Tag: networking
Idee
16/10/2019

Usare LinkedIn per trovare un nuovo lavoro è ormai uno dei metodi più usati sia da chi è in cerca di un primo impiego che da chi sta cercando nuove opportunità professionali. Fare networking, utilizzando piattaforme social di tipo professionale, è infatti molto più efficace in termini di contatti utili e negoziazioni andate a buon fine di molti altri metodi di recruiting, in particolare in autunno, una stagione per molti aspetti favorevole a un cambio professionale.
Come usare Linkedin per trovare un nuovo lavoro
Proprio da LinkedIn Italia, e da un team di esperti delle dinamiche di lavoro che lavora al suo interno, arriva la lista di 7 consigli chiave che i professionisti italiani e gli oltre 13 milioni di utenti LinkedIn in Italia possono seguire con il fine di cogliere al meglio nuove opportunità di lavoro, tra gli oltre 20 milioni di annunci di lavoro disponibili sulla piattaforma LinkedIn, o in generale di business, diventando più rilevanti per i recruiter e facendo leva sulla propria comunità di contatti professionali.
Scegli con cura l’immagine del profilo
Una buona foto profilo aiuta a rendersi più riconoscibili sulla piattaforma, sia ai contatti già consolidati sia per attrarre nuovi possibili “peer” (contatti). La foto non deve essere perfetta, basta che risulti naturale. Se non si indossa un completo per il lavoro, è meglio non indossare un qualsiasi altro completo nella foto profilo. Nota statistica: dalle ricerche LinkedIn è dimostrato che una buona immagine profilo può portare fino a 9x richieste in più di connessione.
Aggiorna la posizione attuale
Man a mano che la propria carriera prosegue, è utile mantenere aggiornata la propria posizione lavorativa. È un elemento che aiuta a raccontare al meglio la propria storia professionale e, nota statistica, ad ottenere fino ad 8x visualizzazioni del proprio profilo.
Completa le informazioni su formazione e competenze
Secondo gli esperti di LinkedIn è fondamentale aggiungere informazioni sul proprio percorso formativo (scuola, università, master ecc.), così che i propri ex “compagni di classe” possano trovarci più facilmente (e quindi creare nuove e proficue collaborazioni professionali). Nota statistica: è dimostrato che aggiungere info sulla propria istruzione porta a ricevere 17x messaggi in più dai recruiter e responsabili della selezione in azienda.
Dettaglia le competenze
È, inoltre, importante inserire in maniera articolata l’elenco delle proprie competenze (hard skill e soft skill, come ad esempio la padronanza del pacchetto Microsoft Office, o spiccate capacità di vendita o relazionali etc.), per mostrare i propri punti di forza. È consigliabile inserire almeno 5 competenze di base. Se si desidera dimostrare la propria esperienza in merito a determinate competenze, è consigliato sottoporsi a un test utilizzando la nuova funzione di valutazione delle competenze di LinkedIn. Per ogni valutazione delle competenze superate, verrà rilasciato un certificato, che apparirà sul profilo LinkedIn, in modo che sia subito disponibile per i recruiter.
Specifica il settore professionale e industriale
Aggiungere il settore professionale e industriale di competenza, nonché quello di maggiore interesse, è utile per trovare più facilmente nuove offerte di lavoro, eventi, contenuti formativi su LinkedIn e articoli di settore. Nota statistica: più di 300,000 persone vengono trovate ogni settimana su LinkedIn in base al settore.
Indica la località
Può sembrare una banalità, ma molte aziende ricercano i talenti in base alla zona e si affidano alla località inserita nel profilo LinkedIn dei professionisti più interessanti. Nota statistica: basti pensare al fatto che aggiungere la località aumenta di 23 volte le possibilità di essere trovati nelle ricerche dei recruiter su LinkedIn.
Cura il network e partecipare ai gruppi di discussione
LinkedIn è in assoluto la piattaforma per il lavoro e il business network per eccellenza, che basa tutta la sua forza su una comunità eterogenea di professionisti, i quali forniscono ogni giorno il loro aiuto prezioso per migliorare ciò che facciamo, avvicinandoci sempre più al successo in ambito lavorativo. Per questo è sempre utile leggere i post dei propri contatti, per informarsi e aggiornarsi sugli ultimi trend del proprio settore professionale, trarre spunti creativi per nuove attività, e creare un dialogo costruttivo per la community, attraverso commenti ragionati e illuminanti per gli altri lettori. Su LinkedIn è possibile iscriversi a diversi gruppi di discussione, e parteciparvi attivamente può aiutare i professionisti a mettersi in luce con altri professionisti del proprio settore di competenza, creare nuove opportunità di business e trovare un nuovo lavoro.

Ufficio
26/06/2017

Qualche settimana fa abbiamo affrontato il tema del networking e di come svolgerlo con efficacia; in particolare, abbiamo visto come possa essere efficace in fase di ricerca del lavoro. Oggi ci addentreremo più a fondo in una fase specifica del networking di persona: il primo approccio e la conversazione iniziale. Vi è mai capitato di ritrovarvi in una conversazione che non decolla? Silenzi, sguardi furtivi alla ricerca di aiuto e la forte sensazione di voler sprintare 200 metri nella direzione opposta. Altre volte, capita invece che ci ritroviamo con una persona che ci attira immediatamente in una conversazione interessantissima.

Saper intavolare una conversazione con nuove persone può risultare una vera e propria sfida, soprattutto per le persone più timide e introverse, specie se desideriamo fare buona impressione.
Il potere delle domande

Solitamente, esiste un gruppo di domande che tendiamo a porre al primo approccio. Quante volte vi è capitato di chiedere o vi hanno chiesto domande simili a “Come va?”, “Che lavoro fai?” o “Di dove sei”? Tante. Così tante volte che tendiamo a perdere di autenticità, spontaneità e presenza. Andiamo un po’ in modalità pilota automatico. Come una poesia recitata a memoria. Per quanto naturali possano sembrare queste domande, rischiamo di addentrarci in acque alte da cui è difficile riemergere. Per navigare facilmente nei meandri della conversazione, provate invece a chiedere domande che creino un senso di piacevolezza nell’altra persona, facendola sentire bene e a suo agio. In questo modo, ne stimolerete l’area del cervello in grado di produrre appagamento e di rafforzare la memoria: la conversazione non solo ne trarrà vantaggio risultando meno banale, ma aumenterete anche la possibilità che quella persona si ricordi di voi. Alcuni esempi concreti? “Qual è l’ultimo progetto piacevole a cui ti sei dedicato con passione?”, “Qual è stata la tua vacanza preferita?” oppure “Qual è il piatto che preferisci della tua regione?”. Domande che possono essere poste all’inizio dopo esservi presentati o anche come modo per cambiare argomento successivamente – ovviamente scelte in base al livello di formalità richiesto.
Trovare punti in comune

Un altro modo per coinvolgere da subito la persona con cui desiderate parlare è di trovare dei punti in comune: ad es., osservandolo, potreste notare che indossa qualcosa associabile a un gruppo musicale, a uno sport particolare o a un altro interesse che magari condivide con voi. Oppure, osservate ciò che vi circonda: magari è presente un espositore con dépliant che può fornire alcune idee per avviare una conversazione e per trovare punti in comune con cui proseguire. Anche la tecnica del “dove, come, quando e perché” – ossia porre domande più specifiche quando una persona ha iniziato a raccontarci di una vacanza per esempio – può aiutarci a scoprire interessi comuni o lati della persona che si rispecchiano in noi; la conversazione proseguirà quindi in maniera più piacevole e, di conseguenza, anche più memorabile. A volte, anche dalla totale assenza di punti in comune può emergere una conversazione interessante. L’importante è mantenere una mente aperta e curiosa. Magari vi troverete a discutere di un argomento di cui non sapete nulla, ma voi imparerete qualcosa di nuovo e il vostro interlocutore apprezzerà l’interesse da voi dimostrato.
Saper ascoltare

Fondamentale da subito è la capacità di sapere ascoltare: una delle più importanti pratiche di qualsiasi relazione. Dimostratevi sinceramente attenti a quello che dice. Non inondatelo con interminabili fiumi di parole sulle vostre capacità e conoscenze. Rispettate i suoi tempi. Lasciate che sia anche lui a porvi delle domande. Cercate di fare in modo che si ricordi di voi come un buon interlocutore che dimostra sincero interesse, in grado di lasciare i dovuti spazi e non una persona egocentrica e logorroica. Questo si rifletterà anche sulla possibile collaborazione lavorativa. Penserà che sia più semplice avere a che fare con voi, vi immaginerà come una persona in grado di ascoltare, comprendere e tenere in considerazione le sue esigenze, creando le basi ottimali per un rapporto con un potenziale datore di lavoro, un membro del team o un cliente.
Costruire una relazione

Networking non è sinonimo solamente di tante brevi conversazioni. Per svolgerlo con efficacia, è importante riuscire a costruire e a coltivare le relazioni avviate. In tal senso, un aspetto fondamentale del primo approccio è ricordarsi i nomi delle persone conosciute. Esistono varie tecniche in tal senso. Ripeterlo ad alta voce appena ci viene detto non solo aiuta noi a ricordarlo meglio, ma stimola anche quella parte del cervello del nostro interlocutore di cui vi abbiamo parlato prima, contribuendo a rendere la conversazione più piacevole e memorabile. Un’altra tecnica? Associare il nome di quella persona a personaggi famosi e immaginarli mentre svolgono una determinata attività insieme: ad esempio, incontrate una persona che si chiama Diego e ve la immaginate mentre gioca a calcio con un famoso calciatore omonimo. Per costruire una relazione è importante il follow-up, ossia ricontattare quella persona dopo qualche giorno dall’evento. Vi avrà probabilmente dato un biglietto da visita. In un momento di pausa – quando la prima conversazione è ancora fresca nella vostra memoria – annotate sul suo biglietto da visita un aneddoto o interesse particolare associato a quella persona. Quando la ricontattate, citatelo e in tal modo, voi riuscirete a ricordarvi maggiori dettagli e a personalizzare la conversazione, e il vostro interlocutore ne sarà sicuramente più contento.

Con questi suggerimenti, speriamo di avervi dato qualche spunto per trasformarvi nel Michael Phelps del networking: passata la paura dell’acqua alta, saprete destreggiarvi con facilità tra i meandri di qualsiasi conversazione. Ora tocca a voi! Condividete con noi tutti i vostri trucchi sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.

Ufficio
19/04/2017

In questo articolo, ci soffermeremo su una componente importante e sempre più utilizzata nella fase di ricerca di un lavoro: il networking, come strumento per sviluppare la nostra rete professionale e ottimizzarne i vantaggi al fine di intraprendere la carriera dei nostri sogni. Avrete sicuramente sentito spesso quanto, a volte – oltre alle competenze acquisite – sia importante CHI conosciamo. In tempi non lontani, si parlava spesso di “raccomandazione”. Oggi questo termine, che in passato aveva spesso un’accezione negativa e passiva, ha subito un cambiamento di significato: non si tratta più di ricoprire passivamente un ruolo solamente perché un nostro parente è amico del capo, ma di sfruttare attivamente gli strumenti offerti dal mondo online e da quello che ci circonda per comunicare alla nostra rete ciò che sappiamo e abbiamo imparato, per metterlo al servizio delle persone giuste e delle aziende alla ricerca di un profilo come il nostro. Volete svolgere il networking al meglio e trarne il massimo vantaggio? Seguite i nostri 3 consigli per creare una rete in grado di generare numerose opportunità.

Sappiate intuire l’efficacia del networking

Innanzitutto, è importante comprendere come il networking possa rappresentare un’opportunità per trovare il lavoro che stiamo cercando facendoci aiutare dalle persone che conosciamo. Queste possono includere amici, parenti, colleghi ed ex-colleghi di lavoro, compagni di scuola, membri di associazioni di cui facciamo parte e professionisti di altri settori con i quali siamo entrati in contatto. Fare networking, infatti, significa dialogare e creare una rete di conoscenze a cui offrire aiuto e dalla quale ottenere informazioni e consigli sul lavoro che stiamo cercando. Quante volte, infatti, vorremmo provare un ristorante e attingiamo alla rete di amici e conoscenti per avere un’opinione da chi in quel luogo ci è già stato? Allo stesso modo, facendo networking professionale possiamo ricevere informazioni specifiche su un settore o un’azienda in particolare, ottenere referenze, possiamo ampliare la nostra rete di contatti, confrontarci con chi quel lavoro lo fa già e ricevere preziosi consigli o scoprire opportunità che magari le aziende non pubblicizzano. Fare networking è quindi un modo per costruire relazioni di valore, mirate al soddisfacimento delle nostre aspettative di lavoro – offrendo in cambio la stessa tipologia di aiuto – ma è anche un ottimo strumento per tenervi aggiornati e arricchire il vostro bagaglio di conoscenze: molti professionisti infatti sottovalutano le possibilità offerte dal networking come strumento di scambio di idee e informazioni.

Scegliete la modalità di networking migliore

Il primo strumento a nostra disposizione – di cui spesso ne sottovalutiamo l’estrema efficacia – è il passaparola. Parlare degli studi compiuti, delle competenze acquisite e del lavoro che si svolge o si vorrebbe svolgere, è un sistema veloce per far sapere ciò che cerchiamo alle persone che conosciamo. Questa tecnica si sta diffondendo molto ultimamente con l’organizzazione di diversi eventi mirati, fino anche allo speed networking dove, muniti di block notes e portanome, avete due minuti di tempo per presentarvi o ascoltare la presentazione di chi vi sta di fronte. Avendo il difetto di poter trasformarsi in un “telefono senza fili”, dove il messaggio iniziale viene facilmente distorto, è importante essere precisi e concisi nel descrivere, ad esempio, il lavoro che si sta cercando. Un’altra modalità è quella professionale, ossia contattare attivamente le persone indicate dai nostri contatti, relazionandoci direttamente con il referente dell’azienda in cui saremmo interessati a lavorare. Nonostante possa richiedere tempo e precisione, questa tecnica è molto efficace perché ci permette di comunicare direttamente ponendoci come ambasciatori di noi stessi. In fondo chi meglio di noi è al corrente delle nostre capacità e sa quello che stiamo cercando? Possiamo poi effettuare una ricerca mirata, dove disponiamo di un nominativo e cerchiamo tra i nostri contatti una persona che possa presentarci a quel referente. Questa modalità è ideale quando abbiamo chiaro il nostro obiettivo e ci orientiamo su un ambito territoriale ristretto. Qualsiasi modalità scelta, è importante ricordarsi di sviluppare – come abbiamo precedentemente detto – una relazione di valore: prendiamoci cura della nostra rete, teniamo in ordine i biglietti ricevuti in appositi portabiglietti da visita, ricambiamo i favori e manteniamoci in costante contatto con le persone che abbiamo conosciuto al fine di sviluppare rapporti duraturi e significativi nel tempo. Oltre che offline, queste tecniche possono essere applicate anche online tramite strumenti quali e-mail o social network. L’ambiente online, in particolare, può di per sé dar vita a un ulteriore panorama dove, mediante blog, chat o gruppi di discussione possiamo ampliare la nostra ricerca diffondendo un messaggio a un pubblico più ampio. In questo caso, non saremmo sempre al corrente di chi può leggere il nostro messaggio ma possiamo anche qui fare in modo che la nostra richiesta cada sotto gli occhi di persone quanto più giuste possibili. Inserire informazioni corrette e dettagliate contribuisce a creare una visione più chiara agli occhi di un nostro potenziale futuro datore di lavoro. Oltre a questo, è indispensabile mantenere un profilo professionale. Come? Vediamolo insieme.

Aggiornate i vostri profili online

LinkedIn è una delle piattaforme più utilizzate dalle aziende e da chi è interessato a sviluppare la propria rete professionale. La prima impressione è spesso determinante: assicuratevi quindi che la foto sia professionale. Non esitate a inserire quante più informazioni possibili sul vostro percorso di studi e sulla carriera professionale compiuta finora. Ottenete referenze, ricambiando il favore se possibile. Collegatevi con colleghi passati e attuali, con amici e conoscenti che condividano i vostri stessi interessi. Condividete e pubblicate contenuti attinenti, comunicate nei gruppi più rilevanti e seguite le aziende che vi interessano. Su Twitter, invece, avviate conversazioni con esperti di diversi settori. Seguendo le tendenze, aumenterete la vostra visibilità e potrete parlare del vostro interesse per un settore specifico di attività. Queste tappe vi aiuteranno ad affermare la vostra presenza professionale sulle reti social: presenza allettante e preziosa per un potenziale datore di lavoro. Essendo quindi possibile per un’azienda che pensa di assumervi ricercare in rete informazioni sul vostro conto, è importante ricordarsi di mantenere sempre un profilo professionale e incentrato sulle competenze e qualità che desiderate dimostrare: imparate a essere i primi ambasciatori del vostro marchio.

Con questi suggerimenti, speriamo di avervi offerto alcuni spunti concreti per iniziare a creare e a mantenere quella rete indispensabile alla vostra crescita professionale o per trovare il lavoro che tanto desiderate. E voi, quali tecniche di networking impiegate? Quale ritenete sia la più efficace? Avete altre tecniche o consigli su come ampliare e mantenere un’efficace rete di contatti? Vogliamo sentire le vostre opinioni: condividetele con noi sulla nostra pagina Facebook Viking Italia.