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Ufficio
28/12/2020

Parlare in pubblico in modo naturale non è facile. E se non necessariamente all’assemblea degli azionisti, anche solo in una riunione con i fornitori o i colleghi a tutti è capitato o può capitare di dover parlare in pubblico. Semplice a dirsi, difficile a farsi: stare davanti a un gruppo di persone, talvolta sconosciute, e spiegare in modo efficace e convincente le proprie idee non è affatto così spontaneo come può sembrare osservando oratori esperti dominare il palcoscenico e la platea. Il rischio? Farsi prendere dall’ansia, andare in confusione e risultare totalmente inconcludenti. E allora come fare? Cominciando da questi 5 semplici consigli sempre validi, dall’assemblea di condominio alla conferenza dell’associazione di categoria.
Accettare e controllare l’ansia
L’ansia, il grande nemico di ogni oratore, è uno stato fisiologico di tensione psicologica e fisica. Pensare di non soffrirne è utopistico: meglio accettarla, e tenerla sotto controllo con qualche respiro profondo diaframmatico (quelli che gonfiano l’addome) espirando con la bocca aperta. Qualche boccata e poi via, col microfono in mano.
Prepararsi per tempo
Anche il grande Steve Jobs preparava i suoi discorsi in modo meticoloso. Non si tratta di impararli a memoria, tecnica che li farebbe sembrare artefatti e ingessati: meglio fissare i punti salienti con delle parole chiave, e poi ripetere e ripetere ancora finché il tutto fila via liscio. Meglio ancora se allo specchio o in presenza di qualcuno che ascolti.
Arrivare con un ’bout di anticipo
Fosse anche la sala riunioni dell’azienda, sempre meglio arrivare con un poco di anticipo per controllare che tutto sia funzionante: il microfono, la lavagna a fogli o magnetica, la connessione del computer al videoproiettore, la risoluzione della presentazione in Powerpoint. E se si deve parlare in un luogo che non si conosce, è il modo migliore per prendervi confidenza e familiarizzarvi.
Informarsi su chi ascolterà
Nel caso in cui si dovesse parlare a un pubblico sconosciuto, è sempre bene raccogliere informazioni sulla tipologia di platea che assisterà al vostro discorso: chiedere agli organizzatori del convegno, informarsi tramite il sito Internet, confrontarsi con qualcuno che ha già fatto quell’esperienza è il modo migliore per farsi un’idea delle persone alle quali si andrà a parlare.
Parlare senza fretta
Il più classico degli errori di chi parla per la prima volta in pubblico: aver fretta di concludere e parlare senza pause, mangiandosi le parole. Meglio prendere le giuste pause, pronunciare in modo chiaro termini tecnici e parole straniere, enfatizzare i passaggi importanti e rivolgersi sempre al pubblico anche solo guardando una persona per volta di quelle che vi stanno di fronte.

Ufficio
18/09/2014

Finisce sempre allo stesso modo: riunioni che non finiscono mai, gente che si distrae, decisioni che non vengono prese e una enorme perdita di tempo per tutti. A chi non è mai successo? Ora, con tutto il rispetto per le tecniche di time management e business meeting, pare che la soluzione sia molto ma molto più semplice: fare le riunioni rimanendo in piedi.

Sì, gli standing meeting permetterebbero di eliminare tempi morti, perdite di tempo e interventi inutili, solo per il fatto che dovendo rimanere in piedi intorno a un tavolo da riunione le persone tenderebbero a essere più sveglie, reattive, pratiche e propositive.

Chi lo ha scoperto? La solita università americana (questa volta quella del Missouri) che ha anche calcolato che le riunioni in piedi durerebbero circa 1/3 in meno di quelle in cui i partecipanti sono seduti. Sarà vero? Basterebbe provare…