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Idee
19/11/2018

In un recente articolo, abbiamo parlato di come imparare a delegare. Questa sembra essere infatti una delle attività più difficili da svolgere al lavoro: in parte perché quando si ricopre un ruolo da tempo, si può far leva sulle conoscenze e competenze maturate con la consapevolezza di saper eseguire quel compito o mansione a dovere; in parte perché non è sempre facile abbandonare attività che si sa svolgere al meglio per lasciarle ad altri. Eppure, in un’ottica di crescita aziendale e professionale nel ruolo ricoperto, acquisiamo nuove mansioni che ci mettono alla prova, ci consentono di imparare nuove abilità e ci permettono di progredire. Per poterci quindi concentrare su queste nuove attività, svolgerle al meglio e in maniera produttiva, è molto importante riuscire a delegarne altre. Prima di delegare però, è essenziale fermarsi a pensare se qualche attività non possa essere eliminata.

Concentrati sull’essenziale
Come ci insegna Tim Ferriss, la gestione del tempo è un argomento spinoso. Da alcuni viene infatti interpretata come un’ottimizzazione dei tempi volta a inserire una maggior quantità di compiti nell’arco della giornata e viene attentamente monitorata, misurata e di conseguenza monetizzata per imparare a svolgere una data mansione in minor tempo. Una delle domande che però riteniamo sia indispensabile porci è: l’attività in questione è assolutamente necessaria? Per questo motivo, prima di delegare un compito a un altro dipendente – dove dovremo dedicare tempo anche a formazione e supervisione – è importante eliminare quelle attività che ci tengono occupati ma che magari non sono effettivamente così necessarie, evitando di delegare ad altri compiti che non servono in un’escalation di (ahimè) perdita di tempo.
Efficienza ed efficacia
Spesso tendiamo a non ricordarci la differenza tra questi due termini quando applicati a livello lavorativo. L’efficacia si manifesta in quelle attività che consentono a noi o all’azienda di progredire e di raggiungere i rispettivi obiettivi. L’efficienza è lo svolgimento corretto di una data mansione. A chi non è capitato, ad esempio, di controllare le email anche 20 volte al giorno e costruire un elaborato sistema di cartelle, se non di raccoglitori documenti, per poterle gestire bene e vedere la posta in arrivo finalmente vuota? Sicuramente, si tratta di un’attività dove regna ordine e dedizione. Sicuramente è efficiente. È altrettanto importante però chiederci se tale sistema sia efficace: ossia, è un’attività che consente a noi e all’azienda in cui lavoriamo di raggiungere i rispettivi obiettivi e di migliorare la produttività? Con questo esempio, non intendiamo spronare nessuno a non leggere più le email, ma a imparare a riconoscere le proprie inefficienze per cercare di eliminarle lasciando spazio a ciò che realmente serve e soprattutto allo sviluppo dei propri punti di forza.

Esercizi da compiere
Per aiutarci a individuare quelle attività da eliminare che magari ci rendono efficienti ma non efficaci e produttivi, può venirci in aiuto qualche semplice esercizio. Ad esempio, potremmo chiederci quali attività compieremmo se, per qualche motivo, fossimo costretti a lavorare solamente tre ore al giorno. In tal modo, riusciremmo a individuare immediatamente ciò che dobbiamo portare a compimento: quelle mansioni essenziali, da svolgere nelle prime ore di lavoro e che, se completate, ci consentiranno di avere una sensazione di appagamento a fine giornata. Oppure, potremmo mettere un promemoria sulla scrivania per ricordarci di NON eseguire quelle attività che invece ci occupano del tempo a scapito di ciò che è realmente importante. Anche evitare il multitasking è un consiglio che viene spesso proposto perché focalizzando l’attenzione su una sola mansione, la si svolgerà meglio, con maggiore dedizione e con conseguente maggiore gratificazione.
Delegare e automatizzare
Come abbiamo detto, senza stancarci di ripeterlo, prima di delegare e anche automatizzare un’attività, è importante capire se tale compito sia essenziale o se possa invece essere eliminato. Come ci suggerisce lo stesso Tim Ferriss nelle sue pubblicazioni sul tema, mai automatizzare qualcosa che può essere eliminato e mai delegare qualcosa che può essere automatizzato. Prima di aggiungere altre persone nel flusso di lavoro per consentirci di aumentare e ottimizzare la nostra produttività, liberando tempo da dedicare a ciò che mette in risalto i nostri punti di forza, è necessario ridefinire regole e procedure.

Regole d’oro
Per prima cosa, ogni compito da delegare deve essere un’attività che richiede tempo e che sia ben definita. È importante essere specifici e dare istruzioni precise, chiarendo da subito possibili dubbi per non lasciare spazio a diverse interpretazioni dell’attività da svolgere. È essenziale verificare e supervisionare il lavoro in fase di avanzamento richiedendo un aggiornamento e impostando una scadenza, possibilmente con largo anticipo in modo da “aggiustare il tiro”, rimediare a eventuali errori e mantenere la tabella di marcia se l’attività fa parte di un progetto con scadenze verso terzi. La procedura del delegare va quindi ben studiata con un’attenta riflessione volta a eliminare ciò che è superfluo semplificando e ottimizzando i compiti che svolgiamo prima di delegarli a un nostro collega in un’ottica di efficacia, rendimento aziendale e maggiore produttività complessiva.

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a capire cosa fare prima di delegare uno dei compiti che svolgi quotidianamente. Ma vogliamo anche sapere la tua opinione in merito: hai applicato alcune di queste raccomandazioni o ne hai altre da proporre? Raccontacele sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
29/10/2018

Abbiamo spesso preso in considerazione diverse tecniche e strategie per crescere professionalmente, fornendoti consigli ad esempio su come ottenere una promozione al lavoro. Ma quali sono le attività che puoi concretamente intraprendere nel tuo percorso professionale per progredire e migliorare? Tradizionalmente, tali attività possono essere suddivise in base alla fascia d’età o meglio al grado di esperienza maturato all’interno dell’azienda. Vediamo quindi quali sono alcune azioni concrete che puoi adottare in ogni fase del tuo percorso lavorativo.

Trovati uno sponsor
Se sei all’inizio del tuo percorso professionale, un modo per migliorare, progredire e fare carriera è di ottenere uno sponsor che ti incoraggi e ti sostenga. Uno sponsor può essere un senior leader o un individuo capace di influenzare le decisioni, dotato di una profonda comprensione dell’organizzazione, della cultura aziendale e del settore in cui eserciti, in grado di aiutarti a valutare i tuoi punti deboli e di forza nonché di sostenerti perché tu possa ricoprire ruoli che ti consentano di estendere a più ampio respiro le tue competenze. Come un mentor, anche lo sponsor può offrirti consigli, suggerimenti e quella consulenza necessaria per sviluppare il tuo percorso professionale ma si focalizza maggiormente sull’azione. Un mentor può guidarti verso le porte giuste, ma lo sponsor ti aiuterà ad abbatterle e ad aprirne anche alcune per te perché tu possa ricevere una di quelle buste tanto attese dal tuo capo. Lo sponsor ideale non è necessariamente qualcuno con il quale si condivide una visione similare e si ha una buona affinità, ma un alleato strategico in grado di aiutarti a infondere un cambiamento e una spinta positiva alla tua carriera professionale.
Dedicati al coaching
Se invece ricopri già una posizione più alta e senior all’interno dell’azienda, potresti ulteriormente rafforzare il tuo ruolo dedicandoti al coaching. In passato, i leader aziendali raggiungevano posizioni ai vertici grazie all’esperienza maturata sul lavoro e alla profonda conoscenza acquisita. Erano generalmente in grado di fornire risposte ai loro dipendenti su cosa fare in determinate situazioni. Oggi, pur vantando una profonda comprensione dell’azienda, i leader si ritrovano a lavorare in ambienti molto più complessi dove risulta irrealistico aspettarsi che abbiano tutte le risposte. È qui che entra in gioco il coaching, quale metodo efficace per spronare la crescita dei propri subordinati senza fornire risposte dirette ma aiutando ciascuno di loro ad arrivare alle proprie personali soluzioni. Nel coaching, è quindi molto importante impostare un dialogo basato su domande aperte e capacità di ascolto. Per il manager che lo svolge, è necessario saper creare quello spazio che il dipendente andrà a colmare, individuando i problemi alla base, ponendo domande efficaci per chiarirli e mettendo alla prova quanto dichiarato con nuove idee ed ipotesi.

Obiettivi ad ogni età
Qualsiasi sia il tuo percorso lavorativo e il ruolo da te attualmente ricoperto in azienda, può risultare stimolante fermarsi un attimo a riflettere su ciò che ci viene suggerito da un imprenditore di successo del calibro di Jack Ma. In una delle sue interviste, Jack Ma sostiene quanto sia importante, all’età di 20-30 anni, entrare a far parte di una buona azienda in cui si possa imparare a svolgere una professione a dovere. Ritiene che questo sia un periodo ideale perché contrassegnato dalla possibilità di imparare e di mettersi in competizione con se stessi creando una visione di ciò che si desidera raggiungere in un arco temporale di 10 anni. I 30-40 anni sono per lui il momento della sperimentazione con potenziale avviamento di un’impresa in proprio; i 40-50 l’età per concentrarsi su ciò che riusciamo a svolgere al meglio e i 50-60 il momento da dedicare alla formazione e allo sviluppo delle nuove leve.
Aiutare gli altri
Proprio lo sviluppo delle nuove leve può risultare uno dei modi migliori per promuovere la crescita del nostro individuale percorso professionale ma anche personale. Riuscire a insegnare agli altri alcune delle grandi lezioni che noi stessi abbiamo imparato può essere non solo molto utile per lo sviluppo dei dipendenti nuovi o più giovani ma anche molto stimolante per noi stessi che ci troveremo a riflettere sugli obiettivi raggiunti e sul percorso intrapreso per l’ottenimento degli stessi. In fondo, anche il leader aziendale di maggior successo è arrivato dov’è oggi grazie all’aiuto ricevuto da altri. Ed è l’esperienza il valore aggiunto che può offrire a chi è alle sue dipendenze per favorirne la crescita professionale.

Non è mai troppo tardi
Pur credendo nell’importanza di creare percorsi professionali strutturati, di promuovere una crescita costante con obiettivi mirati volti allo sviluppo e all’ottenimento di una promozione di ruolo in azienda, l’esperienza ci insegna che non è mai troppo tardi. Addirittura per avviare un’azienda di successo – con le idee, la motivazione e la strategia giusta. Qualche tempo fa, ti avevamo proposto un articolo in merito all’età in cui fondare un’azienda con un’infografica elencante le età in cui diversi imprenditori hanno avviato la loro. Il nostro consiglio è quindi di crearti una vision, di fissare obiettivi strategici ma anche di assumerti dei rischi e seguire un’idea o un’intuizione che può portarti a qualsiasi età alla realizzazione di un tuo sogno!

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la tecnica o l’attività ideale a cui dedicarti nella fase professionale in cui ti trovi. Ritieni che una in particolare sia stata per te efficace nel tuo percorso lavorativo? Raccontacela sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
15/10/2018

In uno dei nostri ultimi articoli, abbiamo affrontato il tema della routine e in particolare di come creare una routine mattutina efficace per arrivare al lavoro più motivati e affrontare la giornata con maggiore prontezza e incisione. Abbiamo visto come alcune prassi, se svolte con costanza, possono aiutarci a migliorare la nostra attenzione, la produttività e il generale benessere psicofisico. Anche per mantenere una routine è necessaria una buona dose di motivazione ma esistono delle tecniche che possiamo adottare per aiutarci nel nostro percorso verso una vita lavorativa più serena ed equilibrata? Scopri con noi quelle che ti suggeriamo!

Routine vecchia e nuova
Una volta che un nuovo comportamento è diventato di routine, è molto più semplice aggiungere un altro elemento a quella routine piuttosto che crearne una del tutto nuova. Questo perché il nostro cervello collega pensieri ed esperienze: la routine già impostata diventa quindi come un sentiero già percorso a cui aggiungeremo un paio di ulteriori passi. Ad esempio, chi ha l’abitudine di scrivere regolarmente nella propria vita privata potrebbe trovare più semplice scrivere il blog aziendale, sfruttando una routine e competenze già radicate e sviluppate nel privato. Chi dispone di una buona gestione delle email può essere il dipendente ideale per organizzare una riunione a più persone. Anche un’abitudine “negativa” può essere utilizzata a scopi positivi: ad esempio, se ti trovi spesso a navigare su Internet senza un reale scopo su cosa leggere e perché, potresti tenere a portata di mano un libro di sviluppo professionale e leggerne due o tre pagine per approfondire un argomento che può tornarti utile in azienda.
Non lasciarti scoraggiare
Siamo tutti di natura inclini al raggiungimento di risultati positivi, possibilmente realizzabili velocemente. Se pensiamo, ad esempio, a cambiare un’abitudine alimentare per mangiare più sano e perdere peso, avremo bisogno di almeno 4-5 settimane per vedere i primi miglioramenti. Si tratta di un periodo piuttosto lungo in cui il nostro cervello non riceve nessun feedback positivo e potrebbe risultarne demotivato. D’altronde, se potessimo mangiare un’insalata e perdere peso all’istante, saremmo tutti in perfetta forma e con gli addominali scolpiti. Chi tra noi si occupa di vendite, ad esempio, riconoscerà che i nuovi clienti non bussino sempre alla porta spontaneamente, ma sia necessaria una strategia a lungo termine di riunioni, email e telefonate con anche diversi insuccessi sulla strada verso il raggiungimento di risultati positivi. Il consiglio? Non premiarti solo quando ottieni un risultato positivo; datti una bella pacca sulla spalla anche per aver avviato il percorso e il cervello otterrà quella motivazione necessaria a breve termine per continuare nella direzione dell’obiettivo futuro.

Impara ad ascoltarti
La creazione di una routine che diventa un’abitudine che riusciamo a mantenere nel tempo richiede forza e determinazione, ma anche una buona dose di autoconsapevolezza per capire cosa funziona, cosa no e come apportare dei miglioramenti. Ricordarci sempre dello scopo finale per il quale abbiamo iniziato una routine, ci consentirà di averne una visione più chiara e servirà nei momenti in cui fa capolino la demotivazione. Inoltre, la nostra capacità di autodisciplinarci si assottiglia con il progredire della giornata. Ecco perché la mattina è il momento ideale per provare quella nuova routine che desideriamo tanto implementare e che troviamo vantaggiosa per gli obiettivi che ci siamo prefissati. Il nostro corpo avrà molta energia in più per affrontare questa novità!
Promemoria fisico
A volte, presi dalla fretta del momento, è possibile che non ci ricordiamo di svolgere quell’attività che ci aiuterebbe molto ma che ancora non è diventata una nostra abitudine. Ad esempio: se come parte della routine mattutina, decidi di iniziare a fare un po’ di sport per arrivare al lavoro con la carica giusta per affrontare tutti gli impegni in programma, potresti decidere di lasciare le scarpe da ginnastica o il tappetino per lo yoga in un posto in cui non solo sei solito passare, ma dove sei “costretto” a prenderli in mano. Ciò fungerà da promemoria per la nuova abitudine che desideri iniziare.
Inizia pian piano e divertiti
Stabilire una nuova routine può sembrare un impegno che affrontiamo con entusiasmo o una scelta consapevole di inserire un cambiamento volto a un miglioramento nel tempo. In qualsiasi caso, inizia moderatamente con una sola nuova abitudine per volta e incrementa pian piano con il passare delle settimane. Se, ad esempio, desideri alzarti prima per avere più tempo per te la mattina ed evitare di arrivare in ufficio di corsa, prova a iniziare con 10 minuti per un paio di settimane per poi puntare la sveglia prima. Se stai cercando di migliorare le tue abilità organizzative per la scrivania, munisciti di alcuni colorati raccoglitori documenti per alleviare il compito. Ma soprattutto, qualsiasi abitudine tu voglia adottare per migliorare la tua serenità e di conseguenza la tua produttività al lavoro, crea una nuova routine che sia in linea con i tuoi interessi e che ti diverta: sarà molto più semplice mantenerla!

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la motivazione per mantenere una routine mattutina o in generale, le nuove abitudini lavorative. E tu? Hai qualche tecnica efficace che utilizzi per implementare una nuova abitudine al lavoro? Raccontacela sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
01/10/2018

Qualche settimana fa, abbiamo parlato della motivazione proponendoti alcuni consigli per affrontare i cali e rimanere motivato sul lavoro. Ti abbiamo indicato 7 stratagemmi per aiutarti a svolgere con più serenità gli incarichi lavorativi senza che questi si trasformino in montagne insuperabili di carta di cui vorresti che fosse solo un distruggi documenti ad occuparsene. Siamo convinti che, in tale ottica, sia inoltre indispensabile iniziare la giornata con il piede giusto. Ciò che facciamo dal primo momento in cui apriamo gli occhi ha una profonda ripercussione sulla produttività e sui livelli di energia che avremo nel corso dell’intera giornata. Quali sono quindi le abitudini che possiamo provare a sostituire con una routine mattutina che aiuterà a impostare un tono positivo per tutto il giorno?

Vai a letto presto e svegliati presto
Una buona routine mattutina inizia dalla sera prima. Concedi al tuo corpo il meritato riposo. Prenditi cura di lui: assecondalo nelle sue abitudini cercando di andare a dormire sempre più o meno alla stessa ora e dormi le ore sufficienti per lasciare che cervello e tutte le altri parti del corpo svolgano il loro compito energizzante di rigenerazione. Cerca quindi di alzarti presto, svegliandoti gradualmente 15 minuti prima ogni giorno. Per molti, è difficile lasciare quel bel torpore che ci coccola al risveglio ma alzandoci presto, scopriremo subito di aver abbandonato quella sensazione frenetica di rincorsa del tempo, lasciando spazio all’impostazione di un ritmo più calmo e sereno che si ripercuoterà su tutto il giorno. Magicamente la giornata sembrerà allungarsi all’instante!
Fai esercizio fisico
Anche per alzarsi presto serve la motivazione. Potremmo consigliarti di posizionare la sveglia lontana dal letto dicendoti che sarà faticoso all’inizio ma poi diventerà un’abitudine. È una “terapia d’urto” che per alcuni può funzionare e che magari già fanno per assicurarsi di prendere un aereo o un treno. Non vogliamo però incoraggiarti al lancio del peso con la sveglia! A tal proposito, l’esercizio fisico è un ottimo strumento per regolare i ritmi del sonno di cui parlavamo prima, per mantenere il benessere fisico e mentale e per combattere lo stress. Fare esercizio fisico di mattina può aiutarti moltissimo a gestire meglio la giornata che hai davanti. Se non sei abituato, probabilmente una sessione di allenamento intenso può sembrarti scoraggiante. Prova a iniziare con 10-15 minuti da aumentare gradualmente oppure dedicati ad attività come lo yoga, lo stretching o, se fattibile, vai a piedi o in bicicletta al lavoro. In questo modo, il tuo corpo ne gioverà e tu ti sentirai più energico e positivo sapendo di aver fatto del bene a te stesso già dalle prime ore del mattino.

Condividi un’attività con un collega
Un modo per svegliarci presto è di avere un buon motivo per farlo. Abbiamo visto come l’esercizio fisico possa essere un buon alleato del benessere mattutino e di conseguenza, della maggiore produttività una volta arrivati in ufficio. Perché non trovare un’attività similare da svolgere con un collega? Vi spronerete a vicenda, l’armonia in ufficio ne trarrà vantaggio e insieme potrete sviluppare un atteggiamento più positivo ed energico che si tradurrà nello slancio necessario per portare a compimento gli incarichi di lavoro.
Fai colazione lontano dagli schermi
Leggiamo spesso quanto sia importante fare colazione alla mattina, optando per un’alimentazione sana ed equilibrata. Questo passo ti spalancherà le porte di una giornata produttiva regalandoti energia, migliorando la memoria e aiutandoti a concentrarti maggiormente per periodi più lunghi di tempo. Fallo dedicandoci la tua piena attenzione, assaporando il momento nel vero senso del termine lontano da email e schermi. Dopo la colazione, concediti 10-15 minuti di tempo per visualizzare i tuoi obiettivi e rivedere l’organizzazione delle attività previste in giornata.

Elenco dei compiti da svolgere e postazione in ordine
Stabilire degli obiettivi concreti è importante per migliorare la produttività e la motivazione sul lavoro. Saperli scomporre in piccoli passi realizzabili è sicuramente essenziale per non rimanerne sopraffatti. Qui entra in gioco la capacità di saper pianificare e organizzare il tempo a nostra disposizione. Una to-do list efficace ci aiuta a essere specifici, realisti e a porci obiettivi fattibili da realizzare. Anche una postazione ordinata aiuterà a migliorare la tua capacità di concentrazione. Una scrivania in ordine aiuta a focalizzare l’attenzione sul lavoro evitando di essere distratti: il disordine infatti ha gli stessi effetti del multitasking. Entrambe queste attività possono essere svolte appena arrivi in ufficio o, ancora meglio, come ultimo compito al termine della giornata: ti sveglierai la mattina dopo avendo già ben chiara la scaletta che ti attende e questo si tradurrà in una maggiore serenità mentale di sera e al mattino. Arriverai quindi in ufficio con la carica giusta e il tempo da dedicare subito all’attività più importante.

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Speriamo che questi consigli ti possano aiutare a trovare la giusta energia per affrontare al meglio la giornata. E tu? Hai qualche attività in particolare che hai adottato come parte integrante della tua routine mattutina per aiutarti a sfruttare al massimo le preziose ore del mattino e a impostare un ritmo calmo, sereno e motivato per il resto della giornata? Raccontacele sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
17/09/2018

La motivazione sul lavoro è un sentimento fluttuante che ci coglie alcuni giorni e ci fa essere produttivi ma ci abbandona in altri lasciandoci in balia della mole di lavoro che sembra insormontabile.

Ci sono giorni in cui non trovi neanche la forza di cominciare a fare qualcosa, neppure il compito più semplice, ed è come se avessi un blocco interiore che fa assopire le idee, la creatività ed ogni spirito di iniziativa. Vedi solamente faldoni impilati sulla scrivania e non sai da dove cominciare.

In un altro articolo abbiamo visto alcuni buoni consigli per essere più felici sul lavoro.
Anche se non esistono delle formule magiche per cambiare totalmente la situazione, abbiamo raccolto sette stratagemmi che, se messi in pratica, ti aiuteranno di sicuro ad affrontare i cali di motivazione in modo efficace.
Scomponi gli obiettivi complessi
Per quanto i tuoi obbiettivi siano grandi ed audaci, è buona norma scomporli in sotto-obbiettivi più facilmente raggiungibili. Questo non significa che tu non debba puntare fin da subito a realizzare un progetto o a perseguire un obbiettivo importante, tuttavia suddividerlo in parti più semplici ti permette ti fare dei progressi visibili, in modo costante, che sono il terreno fertile per sviluppare degli impulsi motivanti che serviranno a livello psicologico per farci proseguire nel raggiungimento della meta finale. Ogni volta che si completa qualcosa c’è un senso di appagamento e di fiducia in sé stessi che origina proprio dal fatto che siamo coscienti di poter affrontare e vincere le sfide e i problemi che ci si presentano. Se devi affrontare un incarico difficile e non sai da dove cominciare, scomponi e semplifica l’obbiettivo finale in pezzettini più facilmente digeribili.

Aprroccio mentale
La motivazione dipende molto dall’approccio mentale che abbiamo di una situazione o di un problema. La mente è uno strumento incredibilmente potente per cambiare la visione della realtà e cambiarne la percezione. Uno stratagemma in questo senso consiste nel non pensare a quanto un obbiettivo si complicato da raggiungere o un problema difficile da risolvere, al contrario prova a pensare a quanto può essere appagante e quanta soddisfazione puoi trarre alla fine se riuscirai ad andare fino in fondo e l’autostima che ne potrà derivare. Anche il compito più difficile è solo un tassello del tuo percorso, un piccolo scalino della tua carriera che aiuterà a farti crescere professionalmente.
Assegna priorità
Questo è un aspetto piuttosto classico da tenere presente in diversi ambiti e valido per qualsiasi decisione tu debba affrontare. Si tratta di assegnare delle priorità alla tua lista di cose da fare. Molte volte ci si trova a perdere tempo ed energie in attività che poco importanti che non danno alcun beneficio per perseguire in modo efficace l’obbiettivo.

Se assegni delle priorità, lavorando su quelle mansioni che contribuiscono a raggiungere il tuo obbiettivo finale, senza perderti lungo il percorso in attività poco importanti e non giustificabili nell’ottica del risultato finale, potrai mantenere alta la concentrazione e quindi anche la motivazione.
Rispetta i tempi
É importante darsi dei tempi di lavoro e rispettarli. Se stai lavorando ad un progetto complesso, e non ti dai degli orari, rischi di dedicarci molto tempo e di sforare costantemente l’orario lavorativo con la falsa percezione che più tempo ci dedichi prima riesci a portarlo a termine. Tuttavia, è fondamentale dare al proprio corpo e alla propria mente la possibilità di ricaricarsi. Anche il più difficile degli obiettivi, se affrontato con le giuste energie ed una mente fresca, richiede di sicuro meno tempo che approcciarlo in un’unica soluzione.

Concediti un break
Similmente a quanto visto nel paragrafo precedente, è altrettanto utile trovar un’attività da intervallare a al tuo lavoro e che ti permetta di fomentare la tua creatività e la tua motivazione. Anche se può sembrare in contrasto con quanto detto sull’assegnare delle priorità, in realtà è utile dedicarsi a qualcosa non correlato con il lavoro che si sta portando a termine. Intendiamoci, non stiamo parlando di attività poco utili e che non danno alcun valore aggiunto alla nostra motivazione. Ci riferiamo ad attività, come la lettura, possono contribuire a ispirarci e fornire alla nostra mente dei punti di vista diversi che possono poi essere impiegati per affrontare il problema principale a cui stiamo lavorando.
Riconosci i tuoi successi
Non dare tutto per scontato. A volte anche piccoli successi o il completamento di piccoli obbiettivi meritano di essere celebrati. Ogni volta che riconosci di aver raggiunto un traguardo, seppure meno significativo rispetto agli obbiettivi più grandi, acquisterai motivazione che ti aiuterà ed incoraggerà nell’avere fiducia in te stesso e continuare a lavorare sodo per il risultato finale.
Rimboccati le maniche
Il modo più semplice per motivarsi a fare qualcosa, consiste nell’affrontare tale attività il prima possibile. Se devi portare a termine un compito e vuoi trovare la motivazione per affrontarlo, la prima azione semplice ed efficace che puoi intraprendere è proprio rimboccarsi le maniche ed affrontare la situazione. Cerca di focalizzarti su quello che devi fare eliminando i pensieri superflui e approcciando fin da subito il lavoro con decisione. Una volta che avrai iniziato a lavorarci sopra sarà più facile trovarsi coinvolti in esso e quindi coltivare la tua motivazione.

 

Qui alla Viking speriamo che questi consigli su come mantenere un buon livello di motivazione sul lavoro possano tornarti utili. Hai qualche commento sull’articolo che vuoi farci sapere? Pensi di avere altri metodi efficaci per aiutare a motivarti? Raccontacelo sulla pagina Facebook Viking Italia.

Idee
12/09/2018

La scelta dell’università è sempre un momento importante e di dubbi per chi esce dalla scuola secondaria superiore. Da un lato infatti ci sono le naturali e legittime aspirazioni personali, che possono avere più o meno concretezza e andare dai sogni e un piano di carriera già ben definito; dall’altro ci sono le previsioni sui livelli occupazionali di un futuro tutto sommato a breve termine, con una stima dei posti di lavoro disponibili nel momento in cui si completerà il ciclo di studi universitari; e poi c’è un mondo del lavoro sempre più veloce e imprevedibile, per molti aspetti dipendente dalla tecnologia, e nel quale è difficile non solo prevedere ma anche solo immaginare a grandi linee quali lavori ci saranno nel futuro, quali nuove occupazioni emergeranno dal nulla e quali invece non saranno più richieste in alcun modo.
Quali lavori ci saranno nel futuro?
Basta pensare al mondo dei social network, per fare l’esempio più eclatante di questi ultimi anni: buona parte dei social media manager attuali, una figura sempre più centrale nel marketing delle aziende, ha studiato in un epoca in cui i social network non esistevano o forse erano un giochino per pochi appassionati di tecnologia. Lo stesso avvenne per i computer, per i quali in pochi intuirono che avrebbero invaso le nostre case e le nostre vite. Lo dice, in modo scientifico, il World Economic Forum secondo il quale il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola faranno lavori che adesso ancora non esistono, e che a malapena possiamo provare a immaginare.

Ma allora cosa studiare per garantirsi una professione nel futuro? A quale università iscriversi?
Scelta dell’università: a quale iscriversi?
Ci sono dei macro trend che si possono vedere fin da ora e che senza dubbio caratterizzeranno i prossimi decenni: lo sviluppo e la diffusione sempre più pervasivi delle tecnologie e di Internet; l’invecchiamento della popolazione mondiale; il riscaldamento globale e la necessità di fonti energetiche alternative o di una miglior gestione di quelle esistenti. Queste sono tendenze che nel futuro potranno generare nuovi posti di lavoro, ma ce ne sono anche che promettono di contrarre la richiesta di personale, come quello della sempre più diffusa automazione che intaccherà i livelli occupazionali tanto dell’industria quanto dell’agricoltura.

L’invecchiamento progressivo della popolazione mondiale richiederà nel futuro figure specializzate a ogni livello, da quello di elevata scolarizzazione e formazione nei settori medico e farmaceutico ma anche manageriale a quelli con formazione di base per la cura quotidiana delle persone. Più difficile identificare con precisione le figure richieste nel futuro attorno al mondo della tecnologia ma l’e-commerce, l’automazione, il cloud, le figure legate al marketing online e alla gestione di siti Internet, i big data oltre ovviamente a quelle legate all’hardware saranno tutte professioni che avranno un futuro.

Secondo il forum di Davos invece entro il 2033 saranno molti i settori in cui si ridurrà il bisogno di manodopera, dal commercio, come detto sempre più indirizzato verso l’e-commerce, alla manifattura e anche all’agricoltura e alla pesca.