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Idee
04/07/2018

Ogni giorno circa 12 milioni di italiani mangiano fuori casa nella loro pausa pranzo al lavoro: il 33% dispone della mensa aziendale, il 14% si siede al ristorante e altrettanti mangiano al bar, e il 25 si porta il pranzo da casa, con la cosiddetta lunch box. Nonostante le differenti abitudini, tutti hanno le stesse esigenze: mangiare sano, in modo nutriente e tale da non appesantirsi e riuscire a lavorare anche al pomeriggio. Vediamo allora qualche consiglio su cosa e come mangiare a pranzo al lavoro per sentirsi leggeri e arrivare a cena senza cali di concentrazione.
Come fare la pausa pranzo al lavoro
Prima ancora che pensare a cosa mangiare è importante imparare come fare la pausa pranzo al lavoro: può bastare anche un quarto d’ora per riuscire a staccare tra gli impegni della mattina e quelli del pomeriggio, ma è essenziale fare almeno un quarto d’ora di pausa, evitando di fare una tirata unica con gli impegni. Il solo fatto di mangiare stimola il rilascio di endorfine, gli ormoni del buonumore, e allora no al pasto davanti al computer o al telefono: sarebbe importante riuscire a ricreare la vera atmosfera di un pasto a tavola, anche se non si dispone della mensa o non si va al ristorante. Per cui bene sedersi con i colleghi, che è un incentivo alla produttività, lontano da pc e scrivanie, e senza parlare di lavoro: quello è pur sempre il tempo della pausa pranzo. A questo punto ha senso pensare a cosa mangiare in pausa pranzo.
Cosa mangiare in pausa pranzo per sentirsi leggeri ed essere concentrati al lavoro
La pausa pranzo dovrebbe fornire circa 600/700 Kcal, che sono più o meno 1/3 del fabbisogno quotidiano di una persona di media corporatura e che non esegue lavori faticosi o particolarmente fisici. La prima cosa è quindi avere in mente più o meno l’apporto calorico dei cibi che si può pensare di mangiare a pranzo: idealmente uno schema che funziona è quello che prevede dei carboidrati, delle proteine e delle verdure, ricche di fibre. L’equilibrio tra questi nutrienti, e la giusta quantità, possono assicurare una digestione rapida e leggera, energie a lungo termine e senso di sazietà, e si può trovare in diverse formule.

Per esempio un primo di pasta o riso con verdure e proteine: pasta con tonno e pomodori, o gamberetti e zucchine, o il riso freddo con verdure e tonno o uova o prosciutto cotto a dadini sono tutte soluzioni adatte. Anche il panino può andare bene: ci sono i carboidrati, e in quantità simile ci devono essere delle proteine (un affettato magro come tacchino o prosciutto crudo o bresaola, o del tonno) e delle verdure a piacimento. Al ristorante o in mensa, se c’è il buffet degli antipasti, si possono abbinare a un primo o un secondo: antipasto di verdure, crude o cotte, e un secondo di carne o pesce, purché senza intingoli troppo grassi, e ancora verdure; oppure delle proteine come antipasto, che si trovano anche nei legumi, e un primo con verdure, come detto prima.
Mangiare il dolce in pausa pranzo?
E poi c’è il tema del dolce a fine pasto: quelli elaborati, al cucchiaio, ipercalorici soddisfano l’occhio, il palato e la voglia ma non aiutano di certo la concentrazione pomeridiana. Se proprio si sente il bisogno del dolce a fine pasto la scelta furba può essere una macedonia, mista o di fragole o frutti di bosco, con della panna montata che, in effetti, fa scena e volume ma, tolta l’aria, si riduce a poco dal punto di vista calorico.

Notizie
10/08/2017

A chi non è capitato, dopo la sofferta sveglia mattutina e un caffè preso al volo, di ritrovarsi in ufficio, davanti al computer, tentando di assecondare il brontolio dello stomaco che, fino a ora di pranzo, si fa sempre più intenso.

Dopo molti caffè e qualche sporadico spuntino arriva finalmente la pausa pranzo. Quale occasione migliore di rifocillarsi e prepararsi ad affrontare il resto della giornata in ufficio. Qui alla Viking, ispirati dal nostro team internazionale, ci siamo chiesti come si svolge la pausa pranzo nei diversi paesi e nelle diverse culture del mondo.

Immaginiamo di salire su un treno, come in un libro di Jules Verne, per andare a scoprire come trascorrono la pausa pranzo – o meglio, cosa mangiano – i lavoratori di altre nazioni. Dopo una lunga ricerca svolta consultando pubblicazioni e trend di 10 diversi paesi del mondo, abbiamo raccolto per voi i piatti più diffusi durante la pausa pranzo.

Curiosi di conoscere come affrontano il break in ufficio i nostri cugini d’Oltralpe, i lavoratori tedeschi o negli uffici a stelle e strisce?
ITALIA
Come mangiamo
Partiamo con il nostro giro del mondo “in 10 piatti” cominciando proprio con il nostro Paese.

Le ultime indagini svolte sulle abitudini alimentari di noi italiani ci danno una panoramica molto interessante di come affrontiamo la pausa pranzo. Una recente ricerca di Edenred, in collaborazione con FOOD – il programma europeo che promuove un’alimentazione sana ed equilibrata – che ha coinvolto undicimila lavoratori in tutta Europa oltre a duemila ristoratori, ha messo in luce un’importante tendenza.

In Italia è infatti emerso che il 55% degli intervistati opta per un piatto salutare in pausa pranzo e una grande maggioranza – l’84% – presta attenzione alle qualità nutrizionali di ciò che mangia, preferendo piatti bilanciati. Altro segnale di questa forte attenzione verso il “mangiar sano” viene dal 50% dei rispondenti che dice di evitare snack grassi, salati o con alto contenuto di zuccheri. Anche i ristoranti confermano quanto emerso dai consumatori: il 37% ha visto un aumento della domanda di cibi equilibrati e salutari nell’arco dell’ultimo anno.

Un trend virtuoso quindi, che ci permette di portare alta la bandiera della Dieta Mediterranea, la quale, lo ricordiamo, è stata riconosciuta Patrimonio Culturale UNESCO. Proprio per promuovere la tradizione mediterranea, Edenred si è inoltre fatta promotrice del programma “Pausa Mediterranea” che educa ad un corretto approccio alla pausa pranzo: infatti, una corretta alimentazione influisce non solo sulle prestazioni lavorative, quindi i livelli di concentrazione e attenzione, ma anche, più in generale, sulla salute.
Cosa mangiamo
Veniamo ora alla parte più gustosa: il menu della pausa pranzo. Potremmo chiederci come si coniuga questa attenzione verso un’alimentazione sana con il solito panino o tramezzino mangiato in tutta fretta sulla propria scrivania. In realtà, dai dati emersi da un’altra importante ricerca, organizzata da ANCIT e DOXA, le nostre abitudini in ufficio non sono così drastiche come si potrebbe pensare. Anzi, emerge che 3 italiani su 4 fanno pausa pranzo tutti i giorni. Anche se talvolta, presi dagli impegni e dai tempi piuttosto tirati, dobbiamo accontentarci di uno spuntino, i numeri mostrano che il 51% degli italiani dedica in media almeno un’ora alla pausa pranzo con il 18% che va anche oltre l’ora.

Dove consumano il pasto i 6 italiani su 10 che mangiano fuori casa? Il 24% rimane sul luogo di lavoro, il 20% si reca alla mensa aziendale e il 14% trascorre la pausa pranzo in un bar o tavola calda. Tra chi resta in ufficio, il pranzo portato da casa va per la maggiore con la cosiddetta “schiscetta[1]” che rimane la modalità preferita per l’85% degli italiani. Tra gli alimenti più diffusi troviamo il tonno, i pomodori e le verdure; dato che conferma una crescente attenzione a mangiare piatti che siano buoni ma anche salutari e bilanciati.

Tra i piatti forti nei pranzi in ufficio ci sono il tonno (preparato con insalata di riso oppure con la pasta), i pomodori e le verdure. Abbiamo quindi ricreato un classico quanto gustoso piatto di pasta con tonno, olive e pomodorini. Un altro elemento spesso presente è una sana e leggera insalatina per accompagnare il piatto principale. Per finire non può mancare un buon caffè espresso.

 

Ma non tutti sono così attenti all’alimentazione. Abbiamo chiesto ai membri del nostro team internazionale quale fosse il piatto più diffuso durante la pausa pranzo nel proprio paese di origine. Dopo un’intensa ricerca ne è emerso un menu molto variegato, che presentiamo di seguito, interessante specchio della diversità culinaria – e culturale – dei vari paesi. Riuscireste a mangiare questi piatti prima di affrontare un lungo pomeriggio lavorativo? Quali evitereste?

GRAN BRETAGNA

Gli inglesi non si fanno mai mancare un buono snack e tra i più apprezzati ci sono i cioccolatini Maltesers. Noi italiani sceglieremmo qualcosa di più classico come dessert, come una fetta di torta o un buon dolce al cucchiaio ma questi dolcetti, dopo una bella zuppa e un tramezzino, sono di sicuro un gustoso complemento alla parte salata del pranzo.

GERMANIA

In Germania non ci vanno leggeri quando si tratta di cibo. Uno dei menu più apprezzati a pranzo comprende il celebre Currywurst – unione di curry e bratwurst – che consiste in un wurstel tagliato a rondelle condito con abbondante ketchup ed accompagnato da patatine fritte.

AUSTRIA

Lo Schnitzel, specialità culinaria di cui gli austriaci vanno ghiotti, è molto simile alla nostra cotoletta alla milanese ed è fatto di una fetta di vitello, tagliata sottile, impanata e fritta. Viene spesso accompagnato da un’insalata e delle patate cucinate con erbe e spezie per insaporirle. Negli ultimi tempi si sono diffuse anche versione vegetariane, che sostituiscono la carne con succedanei come la soia, in risposta al diffondersi di questo tipo di dieta.

FRANCIA

In Francia non possono farsi mancare una baguette croccante e farcita con prosciutto e burro: una ricetta semplice e veloce ma da acquolina in bocca assicurata. Non manca neppure il dessert: una appetitosa fetta di torta di mele o “tarte tatin” come viene chiamata la tipica ricetta francese.

OLANDA

In Olanda il pranzo è veloce ma bilanciato, con un panino al tipico formaggio Gouda – molto diffuso nei Paesi Bassi – accompagnato con della frutta fresca come mele ed uva.

STATI UNITI

La cucina americana è molto diversa dalla nostra. Tuttavia non si può dire che sia priva di sapori: il tipico break in ufficio inizia con una pizza pepperoni – salame americano fatto di carne di maiale e manzo condito con paprika e peperoncino – per poi spostarsi sul dessert composto da gelato al cioccolato e Skittles – caramelle simili per forma e colori agli M&M’s. Il tutto servito con una coca-cola che aiuta poi anche nella digestione del variegato pasto.

BRASILE

Feijoada – tipico piatto brasiliano a base di fagioli e carne – accompagnata con riso bianco e acqua o latte di cocco a seconda delle preferenze.

TURCHIA

In Turchia uno dei piatti tipici più consumati a pranzo è il Pide, meglio conosciuto come Pita in italiano, tipico pane piatto turco, servito con feta e spinaci. Per concludere una tazza del caratteristico caffè turco.

INDIA

In India il pranzo è servito nel dabba che è un tipico contenitore utilizzato dai ristoranti per la consegna del cibo. Alcune tra le ricette più diffuse sono il riso con moong dal – fagioli mungo che vengono sgusciati e spezzati – pollo saagwala con curry, patate e piselli. Per accompagnare le pietanze si usa il chapati – un tipo di pane piatto – oppure il Roti. A conclusione del pranzo può esserci una tazza di chai tè, un tè aromatizzato indiano.

 

Cosa mangi quando pranzi al lavoro? Preferisci rimanere in ufficio o trascorrere la pausa pranzo al bar/ristorante? Raccontacelo su Facebook Viking Italia.


[1] Per chi mangia sul lavoro la “schiscetta” è la modalità preferita. Questo termine, nato dal dialetto milanese, indica il cibo portato da casa dentro a un contenitore.

Idee
17/09/2015

Quando si dice che la pausa pranzo alla scrivania è una cosa triste e dannosa per la salute a tutto si pensa tranne a quello che è capitato a questo impiegato australiano: Rhys Evans, del New South Wales, stava consumando il suo pranzo alla scrivania quando il contenitore in vetro con il cibo gli è letteralmente esploso davanti agli occhi.

Il fatto è stato registrato dalle telecamere di videosorveglianza interna e grazie al filmato Rhys ha potuto trovare una spiegazione all’insolito fatto: il vetro, raffreddandosi durante il processo di fabbricazione, tiene al suo interno una serie di forza e pressioni che in determinate circostanze – anche un leggero tocco accidentale come quello della forchetta – possono farlo esplodere.

https://www.youtube.com/watch?v=_bSgPxDyl6I

Ufficio
17/06/2015

Sì, una lunga tavolata tipo sagra di paese, dove chi arriva si siede e mangia e si comincia a chiacchierare e a scambiarsi qualche idea: sembra essere questa banale idea la soluzione per aumentare la produttività all’interno delle aziende, e non è una semplice supposizione ma una prova provata con dati e numeri alla mano.

Andiamo per ordine: racconta KPCC (la radio pubblica della California del Sud) che negli Stati Uniti c’è una startup (si chiama Humanyze) che usa la tecnologia indossabile per cercare di capire come si muovono gli impiegati degli uffici, dove stanno durante il giorno lavorativo (Alla scrivania? In sala riunioni? In giro per l’ufficio?) e quanto tutto questo influisce sulle loro performance lavorative.

Be’, credeteci o meno, ma uno dei clienti di Humanyze ha scoperto che i programmatori e i venditori che mangiavano tutti assieme a un tavolone in mensa scrivevano più linee di codice e in modo più accurato, e vendevano più prodotti, dei colleghi che mangiavano per i fatti loro, magari alla scrivania davanti al computer.

E in fondo la spiegazione è semplice: quando si tratta di produrre idee è il fatto di farle circolare e di discuterle che le migliora e rende più funzionanti. E poi ve l’avevamo già detto che la pausa pranzo davanti al monitor del computer è davvero triste, no?

Idee
30/05/2015

No, non è ancora tempo di vacanze e pranzi con vista mare, o montagna. Ma questo non significa che non si possa godere di qualche manciata di minuti per mangiare en plein air: la primavera è ormai inoltrata, le temperature si sono alzate, il sole splende (quasi sempre) in cielo e non c’è niente di meglio che abbandonare la triste abitudine della pausa pranzo alla scrivania davanti al computer o nella mensa aziendale e andare a mangiare all’aperto.

Certo, bisogna organzizarsi un po’, portando il pranzo da casa (qui le ricette per la schiscetta perfetta) oppure trovando un bar o negozietto di fiducia dove acquistare qualcosa di sano e leggero da mangiare al parco o ai giardinetti dietro l’ufficio.

Ma come che sia, basta anche mezz’ora di luce naturale, aria pulita e rumore di foglie per avere indubbi benefici.

Per esempio, stare all’aria aperta migliora l’assunzione di vitamina D, che fortifica il sistema immunitario e infonde benessere e salute a corpo e mente.

Passeggiare al parco, o sedersi su una panchina a consumare il proprio pranzo, magari in compagnia di un paio di colleghi o colleghe con cui si è in confidenza, riduce i livelli di stress e ansia e permette di tornare in ufficio con la mente sgombra: lo ha dimostrato uno studio olandese pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health.

Se poi si fa un lavoro creativo o intellettuale, stare per qualche manciata di minuti nella natura migliora la creatività: smartphone, computer, vetrine, negozi e traffico sono una continua fonte di distrazione, mentre la concentrazione e la creatività necessitano di isolamento e meno stimoli esterni. Lo ha dimostrato uno studio condotto nel 2012 da Ruth Ann Atchley secondo il quale stare a contatto con il verde migliora la creatività del 50%.

Ufficio
05/02/2015

C’è chi lo fa per risparmiare, chi per questioni di praticità e chi per un pizzico di attenzione alla dieta. Di fatto è che 7 italiani su 10, quando si recano al lavoro, si portano il pranzo da casa: sono soprattutto donne (61%) ma senza distinzione di ruolo, tanto che lo fanno gli operai (38%) come i manager (22%).

Purtroppo però ‘schiscetta’ (come veniva chiamata a Milano negli anni Cinquanta) o lunchbox che sia, spesso significa soprattutto avanzi del giorno prima infilati in un contenitore di plastica da tenere in frigorifero e riscaldare al microonde.

Ma non è sempre e per forza così: Alessandro Vannicelli si occupa di web marketing, ma ha ereditato la ‘passione’ per il lunchbox in ufficio dal padre e ne ha fatto prima un blog (Schisciando) e poi anche un libro (Schiscetta Perfetta, De Agostini, 12,90 euro) con oltre 100 ricette facili, veloci e soprattutto adatte ad essere portate in ufficio.

Pronti a prendere ispirazione?