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Idee
21/11/2018

Il curriculum per cambiare lavoro è inevitabilmente diverso dal CV di chi sta cercando il primo impiego: è banale dirlo ma se il primo curriculum serve a mostrare soprattutto la propria formazione per garantirsi l’accesso al mondo del lavoro e la possibilità di accumulare esperienza, il cv per cambiare lavoro deve da un lato dare l’idea del percorso fatto e dall’altro avere ben chiaro e dichiarato l’obiettivo strategico di carriera.
Curriculum per cambiare lavoro: gli errori da evitare
Ci sono alcuni macroscopici errori da evitare quando si scrive un curriculum per cambiare lavoro: da un lato c’è chi è fin troppo fiero della propria esperienza e presenta un CV che altro non è che un lungo elenco di posizioni lavorative in ordine cronologico; dall’altro c’è chi teme che il proprio percorso professionale sia in qualche modo limitante rispetto a un cambio di direzione di carriera e perciò adatta il curriculum per piacere ai selezionatori. Sono due atteggiamenti opposti ma entrambi limitanti: il primo perché i selezionatori non hanno né voglia né utilità a leggere esperienze professionali “vecchie” di 20 anni o più; il secondo perché risulta da subito evidente che c’è qualcosa di non detto, e la poca sincerità, voluta o meno, non piace mai a chi si occupa di risorse umane.
Come scrivere un curriculum per cambiare lavoro
A 40 anni o più non si offrono esperienze ma competenze: con anni di lavoro alle spalle è palese che si ha esperienza, e ai reclutatori basta leggere la data di nascita per saperlo; ciò che invece può fare la differenza è mostrare le competenze acquisite e che possono risultare utili nel nuovo impiego: un CV per cambiare lavoro dovrebbe avere nella prima pagina poche righe che riassumono in modo preciso e sintetico le principali e più importanti competenze acquisite. Non è facile scrivere queste poche righe, perché si tratta di dire sostanzialmente chi si è dal punto di vista professionale, ma sono quelle che possono davvero fare la differenza per i recruiter.
Curriculum per cambiare lavoro: gli obiettivi di carriera
Per scrivere un curriculum per cambiare lavoro non serve nemmeno elencare tutte le posizioni lavorative assunte nel corso della propria carriera: se si ha già cambiato azienda nel corso degli anni, o anche se si è maturata la propria esperienza sempre all’interno dello stesso ambiente, ci sono dettagli che si possono serenamente omettere e che, casomai, si potranno dire a voce in sede di colloquio.

All’inizio del CV sarebbe opportuno inserire anche il cosiddetto “job objective”, o obiettivo di carriera: da dove si viene è più che chiaro, ma ai reclutatori interessa sapere soprattutto dove si vuole andare. 1 riga, anche meno, poche parole sintetiche e chiare per dire subito qual è la direzione di carriera che si vuole intraprendere e perché si sottopone il proprio CV.
Istruzione e formazione nel curriculum per cambiare lavoro
Con anni di lavoro alle spalle si tende a pensare che istruzione e formazione nel curriculum per cambiare lavoro non servano più. Certo non ha senso elencare corsi “vecchi” di 10 anni (a meno che non siano ancora attuali e strategici) ma in un mondo del lavoro sempre più veloce e rapido nei cambiamenti, soprattutto tecnologici, la capacità di mantenersi aggiornati è sempre vista di buon occhio anche dai recruiter. Per cui sì, istruzione e formazione, purché inerenti agli obiettivi di carriera, devono ancora trovare spazio in un CV per cambiare lavoro.

Ufficio
25/03/2015

Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Soprattutto quando si tratta di curriculum vitae: i recruiter maneggiano decine di cv al giorno, e la differenza tra l’essere chiamati o cestinati è tutta nei dettagli.

Come scrivere allora un cv a prova d’assunzione? Con alcuni piccoli accorgimenti come questi.

1. Scrivere solo le esperienze collegabili al lavoro per il quale ci si candida. Per decidere cosa mettere e cosa togliere può essere utile guardare il sito Web dell’azienda ed eliminare le esperienze che non rispondono ai suoi valori e al suo business.

2. Dare una forma chiara ed essenziale. Un cv viene letto in pochi secondi e deve essere immediatamente chiaro: nome, cognome, recapiti in alto, massimo due pagine, font ben leggibili, uso dei grassetti, spazi usati per far risaltare le informazioni importanti.

3. Usare le parole chiave. Sì, come su Internet: le società di selezione e recruiting ormai usano dei software per scandagliare i database di migliaia di curricula, e il modo efficace per farsi pescare è quello di usare nel testo le parole chiave per le posizioni per cui ci si candida.

4. Puntare sui risultati. A meno che non si sia al primo impiego, è utile, per ogni esperienza, sottolineare i risultati raggiunti, anche citando cifre e numeri: “Ho venduto 50 enciclopedie porta a porta” è più efficace di “Venditore di enciclopedie porta a porta”, o no?

5. Meno istruzione, più esperienza. Sempre a meno che non siate neolaureati, a nessuno interessa del diploma del liceo. Bastano poche informazioni essenziali sull’ultimo titolo di studio conseguito, e poi spazio alle esperienze professionali.

6 Social network no. Fuori dal mondo ‘digital’, Facebook, Twitter, Instagram & Co. non sono visti di buon occhio: meglio evitare di mischiare il privato con il professionale. Se invece si possiede un profilo Linkedin è utile per mostrare le relazioni e le esperienze professionali.