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Idee
31/01/2020

Ci si preoccupa sempre molto dell’inquinamento fuori dalla porta di casa e dell’ufficio, e spesso si finisce a dimenticare che anche tra le quattro mura di un edificio si possono nascondere degli agenti in grado di provocare allergie e infiammazioni.
L’inquinamento in ufficio
Per esempio gli uffici, con tutti i Pc, le stampanti, gli smartphone e i dispositivi elettronici sempre accesi sono un concentrato di onde elettromagnetiche. Oppure di agenti chimici, come quelli usati per l’igiene e la disinfezione, o quelli utilizzati per il funzionamento di alcuni macchinari.
I rimedi delle piante
Per fortuna ancora una volta bastano pochi semplici gesti naturali per rendere l’ufficio più gradevole e anche un ’bout più sano. Per esempio la tillandsia è una piccola pianta da appartamento in grado di assorbire le radiazioni elettromagnetiche degli apparecchi elettronici, e non necessità di particolari attenzioni. L’aloe vera invece, quella che si trova in numerose creme di bellezza, ha invece la capacità di assorbire alcune sostanze chimiche che si trovano comunemente nei detergenti, lasciandone quindi intatto il potere pulente ma limitandone il potere allergenico verso le persone. E se c’è bisogno di filtrare e ossigenare l’aria l’azalea è quello che ci vuole, purché sia posizionata in un ambiente molto luminoso: basta un piccolo vaso che permette anche di rendere più gradevole l’ufficio.

Idee
27/01/2020

Il mal di testa, o cefalea, colpisce ben 1 italiano su 4 sul posto di lavoro: lo dicono i dati di una ricerca dell’Unità di Medicina del Lavoro dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia, pubblicata sul Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia.

Il mal di testa colpisce infatti il 25 percento della popolazione in età lavorativa, tra i 25 e i 55 anni, in particolare le donne (1 su 5 contro il 6 percento degli uomini) spesso con conseguenze pesanti sull’attività professionale e sulla qualità della vita: al 15% dei lavoratori capita infatti di dover tornare a casa e assentarsi dal lavoro, il calo della produttività è calcolato in circa il 35%, con un impatto di circa 420 euro a testa di perdite economiche da mal di testa (la sola emicrania in Europa costa ogni anno ben 27 bilioni di euro).

Ora, se spesso “per le donne i motivi sono legati alle variabili fisiologiche dovute al ciclo mestruale” (Giuseppe Taino dell’Unità di Medicina del Lavoro dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia, autore dello studio), ci sono anche numerosi fattori ambientali legati al luogo di lavoro che possono influire in modo negativo sull’insorgenza del mal di testa: per esempio la postazione di lavoro, la posizione di testa, collo e schiena, la luce e i rumori eccessivi, gli sbalzi di temperatura e non ultimo il benessere psicologico generale messo a dura prova dallo stress correlato al lavoro.

Ufficio
20/01/2020

Mettere in ordine l’ufficio è un ’bout come la tela di Penelope: ciò che si riesce a fare di giorno sembra disfarsi la notte, e la scrivania non è mai davvero in ordine come vorremmo. Siamo da poco tornati dalle vacanze, l’ufficio era perfetto, pulito, con tutti i documenti in ordine e le scrivanie sgombre, come è giusto lasciarlo prima di assentarsi per qualche giorno, ma poi dopo una settimana è di nuovo tornato il solito caos. Caos che diminuisce la produttività (quanto tempo si perde a cercare fogli, faldoni e cartellette finite chissà dove?) e rende meno gradevoli le ore passate sul luogo di lavoro.

Certo, ci sarà sempre qualcuno che sostiene che il caos e il disordine sono creativi, ma a meno che non si lavori in un ambito davvero creativo, un ’bout di ordine aiuta a vivere meglio le giornate in ufficio (e poi c’è sempre chi sostiene che i disordinati sono inaffidabili…).

Ma come fare a mentenere in ordine l’ufficio? Si può provare il metodo (infallibile) di Marie Kondo, quello giapponese delle 5S, o più semplicemente provare a rendere il nostro spazio di lavoro bello, gradevole e famigliare ai propri occhi.

Dal punto di vista pratico i consigli si sprecano, come questi. Ma poi si può acquistare qualche quadro o pannello decorativo, sostituendo la vecchia scomoda sedia con una ergonomica e dai colori che mettono il buon umore, procurandosi un deodorante per ambiente o allestendo un piccolo corner per le brevi pause tra un impegno e l’altro.

Detto dell’hardware, si può fare qualcosa anche per il software: per esempio isolandosi dal rumore ascoltando della musica direttamente dal computer, oppure prendendo piccole pause per fare qualche facile esercizio di allungamento che migliora la postura e scaccia lo stress.

Insomma, prendersi cura di sé e dell’ambiente di lavoro è il modo migliore per evitare che il caos abbia il sopravvento e trasformare l’ufficio in un posto gradevole, ordinato ed efficiente.

Ufficio
02/01/2020

Vacanze finite, si torna tutti al lavoro. Spesso, se non sempre, carichi di buoni propositi, per la vita professionale così come per quella personale. Sono le buone intenzioni di Capodanno che però, il più delle volte, svaniscono già all’Epifania, o qualche giorno dopo. Giusto il tempo di riprendere la solita routine e le solite abitudini.

Be’, c’è anche però chi si occupa di studiare le strategie del cambiamento, e di formalizzarle in step e buone pratiche che possono aiutare a raggiungere i cambiamenti desiderati. Da quelli macro – aziendali per esempio – a quelli micro, o personali. Come Meg Baker, direttore programma UAB Employee Wellness all’University of Alabama at Birmingham che ha suddiviso ogni processo di cambiamento in tre passaggi – precontemplazione (resistenza al cambiamento), contemplazione (desiderio di cambiare abitudini), azione (il vero processo di modifica dello stile di vita) – e poi ha stabilito i 5 piccoli, significativi passi che portano davvero a cambiare le cattive abitudini in buone pratiche.

Stabilire piccoli obiettivi realistici a breve termine.
Considerare tutti i vantaggi di quel cambio di abitudini.
Comunicare i propri obiettivi a qualcuno di vicino (famigliari, amici, colleghi) per aumentare il proprio coinvolgimento.
Fare valutazioni quotidiane dei risultati raggiunti.
Essere pronti a cambiare piano e fissare nuovi obiettivi.

Ufficio
18/12/2019

Una tradizione irrinunciabile: la festa di Natale in ufficio, con i colleghi o presso clienti e fornitori, è un passaggio obbligato di ogni periodo natalizio. Ma per fare in modo che gli auguri siano un momento piacevole e senza imbarazzi è bene osservare alcune regole di bon ton.
4 regole di galateo per le feste di Natale in ufficio
Organizzate una festa veloce. Nonostante la frequentazione quotidiana, non sempre negli uffici c’è confidenza e vera amicizia tra colleghi. E lo stesso può dirsi con collaboratori e clienti. Quindi per evitare momenti di imbarazzo è bene organizzare solo un veloce rinfresco, tra la mezz’ora e l’ora: il tempo di scambiarsi gli auguri e tornare ai propri impegni.

Meglio verso il tardo pomeriggio. L’approssimarsi delle feste rende le attività lavorative sempre più concitate, ed è bene evitare che gli auguri si dilunghino troppo. Un breve rinfresco verso la metà del pomeriggio, in tempo utile per non spezzare la giornata lavorativa e lasciare il tempo a tutti di finire i propri compiti e ‘timbrare il cartellino’ senza dare l’impressione di scappare dalla festa è il momento ideale per il party di Natale in ufficio.

Niente discorsi. No, quelli si lasciano per la convention aziendale: bastano due parole sincere di buon Natale e felice anno nuovo, e i discorsi sugli obiettivi di fatturato dell’anno a venire si lasciano nel cassetto della scrivania fino al rientro dalle vacanze.

Niente regali personali o costosi. A Natale un pacchettino è d’obbligo, ma è bene rimanere neutri, senza scatenare pettegolezzi o dietrologie. La strategia migliore è quella di chiedere, nell’invito alla festa, di prevedere un piccolo dono da estrarre a sorte: niente di troppo personale, vanno benissimo cioccolatini, biscotti artigianali oppure piccoli presenti il cui ricavato va in beneficenza.

Idee
23/10/2019

Per non prendere l’influenza dai colleghi d’ufficio è inutile sperare: con l’autunno e i primi freddi cominciano a circolare anche le infezioni batteriche che provocano raffreddori e influenza, e spesso qualche giorno di malattia è da mettere nel conto. Però ci sono anche comportamenti e abitudini sbagliati che possono trasformare un ufficio in una specie di lazzaretto, con i dipendenti sopravvissuti che lavorano tra starnuti e medicinali e gli altri a casa, a letto, forzatamente improduttivi.
Come non prendere l’influenza dai colleghi d’ufficio
Che fare allora per evitare il dilagare delle infezioni virali e difendersi, per quanto possibile, dagli attacchi di influenza e raffreddore dei colleghi?
Rimanere a casa
Sì, bando agli eroismi: se colpiti dall’influenza, la cosa migliore da fare, per sé e per gli altri, è rimanere a casa ed evitare di portare in giro germi, virus e batteri in ambienti chiusi e promiscui come quelli dell’ufficio. E non è così scontato, se è vero che secondo un sondaggio di ORC International per conto di Kimberly-Clark Professional, 6 dipendenti su 10 si recano al lavoro benché ammalati e il 57% degli impiegati sarebbe disposto a dire ai colleghi malati di restare a casa
Lavarsi le mani
Anche a costo di apparire schizzinosi. Le mani sono l’arto che normalmente più entra a contatto con il mondo che ci circonda, e per limitare il proliferare delle infezioni il miglior consiglio è quello di lavarsi spesso le mani: dopo averle strette a qualcuno apparentemente malato, dopo essere stati in bagno, alla macchinetta del caffè, alla fotocopiatrice o presso qualunque altro oggetto promiscuo, e ovviamente dopo aver starnutito. Nel dubbio, vanno benissimo anche i fazzoletti o le tovagliette umidificate, perché il 36% di chi è malato non ha problemi a non farsi stringere la mano
Usare i fazzoletti una sola volta
Sì, i fazzoletti usati che permangono in bella vista sulla scrivania non sono solo un orrore, ma anche un veicolo di infezione. I fazzoletti usa e getta – come dice il nome – si usano e si gettano. E comunque non tenerli in tasca o nella manica del maglione.
Stare a distanza dai colleghi
Siete malati ma non potete stare a casa? Ok, però mantenete le distanze: cercate una saletta appartata, avvisate di non avvicinarsi troppo a voi, partecipate alle riunioni da remoto, fate quello che vi pare ma mantenete le distanze. I colleghi ringrazieranno: un colpo di tosse viaggia a 80 km all’ora e veicola fino a tremila particelle infette.
Disinfettare tastiere, telefoni e scrivanie
Germi, virus e batteri sostano su ogni superficie: se tastiere, computer, telefoni o scrivanie sono in condivisione, pulitele con una salviettina umida e/o disinfettante prima e dopo averli usati. Nel dubbio chiedete specificamente che venga fatto da chi si occupa delle pulizie in ufficio.
Mantenete una temperatura corretta in ufficio
Ovvero tra i 20°C e i 22°C massimo. Non di più. E i motivi sono spiegati qui.
Far prendere aria all’ufficio
Se potete, aprite le finestre, per esempio in pausa pranzo: germi, virus e batteri ristagnano dove l’aria non circola, e non è l’aria fredda a provocare l’influenza, anzi. Far circolare l’aria permette di diluire e allontanare la presenza degli agenti virali.