Tag: stampanti e fotocopiatrici
Ufficio
23/10/2018

In tema di privacy e sicurezza informatica in pochi sanno che si possono rubare dati sensibili dalla stampante dell’ufficio. Anzi, le stampanti aziendali, quelle connesse alla rete informatica dell’ufficio, sono diventate negli ultimi pochi anni il principale obiettivo degli hacker e la porta d’accesso facile alla rete informatica aziendale per sottrarre informazioni rilevanti. Di più: ormai il vero problema informatico delle aziende, in particolare delle PMI, non sono più i virus, dal phishing al malware, e le frodi online, e i dispositivi più vulnerabili non sono più solo i soliti conosciuti, come smartphone, PC e server. Secondo recenti sondaggi di settore solo il 16% dei titolari di aziende PMI è consapevole del fatto che tramite le stampanti potrebbero essere sottratti dati sensibili come numeri e codici di carte di credito, cartelle mediche, informazioni aziendali strategiche, bilanci, progetti e altri dati personali e aziendali. Addirittura, a livello globale, il 61% delle organizzazioni aziendali ha segnalato nel 2017 almeno una violazione dei dati avvenuta attraverso le stampanti, e se si considera che al mondo ci sono centinaia di milioni di stampanti connesse in rete e che solo il 2% di queste è davvero protetta, è facile intuire come qualunque informazione rilevante può essere rubata e utilizzata per fini criminali.
Come funziona la sicurezza informatica dei dati nelle stampanti
Se tutto questo sembra fantascienza occorre capire come funziona la sicurezza informatica dei dati nelle stampanti. Le stampanti moderne infatti non sono solo un ulteriore dispositivo connesso alla rete aziendale, come lo sono i computer e i server, includendo anche funzionalità per la scansione e la stampa da remoto, ma sono anche dotate di hard disk e sistemi di memoria che salvano e conservano copie digitali di ogni documento scansionato, copiato, stampato o inviato via email direttamente dalla stampante. Praticamente ogni informazione sensibile di qualunque azienda.

Se nessun responsabile della sicurezza IT aziendale lascerebbe mai che un computer non protetto potesse accedere alla rete aziendale, relativamente alle stampanti questo avviene ancora in rarissimi casi. Tipicamente i casi più frequenti sono quelli in cui la stampante è stata configurata all’esterno del firewall, la barriera di protezione della rete aziendale; alcuni dispositivi tra quelli connessi alla rete non hanno sufficienti impostazioni di sicurezza e sono vulnerabili, principalmente appunto le stampanti; non vengono eseguiti regolarmente e come raccomandato gli aggiornamenti per la protezione dei dati; non viene attivata assolutamente la protezione della stampante, lasciando che hacker e malintenzionati possano controllarla da remoto intercettando ogni documento aziendale.
Cosa si rischia con una stampante non protetta da attacchi informatici
Il rischio maggiore che si corre con una stampante non protetta è la sottrazione dei dati sensibili aziendali, e chiunque può facilmente immaginare cosa significa se dati di bilancio, progetti, offerte commerciali, informazioni bancarie, informazioni personali sulla salute e ogni altro dato sensibile cadono in mani sbagliate. Ma non solo: dalla primavera 2018 il Regolamento generale sulla protezione dei dati (General Data Protection Regulation) dell’Unione Europea ha stabilito sanzioni elevate – fino al 4% del fatturato e/o 20 milioni di euro – per le aziende che non saranno in grado di garantire la sicurezza dei dati personali dei cittadini europei.
Cosa fare per proteggere le stampanti dagli attacchi informatici
Cosa fare per proteggere le stampanti dagli attacchi informatici lo ha detto l’Agenzia per L’Italia Digitale, AGID, nelle sue Misure Minime di Sicurezza ICT per le Pubbliche Amministrazioni: la prima cosa da fare per proteggere i dati sensibili è la mappatura di ogni dispositivo connesso, comprese quindi le stampanti, e la valutazione delle sue configurazioni di sicurezza. In particolare, per quanto riguarda le stampanti, queste devono trovarsi all’interno del firewall aziendale, non devono essere accessibili per la stampa da dispositivi non autorizzati dal responsabile informatico dell’azienda e comunque non adeguatamente sicuri, devono essere aggiornate e configurate dal punto di vista della sicurezza con regolarità e comunque a ogni notifica di un aggiornamento del software.
Come gli hacker accedono alle reti aziendali tramite le stampanti
C’è un bellissimo video di HP, sul canale Youtube di Viking Italia, con protagonista Christian Slater, che spiega benissimo come gli hacker accedono alle reti aziendali tramite le stampanti.

Notizie
02/10/2018

Lo smaltimento del toner della stampante è un obbligo di legge per tutti i titolari di partita IVA, quindi società e professionisti, che ne hanno la piena responsabilità fino al termine del corretto ciclo di smaltimento. Se infatti i privati cittadini hanno l’obbligo di legge, all’interno della più generale normativa nazionale sulla raccolta differenziata, di conferire i toner esausti negli specifici punti di raccolta predisposti dai comuni nelle isole ecologiche o in altri punti del territorio, o in alternativa di portarli nei cosiddetti Eco Store, quei negozi che consentono di portare le vecchie cartucce e comprarne di nuove, aziende e professionisti hanno l’obbligo e la responsabilità di seguire un ben preciso iter che termina solo con la documentazione che comprova il corretto smaltimento di toner e cartucce inkjet delle stampanti.
Come smaltire a norma di legge toner e cartucce inkjet delle stampanti
Toner e cartucce inkjet, concluso il loro ciclo di funzionamento, quando cioè diventano esauste, sono considerati rifiuti speciali e possono essere pericolosi o meno in base alla loro composizione e al codice identificativo CER segnalato dal produttore.

La prima cosa da fare per smaltire toner e cartucce inkjet esausti, pericolosi o meno, è quella di predisporre gli appositi contenitori, detti ecobox, in prossimità delle stampanti o in altra posizione dell’ufficio, nei quali riporre e conservare fino a un massimo di tempo di un anno toner e cartucce esauste fino al conferimento alla ditta specializzata che si occupa del loro smaltimento.
Gli obblighi di legge per lo smaltimento di toner e cartucce delle stampanti
Conservare negli ecobox e conferire alla ditta specializzata toner e cartucce però può non bastare: nel caso di toner e cartucce inkjet considerati pericolosi in base al loro codice identificativo occorre anche che il titolare della partita IVA, società o professionista, sia iscritto al Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), richieda il registro di carico e scarico presso la Camera di Commercio competente per territorio per annotare i movimenti dei rifiuti speciali pericolosi prodotti, e conservi una delle copie del FIR, il formulario identificativo del rifiuto compilato insieme alla ditta specializzata che si occupa dello smaltimento dei toner e cartucce considerati pericolosi. Inoltre il produttore del rifiuto deve compilare il MUD (modello unico di dichiarazione ambientale) in cui tiene traccia dei movimenti dei rifiuti prodotti, e lo deve presentare alla Camera di Commercio entro il 30 aprile di ogni anno.
Che errori non commettere nello smaltimento del toner della stampante e delle cartucce inkjet esauste
Il primo errore da non commettere nello smaltimento di toner e cartucce esausti delle stampanti è quello di portarli nelle discariche comunali che per legge (D.Lgs 152/06 ex D.Lgs 22/97, Decreto Ronchi) non sono tenuti a smaltirli.

L’altro errore da non commettere nello smaltimento del toner della stampante è pensare che con le stampanti a noleggio non si sia responsabili fino al termine dell’intero ciclo di smaltimento delle cartucce: sempre secondo la legge il responsabile della gestione del rifiuto è “chi lo genera con la sua attività produttiva”. E la responsabilità di legge termina solo quando si ottiene la 4° copia del formulario FIR firmata dall’impianto di smaltimento toner che ne certifica il corretto smaltimento e la si unisce alla 1° copia in nostro possesso.

Anche restituire i toner e le cartucce a chi ci vende le ricariche nuove è un errore, a meno che chi vende le cartucce non abbia anche tutte le autorizzazioni per gestire i rifiuti, e rilasci adeguata documentazione al termine del ciclo di smaltimento.
Servizi di smaltimento toner a norma di legge: ZeroZero Toner
Se si vogliono evitare tutte queste incombenze burocratiche e gli eventuali rischi di uno scorretto smaltimento del toner della stampante e cartucce per stampanti ci si può rivolgere a un servizio a pagamento che permette di trasferire gli obblighi inerenti alla gestione dei toner esausti ad un diverso soggetto giuridico. Il soggetto si chiama ZeroZeroToner, è offerto anche da siti di e-commerce di prodotti per ufficio come Viking Italia, e di fatto trasferisce a Berg Phi srl, una società che ha sviluppato e brevettato un impianto che ricicla il 100% dei materiali esausti di cui è composto il toner, la paternità del rifiuto e tutti gli obblighi amministrativi e burocratici derivanti dalla gestione dei toner esausti oltre alle responsabilità penali.

Solo in questo modo il produttore del rifiuto, titolare di partita IVA; è certo di essere completamente esonerato da ogni incombenza e rischio derivante da possibili errori di compilazione.

Ufficio
29/08/2018

Se si ha una stampante inkjet, cioè a getto di inchiostro che spruzza microscopiche gocce di inchiostro, nero o colorato, sulla carta mentre la testina scorre lateralmente, ci si potrebbe trovare davanti al problema per cui, dopo che sono state spente a lungo, per esempio per le vacanze, non stampano più.
Stampante Inkjet: perché non funziona
Il motivo per cui le stampanti a getto di inchiostro non stampano quando sono state spente a lungo, per esempio qualche settimana come può capitare nel periodo di chiusura estiva degli uffici, è che l’inchiostro si secca all’interno dei condotti che lo trasportano agli ugelli: in questo modo si blocca il flusso e questo impedisce la stampa.

Quello che può succedere quando la stampante è stata spenta o inutilizzata a lungo è di ottenere fogli completamente bianchi, oppure con striature, o ancora con i colori alterati. Problemi che in effetti possono capitare anche quando si installano nuove taniche di inchiostro, nero o colorato.
Cosa fare se la stampante a getto di inchiostro non stampa
Cosa fare allora se la stampante inkjet è stata spenta a lungo e non stampa o stampa con colori striati o alterati? Appurato che non si tratta di esaurimento delle cartucce (ormai la gran parte delle stampanti ha un display che lo segnala) come prima cosa è bene tentare con una operazione di pulizia: ogni marca e modello ha una propria modalità, che si trova spiegata sui manuali utente della stampante. Se il dispositivo è stato spento a lungo probabilmente non basterà una sola operazione di pulizia: per rendersene conto occorre fare una stampa di test ed eventualmente ripetere l’operazione più volte. Se però, dopo 5 o 6 volte che si ripete la pulizia e la stampa di testa, il risultato sono ancora pagine bianche, o con striature o colori alterati, è inutile procedere ulteriormente.

Un secondo tentativo che si può fare è utilizzare il solvente specifico per stampanti a getto di inchiostro e ripetere la stessa operazione pulizia – test 4 o 5 volte e poi reinstallare la cartuccia di inchiostro normale e riprovare a stampare. Se nemmeno così la testina si pulisce e la stampante stampa normalmente l’unica alternativa rimane la riparazione, che però non sempre risulta economicamente vantaggiosa rispetto all’acquisto di una nuova stampante.

Notizie
22/04/2015

Sempre più aziende e realtà professionali prestano attenzione all’impatto ambientale delle proprie attività, e tra i modi di ridurre il consumo di risorse naturali e l’immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti c’è sicuramente la scelta di utilizzare, per le attività di stampa, per le fotocopie o per i fax, carta di tipo ecologico.

Tuttavia c’è ancora parecchia confusione sul mercato quando si tratta di identificare chiaramente cosa significa carta ecologica per stampanti e fotocopiatrici e quale sia la differenza tra la carta considerata ecologica e rispettosa dell’ambiente e la carta riciclata.

Per fare chiarezza bisogna partire da una distinzione preliminare: la carta riciclata è ottenuta dal riciclo di materiali cartacei e può essere sbiancata, e quindi di colore bianco puro, oppure no, e quindi di colore più scuro, tendente al marroncino o al grigiastro; la carta ecologica è invece prodotta attraverso l’uso di cellulosa, ottenuta da legno proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council: questa certificazione garantisce che la materia prima usata proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Fatta questa prima grande distinzione, e prima di scegliere la carta più adatta per la stampante, ci sono poi da sfatare alcuni miti duri a morire.

Cominciamo dalla carta riciclata: ormai tutti i produttori di stampanti, fotocopiatrici e dispositivi multifunzione garantiscono che la carta riciclata è perfettamente compatibile con le loro macchine, e che quindi la carta riciclata non inceppa stampanti, fax e altri dispositivi; la carta riciclata è perfettamente equivalente alla carta bianca, quindi non impolvera, non si strappa più facilmente e non emana un odore sgradevole, come invece accadeva nel passato; la carta riciclata non è nemmeno più cara di quella bianca, anzi ormai si può risparmiare sui costi di stampa anche fino al 15% del proprio budget; è vero invece che la carta riciclata, a causa della lignina contenuta in alcuni tipi di carta che si ricicla (per esempio quella dei giornali), tende a ingiallire: si tratta di un processo che impega numerosi anni e che quindi non impatta sulle normali attività quotidiane di stampa e dell’uso di documenti cartacei.

Riguardo alla carta riciclata c’è poi da sottolineare come esistano sul mercato tipi di carta riciclata perfettamente bianca, ottenuti in tre modi: l’aggiunta di fibra di cellulosa vergine, che non può superare il 40% (e che per essere davvero ecologica deve provenire da forese certificate FSC); dei processi di sbiancamento che utilizzano cloro e altre sostanze chimiche (in questo secondo caso si tratta di carta riciclata ma non perfettamente ecologica); dei processi di sbiancamento che non utilizzano sostanze chimica ma preparati a base di ossigeno.

C’è poi la carta cosiddetta 100% ecologica: si tratta di carta non solo proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council, o PEFC, ma anche sbiancata senza l’uso di cloro o sostanze chimiche ma solo attraverso i preparati a base di ossigeno. Per chiarezza bisogna dire che anche per la carta 100% ecologica rimane il problema dell’utilizzo di ingenti quantità di acqua ed energia.

Alla fine come fare a districarsi negli acquisti di carta ecologica per stampanti, fotocopiatrici e multifunzione? Imparando a riconoscere i marchi di riferimento e certificazione FSC, PEFC ed EU EcoLabel.

Idee
23/03/2015

Passare le giornate in ufficio non è propriamente la cosa che più stimola la felicità. Anzi. E però, forse, ci sarebbe bisogno di più felicità anche al lavoro, e allora in occasione della Giornata Mondiale della Felicità, celebrata dalle Nazioni Unite ogni anno il 20 marzo, Office Depot ha messo ‘in vendita’ la prima stampante della felicità al mondo.

La HAP-100 è infatti la prima stampante per casa o ufficio con già precaricate oltre 1000 immagini e citazioni in grado di trasmettere buonumore e felicità, anche condividendole con colleghi e amici. Ma – perché c’è sempre un ma – per comprare la stampante della felicità non servono soldi: serve impegnarsi ad aumentare il livello di felicità nel mondo.

Come? Condividendo su Twitter immagini, foto, pensieri e citazioni in grado di migliorare l’umore, e raccontando a Viking tramite l’hashtag #HappinessPrinter cosa si può fare con la HAP-100 per rendere l’ufficio (e il mondo) luoghi più felici.

La stampante della felicità HAP-100 sarà poi venduta a chi ha avuto le idee migliori per rendere il mondo un posto più felice. Per il momento Viking ha portato la HAP-100 per le strade di Leeds, in INghilterra, e questo è ciò che è successo.

Notizie
19/02/2015

Stampante laser o Inkjet? Multifunzione o solo stampante? Toner o cartucce? Scegliere la stampante adatta all’uso che se ne intende fare è il modo migliore per ottimizzare i costi di stampa, e spendere al meglio i propri soldi, considerando anche il costo di acquisto di toner e cartucce.

Ora, vero è che il mercato è sempre più orientato verso i dispositivi multifunzione, che oltre alla stampante comprendono anche scanner e fax. Ma è anche vero che questi dispositivi normalmente occupano più spazio delle semplici stampanti, e che nel caso in cui fax e scanner sono già in dotazione potrebbe non essere necessario dotarsene nuovamente. Discorso a parte poi per le stampanti per uso domestico, per le quali occorre valutare il tipo di documenti che si intende stampare.

Intanto, se si stampano prevalente documenti di testo è preferibile optare per una stampante laser in bianco e nero: stampano più velocemente e con costi di stampa sensibilmente più bassi. Tuttavia il costo iniziale di una stampante laser è superiore a quello di una inkjet, e anche il toner costa mediamente più della cartuccia: fattori che poi si annullano se si stampano grandi volumi di fogli.

Se invece si stampa spesso a colori – per esempio grafici, report, immagini, fotografie, pagine Web – le stampanti Inkjet garantiscono maggior flessibilità: vero che stampano più lentamente, ma le cartucce si esauriscono più velocemente del toner (il nero è comunque separato dal colore) e generalmente durano meno nel tempo.