Tag: creatività
Ufficio
16/11/2017

Il 27 ottobre è uscito in tutto il mondo il diciottesimo capito dell’iconico videogioco sviluppato da Nintendo: Super Mario Odyssey. Come molti altri fan in giro per il mondo, anche qui alla Viking siamo in tanti ad avere atteso il nuovo titolo con trepidazione per mesi.

Impazienti di giocare al nuovo Super Mario, abbiamo deciso di ingannare l’attesa trasformando la trepidazione in energia creativa.

Complici alcune pareti dell’ufficio disadorne e un bel po’ di Post-it, abbiamo deciso di forgiare un’opera d’arte che, per gli appassionati della serie, toccherà di sicuro le corde della nostalgia.

Memori dell’esperienza di Star Wars, abbiamo deciso che dovevamo ripetere l’impresa. Anzi, potevamo fare di meglio.
Abbiamo quindi deciso di ricreare, sfruttando le pause pranzo, il primo livello del leggendario Super Mario Bros, primo titolo della serie, che ha imposto il gioco come pietra miliare e reso celebre il tema musica che lo accompagna.

Il Mondo 1-1 ha così preso forma in versione gigante.

Diamo i numeri
Il progetto
Per fare in modo che il primissimo livello fosse replicato in formato gigante, sogno di qualsiasi appassionato di Super Mario, è stato necessario progettarne accuratamente la realizzazione. Innanzitutto sono state misurate con precisione 3 pareti ed è stato calcolato il numero esatto il numero di Post-it necessari per riempirne la superficie.
View post on imgur.com

Ogni Post-it misura 76X76mm e, secondo i calcoli, ogni parete misura 31 Post-it in altezza e 85 in larghezza: è facile calcolare che ne occorrono 2.635 per coprire un solo muro. In totale per le tre pareti, più il muro di ingresso, ci sono voluti l’incredibile totale di 6.223 Post-it!

La preparazione

View post on imgur.com

In secondo luogo è stato necessario dividere l’immagine in sezioni (9 per la precisione) che sono state disegnate sulle pareti in modo da avere una sorta di griglia di riferimento. Mario è stato riprodotto in tutta la sua gloria mentre il resto è stato adattato alla superficie disponibile per far in modo di ricreare il livello nel modo più completo possibile.
La creazione
Dopo il grande lavoro di preparazione, finalmente sono stati attaccati uno ad uno i Post-it colorati. Ognuno ha cominciato attaccando prima la fila più in alto, in modo da progredire tutti gradualmente assicurandosi che il design coincidesse con quello progettato su carta.

In totale, ci sono volute 10 persone (più il supporto di tutti i colleghi che hanno aiutato quando era necessario) che si sono alternate per una totale di 7 ore.
View post on imgur.com

Un membro del team creativo ha addirittura portato una Nintendo Entertainment System, abbiamo così potuto fare un tuffo nel glorioso mondo a 8-bit circondati dal fantastico murale appena realizzato.

Il processo di realizzazione, che ha dato alla fine grandissima soddisfazione, non è stato privo di ostacoli. Se stai pensando di arredarti la camera e ti balena l’idea di creare un artwork con i Post-it tieni presente che:

Le pareti su cui attaccherai i Post-it devono essere pulite e con superficie uniforme.
Fai attenzione ai prodotti che usi per pulire, potrebbero creare una patina che renderà difficile far attaccare i Post-it.
Il calore non fa bene ai post-it. Ci siamo trovati, spesso, con i foglietti adesivi che si staccavano a causa delle temperature. Meglio mantenere la stanza fresca, senza però aprire le finestre o volerà via tutto!
Avere una buona playlist è fondamentale. Attaccare un numero di Post-it così elevato richiede molto tempo e si lavora meglio se c’è un po’ di musica in sottofondo.

E voilà! Ecco come abbiamo costruito questa meraviglia in 6.223 bit…anzi Post-it!

P.S. Per chi se lo stesse chiedendo, alla fine abbiamo raccolto tutti i Post-it che saranno ovviamenti riutilizzati per il loro scopo principale: note e appunti!

 

Segnalaci le tue creazioni con i Post-it sulla pagina Facebook Viking Italia.

 

Idee
30/09/2015

Non è vero che bisogna essere giovani, creativi (e magari disoccupati) per essere un potenziale genio: è già stato dimostrato che fondare un’azienda di successo non è necessariamente una questione di carta d’identità giovane (ne abbiamo parlato qui) e lo stesso discorso vale per l’aspirazione a inventare qualcosa di davvero innovativo, grande, rivoluzionario e – in una parola – geniale.

Ovvio, l’idea romantica del talento che sgorga spontaneo è ampiamente superata: il talento va coltivato, la creatività allenata (per esempio scegliendo il momento migliore della giornata per farsi venire buone idee) e le intuizioni dirompenti nascono anche grazie al metodo (come quello che guida le riunioni presso Google). Ma poi c’è sempre tempo per diventare un “genio”, e per tempo si intende fin oltre i 30 anni almeno.

Lo dimostrerebbe questa infografica sviluppata dal sito Funders and Founders che ha messo insieme i più illustri esempi di “Late Bloomers” e alcuni dei motivi per cui il loro talento non si è manifestato prima all’umanità (compresi la mancanza di soldi, l’essere nati nel posto sbagliato o anche l’aver trovato troppo presto un posto di lavoro confortevole che ha assopito sogni e desideri).

 

Idee
28/07/2015

Capita a tutti, praticamente ogni giorno, di dover trovare qualche buona idea per risolvere qualche problema. E tutti sappiamo che ci sono dei momenti della giornata in cui siamo più produttivi: al mondo ci sono le ‘allodole’, quelli che si alzano e son già pimpanti e produttivi, e i ‘gufi’, quelli che invece ci mettono un po’ a carburare e sono più pimpanti a fine giornata.

L’essere allodola o gufo non è semplicemente una moda o una scelta: dipende dai cicli circadiani, che regolano le nostre funzioni vitali, o dipendono anche da abitudini consolidate nel tempo. Ecco allora che – come riporta Wired in un articolo a firma di Giovanni Lucarelli – c’è chi si è messo a studiare il modo per essere più creativi e produttivi sia per le allodole che per i gufi.

Ci ha pensato il Dipartimento di Psicologia dell’Università del Michigan che ha riunito 428 studenti, li ha sottoposti a un questionario per individuare ufi e allodole (per la precisione sono risultati 195 “gufi”, 28 “allodole” e 205 “intermedi”) e poi ha chiesto loro di risolvere dei problemi sia logico analitici che creativi sia al mattino che al pomeriggio.

Sorprendentemente è risultato che per trovare soluzioni creative utilizzando il pensiero divergente per le allodole era più propizio l’orario pomeridiano e per i gufi quello mattutino. Insomma, il contrario di quanto ci si sarebbe aspettati.

Perché saremmo più creativi nei momenti meno produttivi secondo i nostri bioritmi? Perché è quando siamo meno focalizzati che riusciamo a cogliere i problemi in più della loro interezza, perdendoci in tutti i rigagnoli e conseguenze dei nostri pensieri e trovando strade insolite e alternative che ci portano a pensare in modo creativo.

Idee
30/01/2015

In un mondo sempre più orientato all’innovazione non è banale sapere da dove nascono competenze come la creatività e il cosiddetto pensiero laterale. E tra i tanti fattori che possono influenzare i livelli di creatività un ricercatore della Concordi’rounds John Molson School of Business ha voluto capire se può rientrare anche la struttura sociale del paese di provenienza.

Ovvero: la creatività dipende anche da dove nasciamo? O meglio: vivere in un paese spiccatamente individualista rispetto a uno di mentalità più collettivista influenza la creatività e l’innovazione?

Il professor Gad Saas ha condotto una serie di test tra gli studenti delle università di Montreal (Canada, considerato un paese individualista) e Taipei (Taiwan, di mentalità più collettivista) valutando 5 fattori comuni a ogni tecnica di brainstorming:

1. Il numero di idee generate
2. La qualità delle idee
3. Il numero di pareri negativi per ogni gruppo (cose come: “Questa è un idea assurda”)
4. L’intensità dei commenti negativi (“Questa idea non funziona” è ben diverso da “Questa è un’idea stupida”)
5. Il livello di abitudine a valutare la propria performance creativa rispetto a quelle di altri gruppi di confronto

I risultati – pubblicati sul Journal of Business Research – accreditano il fatto che quando si tratta di creatività, gli studenti canadesi hanno dimostrato di produrre più idee in generale, con anche un livello superiore di commenti negativi; ma dal punto di vista della qualità delle idee (valutate da un comitato indipendente) sono gli studenti di Taipei ad aver raggiunto performance migliori.

“Per massimizzare la produttività dei gruppi di lavoro sempre più internazionalizzati, manager e aziende globali devono tener conto delle differenze culturali, soprattutto tra paesi occidentali e orientali” ha commentato il professor Saad.