare i dati del computer è la piccola-grande ossessione di chi lavora con un computer. Desktop o portatile che sia, la paura soprattutto una: di perdere irrimediabilmente tutti i dati. E giustamente: basta pensare alla quantità di informazioni che ogni macchina contiene per capire cosa succederebbe se non ci fossero modi pratici ed efficaci per salvare una copia di quei file. Cioè fare backup, o archiviazione dei dati. A maggior ragione se si lavora in smart working, come è successo a moltissimi nel periodo del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus, o se si è dei liberi professionisti ed è essenziale conservare l’archivio di tutti i propri progetti Ma qual è il modo migliore di fare backup? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascuno?

1. Usare un hard disk esterno.
Il modo senza dubbio più diffuso di fare backup. I vantaggi? Prezzi sempre più accessibili, affidabilità, velocità di trasferimento dei file, soprattutto con le porte USB più recenti, e grandi capacità di memoria, che ormai arriva a 1TB tranquillamente. I rischi? Che un hard disk esterno può cadere e rompersi e, nel caso di dati veramente sensibili, che possa essere perso o rubato.

2. Server aziendale o NAS
In pratica, un hard disk esterno, ma molto più capiente, molto più potente, e collegato tramite rete dati (via cavo o wi-fi) ai computer dell’azienda. O nel caso di un NAS domestico collegato alla rete di casa e quindi a tutti i computer che vi si collegano (con la possibilità, eventualmente, di suddividere lo spazio tra documenti famigliari e file professionali) La comodità è data dal fatto che il backup è automatico, per un server aziendale è ovviamente necessaria una stanza apposita, con determinate caratteristiche, e l’apparecchiatura è decisamente costosa, mentre un NAS occupa decisamente meno spazio e l’installazione è fattibile da chiunque abbia un minimo di dimestichezza.

3. Cloud
Ovvero la nuvola, salvare i dati su uno spazio online, su Internet, gratis o a pagamento: è l’ultima tendenza, il rapporto tra il costo del servizio e lo spazio a disposizione è ancora vantaggioso, non c’è bisogno di oggetti fisici in ufficio e si può virtualmente accedere da ogni computer. Però la possibilità di salvare i dati dipende sempre dalla connessione a Internet, e le notizie di hacker che si intrufolano nelle memorie altrui sono praticamente quotidiane.

4. Supporti fisici come CD, DVD e Blu-Ray
Una vecchia soluzione ancora molto affidabile. Intanto perché il prezzo dei supporti rimane sempre concorrenziale, poi perché la velocità di masterizzazione è decisamente più elevata rispetto a una volta, e poi perché CD, DVD e Blu-Ray sono estremamente resistenti, anche a urti ed acqua. Certo, potrebbe essere necessario catalogarne molti, ma le dimensioni sono tutto sommato contenute, e per i dati davvero importanti c’è sempre la cassaforte.

Idee
28/02/2020

Una volta era la malattia professionale di quanti usavano le mani per lavori di precisione come sarte, orafi, orologiai e così. Oggi è una tra le malattie professionali più diffuse e colpisce 1 lavoratore su 10: parliamo della sindrome del tunnel carpale, o mal di mouse, un inconveniente molto fastidioso che però si può prevenire rispettando alcune semplici regole nell’utilizzo del mouse per il computer.
Cos’è la sindrome del tunnel carpale?
Intanto: la sindrome del tunnel carpale è una infiammazione patologica del nervo mediano della mano, posizionato vicino ai tendini flessori delle dita: da questa vicinanza e compressione deriva l’infiammazione che può portare a dolore e difficoltà di movimento.
I primi sintomi della sindrome del tunnel carpale
I disturbi iniziali sono semplici da riconoscere: formicolio e dolore alle dita, ipersensibilità e perdita di forza quando si afferrano oggetti anche di piccole dimensioni. Purtroppo però questi sintomi si palesano lentamente e possono volerci mesi se non anni prima di poter riconsocere una vera diagnosi di STC.
Cosa fare in caso di sindrome del tunnel carpale
Una volta fatta la diagnosi, i primi interventi sono il riposo, l’assunzione di farmaci anti-infiammatori e sedute di fisioterapia. Talvolta può essere necessario indossare un tutore e nei casi più gravi si può anche ricorrere all’intervento chirurgico.
Come prevenire il mal di mouse
Prevenire è tutta una questione di corretta postura alla scrivania: assumere una postura eretta, con ginocchia, fianchi e spina dorsale allineati; mantenere la schiena appoggiata allo schienale della sedia; impugnare il mouse in modo rilassato; usare tutto l’avambraccio e non solo il polso per muovere il mouse: collocare il monitor alla stessa altezza degli occhi e la tastiera su un tavolo che permetta di tenere i polsi e i gomiti sempre appoggiati al piano di lavoro: sono tutte le buone pratiche per evitare di affaticare il nervo mediano della mano e scongiurare la sindrome del tunnel carpale.

Ufficio
21/02/2020

Occhi stanchi da computer, secchi con un po’ di dolore, e magari con del prurito che ci porta a sfregarci con le mani, e ancora lacrimazione, mal di testa, rigidità al collo e stanchezza generale: gli occhi stanchi da computer non sono una malattia grave, e tuttavia sono estremamente fastidiosi, soprattutto per chi lavora molte ore al giorno al monitor.
Occhi stanchi da computer: le cause
Le cause sono tutto sommato facilmente identificabili: uso prolungato di dispositivi elettronici retroilluminati, come computer e smartphone; lettura intensa; esposizione a luci troppo intense, sforzi della vista in ambienti male o poco illuminati; ambienti secchi, o condizionati.

Le conseguenze possono essere più o meno invalidanti, dalla difficoltà temporanea a mettere a fuoco a mal di schiena persistenti o fotosensibilità. Che fare allora? Il rimedio più banale sarebbe quello di esporsi con moderazione alle condizioni che causano gli occhi stanchi; peccato però che quelle siano spesso, se non sempre, le condizioni di lavoro di moltissime persone. Ecco quindi qualche accorgimento per migliorare la postazione di lavoro e le abitudini quotidiane davanti al monitor.
Occhi stanchi da computer: qualche rimedio immediato
Il monitor deve essere ad almeno 50 cm di distanza, e non più in alto degli occhi.
Lo schermo del computer spento non deve riflettere le luci che ci sono nell’ambiente di lavoro, altrimenti queste sono in posizione sbagliata rispetto al monitor: la luce non deve mai essere sopra o dietro l’operatore del terminale.

Meglio non posizionare il computer davanti alla finestra e davanti a una parete bianca, che potrebbero creare riflessi fastidiosi per gli occhi (e magari chiedere una valutazione della qualità dell’illuminazione dello spazio di lavoro).

Per interrompere l’affaticamento degli occhi è bene concedersi brevi ma frequenti pause: ogni 15 o 30 minuti chiudere gli occhi per qualche istante, distrarli dal monitor, magari alzarsi una volta ogni ora.

Per umidificare le palpebre ed evitare l’eccessiva secchezza è fondamentale ricordarsi di sbattere spesso le palpebre. Per stimolare la lacrimazione è anche possibile massaggiarsi le palpebre con il palmo della mano, e ancora le orbite e le tempie per rilassare i muscoli oculari.

Se la stanza è eccessivamente secca o condizionata, dotarsi di un umidificatore (e mai – mai – fumare nell’ambiente di lavoro, per molti smart worker una forte tentazione).

Ufficio
20/02/2020

Secondo una ricerca dell’Università dell’Arizona le tastiere dei computer, in un ufficio, possono ospitare fino 3.300 germi per pollice quadrato. E poi ci sono briciole, capelli, macchie di vario genere, polvere e chissà che altro. Ecco perché pulire regolarmente la tastiera, il monitor e il mouse del proprio computer è un’operazione indispensabile: per la propria salute e per evitare guasti ai dispositivi.

Ma i dispositivi elettronici sono estremamente delicati e per quanto pulire possa sembrare un’operazione banale, bisogna sempre operare con molta accortezza. Evitando alcuni errori banali ma potenzialmente molto dannosi.

– I detergenti per vetri non sono adatti per pulire uno schermo LCD di un computer portatile o desktop. Si possono usare soluzioni naturali (acqua e aceto in uguale quantità) ma soprattutto detergenti specifici per la pulizia dei dispositivi elettronici.

– Mai spruzzare il liquido detergente direttamente sullo schermo: potrebbe infiltrarsi nelle fessure fino a toccare i collegamenti elettrici. Meglio spruzzarlo su un panno morbido da usare per la pulizia del monitor.

– Mai usare panni carta o rotoloni da cucina: per quanto appaiano morbidi, possono sempre rigare lo schermo. Meglio, molto meglio il panno in dotazione con i prodotti per detergere il monitor, o un panno morbido in tessuto naturale.

– Meglio procedere con movimenti circolari, con tocco leggero, e lasciando poi asciugare naturalmente all’aria lo schermo LCD del computer prima di richiuderlo nel caso di un laptop.

– Per rimuovere sporco e germi dalla tastiera si può cominciare con dei panni cattura polvere per proseguire con del detergente naturale o specifico per la pulizia delle tastiere. Per rimuovere polvere e sporco più ostinato si può anche usare la bomboletta spray ad aria compressa: basta tenere la bomboletta in verticale e inclinare la tastiera o il computer portatile, favorendo in questo modo anche l’azione meccanica con dei piccoli scuotimenti.

– Non usare mai invece un vero e proprio aspirapolvere che potrebbe creare una scossa elettrostatica in grado di danneggiare i componenti elettronici più sensibili del computer, compresa la memoria e l’hard disk interno.

Idee
22/01/2020

Sedersi correttamente alla scrivania può davvero fare la differenza in fatto di comfort e salute. Ore e ore passate alla scrivania, davanti al monitor di un computer, e poi la sera, o col tempo, si comincia a soffrire di mal di schiena e cervicale. Sono le moderne malattie professionali, che costano dolori a chi ne soffre e perdite economiche ai datori di lavoro. Con l’inquietante prospettiva di modificare per sempre la nostra postura. Ma starne alla larga è tutto sommato semplice: basta sedersi nel modo corretto, rispettando alcune indicazioni circa la postura sulla poltrona da ufficio, e le distanze e altezze degli strumenti informatici.

Ecco le principali raccomandazioni:

Appoggiare l’osso sacro allo schienale della sedia, mantenere il rachide ben allineato con la testa allineata al collo – in pratica mantenere la schiena dritta – e appoggiare i piedi a terra con le ginocchia che formano un angolo a 90°.
Appoggiare i gomiti alla scrivania, la cui altezza dovrebbe essere regolabile in un range tra i 65 e gli 80 cm per permettere il posizionamento degli avambracci e dei polsi tale da mantenere le spalle rilassate.
Secondo le indicazioni normative tecniche lo spazio per le gambe sotto il tavolo deve essere almeno di 70 cm in larghezza e 60 in profondità all’altezza delle ginocchia e 80 cm per i piedi.
Anche le dimensioni della sedia contano: il piano di seduta deve essere compreso tra i 40 e i 50 cm di larghezza e dai 38 ai 42 cm di profondità, e l’altezza regolabile dai 38 ai 50 cm. Anche lo schienale deve essere regolabile, in altezza (tar i 20 e i 40 cm) e in inclinazione (tra i 90° e i 110°).
Per evitare torsioni del busto la sedia deve essere girevole, con un basamento a 5 razze più ampio del sedile, per questioni di sicurezza.
Lo schermo o monitor del computer deve essere posizionato a una distanza tra i 35 e i 60 cm dagli occhi dell’operatore, e il raggio visivo che parte dall’occhio dell’operatore e si dirige verso il basso e verso lo schermo deve formare un angolo con l’orizzonte di 15°/20°.

Idee
12/02/2018

I programmi del pacchetto Microsoft Office sono oggi un punto saldo nella lista di skill che le aziende richiedono. È ormai imprescindibile avere una conoscenza perlomeno basica di quelle che sono le funzionalità di questi software. Oltre ad essere un punto di forza nel momento in cui ci si candida per una posizione lavorativa, il saper utilizzare i programmi di Office costituisce un grande vantaggio anche per lavorare e un valido aiuto per semplificarsi la gestione, l’analisi e la presentazione di dati.

Abbiamo già avuto modo di esplorare alcune funzioni base di Excel, software utilissimo per automatizzare calcoli ed effettuare analisi di dati. Oltre alla parte analitica, la suite Office mette a disposizione anche gli strumenti necessari alla presentazione e alla comunicazione di dati e informazioni. Pensiamo ad esempio di dovere presentare, in un meeting, i risultati che abbiamo dedotto elaborando dei dati in Excel: se utilizzassimo direttamente il nostro foglio di calcolo rischieremmo non solo di rendere poco chiara la presentazione ma anche di costringere i nostri poveri colleghi ad acuire la vista per cercare di scorgere le piccole cifre all’interno delle celle. Per questo è necessario ricorrere ad altri software per la parte di presentazione. Uno di questi è PowerPoint.

PowerPoint è forse uno dei programmi di Microsoft Office più popolari e più utilizzati. È semplice e intuitivo da utilizzare sebbene vi siano delle caratteristiche più avanzate che richiedono uno studio più approfondito del programma. In questa breve guida vogliamo partire dalle funzionalità più semplici, utili per iniziare a familiarizzare con il programma, dando uno sguardo anche a qualche trucco che ci permetterà di stupire il pubblico con delle slide originali. Mettetevi comodi sulla sedia e provate a ripetere sul vostro schermo le procedure illustrate di seguito.
Formato della diapositiva
La diapositiva, meglio nota come slide, è la pagina su cui si lavora in PowerPoint. È in un certo senso il corrispettivo del foglio Excel con la differenza che qui non abbiamo righe e colonne ma un foglio bianco su cui possiamo scatenare la nostra creatività.

Un’opzione da sapere e tenere presente appena si comincia a lavorare in PowerPoint è la possibilità di cambiare il formato della diapositiva.

Per farlo basta semplicemente andare nella sezione “Progettazione” dal menu principale e da lì cliccare su “Dimensione diapositiva”, di fianco a “Formato sfondo”.
Cliccando su “Dimensioni diapositiva personalizzate” ci apparirà una finestra dove potremo scegliere tra alcuni formati preimpostati oppure personalizzare le dimensioni di altezza e larghezza. Aiutiamoci con la GIF seguente per capire meglio il procedimento.

Solo presentazione
Questo è un trucco veramente semplice e probabilmente molti di voi già lo conoscono. Vale la pena però ricordarlo essendo un’opzione molto utile quando si deve fare una presentazione in pubblico.

Invece di salvare il documento in formato standard “pptx” c’è la possibilità di salvarlo nel formato “ppsx”; in questo modo saremo facilitati nell’aprire le slide. Il formato “ppsx” permette infatti di lanciare direttamente la presentazione senza dover prima aprire PowerPoint e poi cliccare sull’icona “presentazione”.

Per fare ciò è sufficiente, quando si salva il file, selezionare, dal menu “Salva con nome”, la voce “Solo presentazione di PowerPoint”.
Riquadro di selezione
Il riquadro di selezione ci permette di tenere sotto controllo gli elementi inseriti nella diapositiva (immagini, testo ecc.). Possiamo infatti rinominarli a piacimento per avere un riferimento personalizzato oppure cambiare la disposizione di tali elementi. Se vogliamo che un’immagine sia in primo piano rispetto ad un’altra, sarà sufficiente trascinarla, dal riquadro di selezione, in una posizione più alta rispetto all’immagine che si vuole lasciare in secondo piano.

Per attivare il riquadro, dalla sezione “Home” si clicca su “seleziona” (nella scheda “Modifica”, dove sono presenti anche “Trova” e “Sostituisci”) e poi su “Riquadro di selezione”. Anche in questo caso aiutiamoci con la GIF animata.

Visualizza griglia
Si tratta di una funzionalità semplicissima ma molto utile. La griglia non è altro che un elemento grafico formato da puntini che creano una griglia sulla diapositiva. Questo ci permette di avere a disposizione dei quadranti che possono essere usati come guida di riferimento se dobbiamo allineare degli oggetti oppure accertarci che un oggetto sia dritto e non inclinato. Per attivare questa opzione è sufficiente cliccare su “visualizza” dal menu principale e da lì mettere una spunta a “Griglia” che si trova nella scheda “Mostra”.
Animare un grafico
L’utilizzo delle animazioni richiederebbe un intero articolo per essere trattato in modo esaustivo. Senza entrare troppo nel dettaglio, esiste un’opzione, molto semplice da attivare, che crea un’animazione grafica accattivante di sicuro effetto sul pubblico.

Inseriamo un grafico e dopo averlo selezionato andiamo nella sezione “Animazioni” del menu principale. Da qui possiamo innanzitutto scegliere l’animazione che ci piace di più tra le molte che PowerPoint ci mette a disposizione.

Dopo aver selezionato un’animazione, clicchiamo su “Opzione effetto” e poi su “Per categoria”. A questo punto vedremo che vengono animati i singoli componenti di un grafico, o categorie, creando un effetto visivo molto piacevole.

Animazioni personalizzate
Un’altra funzionalità simpatica di PowerPoint, forse più finalizzata al diletto personale che ad un’applicazione funzionale, è la possibilità di personalizzare le animazioni. Nella sezione “Animazioni”, che abbiamo appena esplorato per animare un grafico, se allarghiamo la scheda e andiamo nella sezione in basso chiamata “Percorsi animazione” vedremo un’opzione che si chiama “Percorso personalizzato”.

Qui possiamo disegnare sul foglio un percorso che poi PowerPoint userà per muovere l’oggetto selezionato. È sufficiente tracciare il percorso tenendo il tasto sinistro del mouse premuto e fare un doppio click quando lo si è completato. Ci si può sbizzarrire tracciando dei motivi fantasiosi sulla diapositiva, ricordiamoci solo di non esagerare per non disorientare gli spettatori.

Unire delle forme
Se vogliamo creare delle forme personalizzate, diverse da quelle che PowerPoint mette a disposizione, possiamo usare la funzione “Unisci forme”. In questo modo possiamo fondere insieme più forme standard per creare una nuova forma originale. Per fare questo proviamo innanzitutto ad inserire due figure, selezioniamo entrambe le forme (un piccolo trucco consiste nel tenere premuto il tasto Ctrl e cliccare su entrambe le forme), andiamo nella scheda “Inserisci forme” e selezioniamo l’opzione “Unisci forme”.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli possano servire per familiarizzare con PowerPoint esplorando alcune delle funzioni base di sicuro molto utili per preparare una presentazione.
Hai dei dubbi e vuoi scriverci? Vuoi segnalarci una funzionalità di PowerPoint da inserire nel prossimo articolo? Contattaci sulla pagina Facebook Viking Italia.