Tag: pettegolezzi
Ufficio
04/03/2020

Ci sono cose da non rivelare mai al lavoro, e non solo le frasi da non rivolgere mai al proprio capo, ma proprio frasi, espressioni e confidenze da non dire a nessuno, per nessun motivo. Pena trasformare le giornate lavorative in una corsa ad ostacoli se non in un vero e proprio calvario di spiegazioni, giustificazioni, distinguo e scuse. E allora dai bagordi del weekend alla ricerca di un altro impiego, ecco i segreti da tenere ben stretti e a bocca chiusa, stilati da un esperto della rivista americana Forbes.

Che si odia quel lavoro
Ammettere che ciò che fate vi fa in fondo schifo, e che lo fate solo per bisogno, è il primo passo per un declassamento, quantomeno nei fatti.

Che qualcuno è un incapace
Sì, il nostro collega potrebbe anche essere un incapace, ma a meno che non siamo il capo, questa considerazione è meglio tenerla per sé. Avete presente il rischio sabotaggio? Ecco, gli incapaci sono bravissimi a sabotare.

Le proprie idee politiche e convinzioni religiose
Cosa si è votato all’ultima elezione, cosa si pensa della religione propria o altrui, cosa si pensa del capo del governo: tutti argomenti tabù. Più alto il rischio di passare in cattiva luce di quello di guadagnare qualche posizione nella considerazione altrui, soprattutto ai piani alti.

Lo stipendio
Certo, la curiosità è molta, ma sbandierare la busta paga è il primo passo per scatenare invidie e ritorsioni (o per finire mortificati).

La vita social
Il profilo Facebook, quello Twitter e qualsiasi altro profilo social sono personali: meglio non mischiarli con la professione. Troppo alto il rischio di urtare qualche collega o indispettire il capo con frasi, immagini e status fuori luogo.

Cosa succede nella propria camera da letto
Sono affari vostri, e non fregano a nessuno. Nemmeno a quelli che pensate potrebbero invidiarvi.

Cosa succede nella camera da letto degli altri
Come sopra: ciascuno è libero di fare ciò che meglio crede, nella propria intimità e anche in ufficio. E benché un minimo di pettegolezzo aiuti a cementare la fiducia reciproca, non sono fatti vostri.

Di desiderare il posto d’altri
Ambizione lecita, ma sbandierarla ai 4 venti è il modo migliore per bruciarsi e vederla svanire rapidamente.

Il passato tumultuoso
Molti hanno un passato più o meno da nascondere. Meglio farlo totalmente e continuare a dare una rassicurante immagine di sé.

I bagordi del weekend
Raccontare di aver appena terminato un fine settimana all’insegna degli eccessi è il viatico per mettersi davvero in cattiva luce. Potete fare ciò che vi pare, basta tenerlo per sé.

Che in fondo era solo una battuta
Farsi scappare una battuta fuori luogo e poi cercare di ritrattarla spiegando che era ‘solo’ una battuta è quasi più dannoso che fare una battuta sbagliata e chiedere scusa. Nel dubbio: evitare le battute. Nell’eventualità: scusarsi e basta.

Di essere in cerca di un altro lavoro
Tutti sono in cerca di un lavoro migliore, con uno stipendio migliore, in un posto migliore. Ma finché non lo si trova, meglio dare l’idea di essere affidabili e totalmente coinvolti in quello che si sta facendo.

Ufficio
29/10/2015

Ci sono uffici che sono un paradiso, dove regna l’armonia, si lavora bene e si creano anche veri rapporti di amicizia, e ci sono uffici che sono un inferno di ripicche, pettegolezzi, colpi bassi e clima pesantissimo. E se a volte sono i colleghi maschi a essere davvero insopportabili, a cominciare da questi 13 tipi davvero tra i peggiori, non mancano nemmeno le colleghe da evitare come la peste.

Dalla carrierista spietata alla femme fatale fino alla spocchiosa e alla finta santa, ne ha tracciato il profilo sociopsicologico Elena Gandini su Elle.
La carrierista
Quella che solo lei sa cosa e come e in che momento fare le cose, cinica e spietata come Miranda Priestly in Il diavolo veste Prada.
La femme fatale
Tacco 13, minigonna spaziale, seno in vista. E quando arriva il capo accavallamento di gambe alla Sharon Stone in 9 settimane e 1/2.

> Leggi anche: Perché lavorare con troppi uomini rovina la salute delle donne
La brontolona
Tutto negativo, tutti ce l’hanno con lei, non va bene nulla, un po’ come Angela Finocchiaro in Benvenuti al Sud.

La stalker
Non si fa mai gli affari suoi e non aspetta altro che infilarsi nella vita altrui, tipo Alex Forrest in “Attrazione fatale”.

> Leggi anche: Pro e contro dei pettegolezzi in ufficio
La sfruttatrice
Non la carrierista, ma quella che, dei lavori che dovrebbe fare, alla fine ne fa un terzo se va bene, e il resto lo scarica sugli altri. Un tipo alla signorina Silvani che massacra il povero Fantozzi.

La gatta morta
Fa la cascamorta con chiunque abbia una forma maschile all’interno dell’ufficio, ma senza l’aggressività della femme fatale. Un tipo alla Bella Swan in Twilight.

La spendacciona
Ogni giorno con una maxi bag o un outfit di marca diversi e costosissimi manco fosse Carrie Bradshaw in Sex & The City.

La mamma
Quella che i figli li ha fatti solo lei e solo lei deve reggere il mondo da sola. Un ’bout come Annette Bening ne I ragazzi stanno bene.

> Leggi anche: 5 consigli per essere felice in ufficio

Ufficio
27/01/2015

Spettegolare sulle star di Hollywood è tutto sommato divertente e innocuo. Ma è quando i pettegolezzi toccano colleghi, capi e clienti che la domanda sorge spontanea: il gossip al lavoro è lecito oppure controproducente?

Ha provato a dare una risposta una ricercatrice olandese, Lea Ellwardt del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Groningen, partendo dalla domanda: si spettegola perché si è amici oppure si diventa ‘amici’ (anche al lavoro) perché si spettegola?

Be’ la risposta, dopo 1 anno di monitoraggio e interviste ai lavoratori di un centro sanitario, è in qualche modo sorprendente: ovviamente le persone che si conoscono meglio e che si fidano reciprocamente di più, tendono anche a condividere pettegolezzi anche negativi; ma la vera sorpresa è data dal fatto che a lungo andare il condividere pettegolezzi porta a cementare i rapporti interpersonali e ad aumentare la coesione tra colleghi.

Ora, questa non è una regola valida in assoluto: se fino a un certo livello spettegolare aumenta anche lo spirito di collaborazione, oltre la soglia cosiddetta ‘boomerang’ si finisce per rimanere isolati, disgregando il patrimonio di fiducia e simpatia da parte di chi ci circonda.