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Idee
17/08/2019

Fino a ieri c’erano il sole, la sveglia lenta, la vita da spiaggia e il tempo dilatato delle giornate di vacanza. Da oggi la sveglia suona all’alba, c’è da timbrare il cartellino al lavoro, il traffico è di nuovo il buongiorno e come prospettiva ci sono i lunghi mesi invernali: se non è stress da rientro post vacanze questo, cosa lo è?

Gli italiani che soffrono di disturbi e fastidi (più che legittimi) alla fine delle vacanze e alla ripresa delle normali attività lavorative sono circa 6 milioni: non una vera e propria malattia, ma una condizione di disagio, spossatezza e depressione che si manifesta con sintomi quali ansia, insonnia e generale nervosismo.

Che fare allora per attenuare l’irritabilità e gli sbalzi d’umore repentini? Seguire queste 10 regole stilate dal professor Piero Barbanti, Primario Neurologo dell’IRCCS San Raffaele Pisana:
Dormire molto e bene, evitando di passare dalle 8-10 ore di sonno del periodo vacanziero alle 6-7 che ci si concede al rientro. Eventuali problemi di insonnia vanno affrontati aiutandosi con un bagno caldo la sera o con una tisana.

Abituarsi con gradualità, rientrando dalle vacanze alcuni giorni prima della fine delle vacanze per poter tornare senza un impatto brusco alle temperature e ai ritmi cittadini. Se possibile, anche il lavoro andrebbe ripreso gradualmente.

Fare movimento, soprattutto se le ferie sono state “attive”. Fare attività fisica infatti aiuta a diminuire lo stress e a riposare meglio.

Seguire un’alimentazione corretta. Il cervello ha bisogno soprattutto di zucchero, perciò ben vengano, senza esagerare, i carboidrati semplici (saccarosio, miele, confetture, frutta) e quelli complessi (pane, pasta, riso e cereali). La melatonina contenuta nella buccia dei chicchi d’uva, ad esempio, può essere un valido aiuto all’umore.

Stare alla luce del sole. Il passaggio dalla luce del sole in spiaggia a quella artificiale dell’ufficio può mettere sotto stress il corpo e la mente. Un consiglio: fare la pausa pranzo all’aria aperta.

Essere ottimisti. Fare pensieri positivi aiuta a ritagliarsi degli spazi di riflessione e a spostare l’attenzione su cosa desideriamo e sulle nostre capacità.

Prendersi delle pause frequenti di almeno 15 minuti ogni due ore per riattivare la circolazione e riposare gli occhi.

Niente tecnologia a letto. Non tenere in camera da letto né computer, né cellulare, né televisione, perché il cervello potrebbe smettere di associare quella stanza al momento del sonno, considerandola alla stregua di un “prolungamento” del salotto.

Tornare a scuola con gradualità. Dopo tre mesi di vacanza, per i bambini è ancora più importante tornare al ritmo della scuola gradualmente. Occorre dare al bambino il tempo di abituarsi alle lunghe ore che trascorrerà seduto.

Concedersi un weekend di relax. Finché il tempo lo consente, dedicare il fine settimana al relax e alla famiglia come se le vacanze non fossero ancora finite, per ricaricarsi e iniziare al meglio la nuova settimana.

Ufficio
01/08/2019

Prima dei cellulari, prima di Internet, prima delle mail direttamente sullo smartphone, prima di WhatsApp staccare dal lavoro e andare davvero in vacanza era normale: salutavi i colleghi informandoli della data di rientro, partivi e nessuno poteva più raggiungerti. Ora le cose sono decisamente cambiate e anche su un’isola deserta potrebbe arrivare la chiamata indesiderata o il messaggio inopportuno di capi, colleghi o clienti che ti chiedono qualcosa di inevitabilmente urgente.

Eppure staccare davvero dal lavoro durante le vacanze sarebbe importante sia per la salute che per la produttività. Una ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro realizzata nel 2011 sui Paesi OCSE dal 1950 a oggi ha dimostrato come la produttività oraria diminuisca esponenzialmente con l’aumento del numero di ore lavorate e il motivo è uno solo: stress. Lo stress provoca il burnout, che causa a sua volta bassi rendimenti lavorativi e blocchi alla crescita aziendale. Ma non è solo questo: una serie di ricerche hanno dimostrato anche come non andare in vacanza provochi problemi alla salute, principalmente cardiaci, e anche questo, volendola vedere in termini aziendali, è un problema di produttività.

La soluzione? È una sola: andare in vacanza e farlo staccando davvero con il fisico e la mente dal lavoro. Secondo un’indagine condotta dalla Oxford Economics / US Viaggi Association, il 90% degli intervistati ha dichiarato che le vacanze aiutano a rilassarsi e ricaricarsi, l’85% ha detto di sentirsi più felice, il 65% ha confessato un miglioramento nella capacità di concentrazione e nella produttività, il 61% ha attribuito a tali periodi di riposo una maggiore soddisfazione sul lavoro.
Come staccare dal lavoro e andare davvero in vacanza senza stress
Vediamo allora 5 strategie per riuscire a staccare davvero dal lavoro, andare in vacanza e dimenticare lo stress. Preparandosi al rientro con maggior carica e voglia di fare.
Organizzare l’ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze
Con un certo anticipo, che è soggettivo ma deve essere realistico e tassativo, occorre organizzare l’ultimo giorno di lavoro con una to-do-list in modo che si possa andare in vacanza lasciando una situazione senza code di cose da fare. Il piano deve essere realistico e condiviso, ma poi deve anche essere osservato scrupolosamente. Questo aiuta ad andare in vacanza con la coscienza a posto, senza il timore di aver lasciato colleghi o clienti nei guai.
Prevedere il rientro
Nel piano per l’ultimo giorno deve rientrare anche la previsione del rientro. Sapere cosa ci aspetta è meno ansiogeno di immaginare chissà quali catastrofi da affrontare. È un ’bout come lasciare la scrivania in ordine la sera prima di andare a casa: ricominciare la mattina dopo è decisamente più facile.
Delegare ai colleghi
È una questione di reciproca solidarietà: oggi delegate voi, domani delegheranno i vostri colleghi. Ma lasciando le cose chiare e in ordine tutto filerà liscio e nessuno si sognerà di chiamarvi mentre state facendo l’aperitivo vista mare per sapere dove si trova la tale fattura.
Disconnettere mail e messaggi
Sì, in molti non se la sentono e qualcuno prova anche un senso di colpa, ma il segreto è proprio questo: sono in vacanza e non rispondo ai messaggi. Anzi, non mi faccio nemmeno distrarre o disturbare, mettendo in silenzio WhatsApp e scollegando la posta elettronica aziendale dallo smartphone. Ci sono paesi – come Francia e Germania – in cui è stato sancito per legge il diritto a non rispondere a richieste di lavoro fuori dall’orario di lavoro. E così deve essere.
Imparare a dire no (o almeno a gestire i propri tempi e spazi)
L’ideale sarebbe dire “no, sono in vacanza, non posso” anche se arriva la telefonata improvvisa e imprevista. È una questione legata al fissare il perimetro tra privato e professionale. Ma se proprio no puoi permettertelo, perché ricopri una posizione di responsabilità, impara almeno a gestire tempi e spazi: 1 ora al giorno, quando preferisci ma sempre quella, in cui rispondi alle mail e richiami nel caso di telefonate. Uno spazio preciso e delimitato al di fuori del quale no, al lavoro non ci pensi.

Idee
30/01/2019

Ammettiamolo: tutti almeno una volta ci siamo chiesti quanto costa lasciare il lavoro e viaggiare 1 anno. Sì certo, ci sono le vacanze, i weekend e i ponti, ma prima che la vita ci incastri con tutti i suoi doveri tutti abbiamo pensato almeno una volta di dedicare un periodo della nostra vita al cosiddetto anno sabbatico, per girare il mondo e vivere esperienze di cui far tesoro per sempre. Ma quanto costa, effettivamente, un anno senza lavorare in giro per il mondo?
Quanto costa un anno in viaggio senza lavorare?
La risposta su quanto costa un anno in viaggio senza lavorare è, ovviamente, dipende. Dipende innanzitutto dalla meta: Sudamerica, Asia, sud-est asiatico e Africa sono ovviamente le destinazioni più economiche, dove si può vivere e viaggiare anche con 500 euro al mese, o anche meno. Nordamerica ed Europa sono decisamente più costose e, facendo attenzione, scegliendo sistemazioni low budget, approfittando delle occasioni per visitare musei e altro nei giorni di apertura gratuita e facendo la spesa per i pasti al mercato o nei supermercati, sono continenti nei quali si può viaggiare spendendo 1000 euro al mese o poco più. Poi ci sono le destinazioni decisamente non economiche, alcune in Europa – UK, paesi scandinavi – e altre come il Giappone dove potrebbero non bastare 1500 euro al mese per riuscire a sopravvivere anche con molta oculatezza nelle spese.
Come lasciare il lavoro e viaggiare per un anno senza lavorare
Già, ma come lasciare il lavoro e viaggiare per un anno senza lavorare? Innanzitutto pianificando minuziosamente il tutto. Come prima cosa, banalmente, è il caso di risparmiare, e per risparmiare significa mettere da parte un budget di almeno 1200 / 1500 euro al mese. Un buon modo per farsi bastare questo budget è seguire il ciclo dell’estate: il caldo permette di abbattere sicuramente alcuni costi, da quelli per l’abbigliamento a quelli per il pernottamento (una tendina è sempre una buona soluzione per dormire a poco in un campeggio…).

Il networking è un’altra strategia utile e funzionante per abbattere i costi di un anno in viaggio senza lavoro: amici o parenti che possono ospitarvi per qualche notte sono la soluzione più immediata per ridurre i costi di pernottamento, ma anche in viaggio stringere relazioni può permettere di trovare sistemazioni in condivisione – come Airbnb o altre forme di home sharing – o couchsurfing.

Infine una buona soluzione per allungare il viaggio, o non rischiare di dover tornare prima rispetto ai piani, è quello di lavorare un ’bout nel frattempo. C’è chi ha la fortuna di potersi considerare un nomade digitale e lavorare con laptop e wifi da qualunque hotspot del mondo, e chi invece può sfruttare le proprie competenze o rimboccarsi le maniche: i corsi di lingua sono sempre un buon piano B per guadagnare qualche soldo all’estero, ma anche i lavori stagionali – per esempio nell’agricoltura – o i cosiddetti McJob – in particolare nella ristorazione – possono aiutare a guadagnare una cifra che rende l’anno sabbatico in viaggio decisamente meno ansioso e più appagante.

Ufficio
20/08/2018

Sì, le vacanze finiscono e arriva quel giorno in cui tocca tornare al lavoro. Il problema non è nemmeno alzarsi al mattino col suono della sveglia e fare la strada verso l’ufficio. Il problema è sedersi e decidere da cosa cominciare. Vero è che se si è lasciato tutto in ordine e organizzato prima di staccare per le ferie (come abbiamo spiegato qui) dovrebbe essere più facile anche ricominciare ma per non essere travolti dal caos del rientro, ecco la to-do-list di cosa fare al lavoro i primi giorni dopo le vacanze.

1. Fai una lista di controlli

Cose che hai lasciato in delega ai colleghi, lavori che dovevano terminare, progetti che dovevano arrivare, richieste giunte nel frattempo: riprendi il controllo della situazione controllando tutto quello che devi sapere prima di rimetterti davvero sull’operatività.

2. Smazza la posta

E-mail e posta cartacea: ci saranno messaggi a cui rispondere presto, altri che richiedono un approfondimento, alcuni forse da cestinare, qualcosa da inoltrare: la posta è tutta da smazzare in fretta perché tra quelle missive e messaggi si potrebbe nascondere qualcosa di urgente e insidioso da gestire. Qui trovi i consigli su come gestire al meglio la posta elettronica.

3. Fai un giro a salutare colleghi e colleghe

Se non ti puoi permettere di “perdere tempo” tra le scrivanie approfitta della pausa caffè o del pranzo ma ristabilisci i contatti con colleghi e colleghe, chiedi come vanno le cose, se ci sono novità, cosa è successo in tua assenza: anche questo serve a riprendere il controllo della situazione, prevenire le sorprese e limitare lo stress da rientro. E in fondo non è altro che fare networking, come abbiamo spiegato qui.

4. Chiama clienti e fornitori

Anche loro saranno rientrati dalle vacanze e ragionevolmente saranno rilassati e in vena di raccontare qualche aneddoto: è il momento migliore per ristabilire i contatti, fare nuove proposte, fissare incontri per la programmazione del lavoro e in generale rinsaldare dei rapporti che poi, nella quotidianità operativa, servono ad appianare i problemi.

5. Non fare straordinari

Sì, certo, le vacanze sono finite da poco e sei fresco e riposato, ma per la prima settimana sarebbe bene riuscire a non fare straordinari e a lasciare alla mente, oltre che al fisico, il tempo necessario di riprendere il ritmo. È un ’bout come quando si riaccende un’auto ferma da tempo: non si va subito in autostrada alla massima velocità. Nel frattempo puoi leggere come rendere fruttuosa una giornata di lavoro.

6. Non bere troppo caffè

Sì, ok, tenere gli occhi aperti e la mente sveglia non è così facile ma è meglio non “annegare” nel caffè e rispettare i tempi fisiologici per darsi la carica, come abbiamo raccontato qui.

Ufficio
03/08/2018

Le vacanze, meritatissime e agognate, son dietro la porta dell’ufficio. Ma prima di scappare fuori ci sono alcune cose da fare in ufficio prima di andare in vacanza: perché così finalmente si potrà staccare davvero, senza essere rincorsi da problemi e incombenze lasciate a metà, e perché così sarà più facile anche il rientro.
Stacca la spina elettrica
A meno che non si tratti di macchine che devono comunque funzionare, prima di uscire dall’ufficio per qualche giorno, o settimana, di vacanza, è bene staccare la spina di computer, stampanti e ogni altro dispositivo elettrici: per una questione di risparmio dei consumi e per evitare problemi derivanti dall’impianto elettrico. Non dovrebbe succedere nulla, se tutto è a norma, ma non si sa mai e ricordarsene non costa nulla.
Fare backup
Nel dubbio, meglio mettere in ordine il computer, cestinando le cose che non servono e organizzando tutto in cartelle senza lasciare nulla sul desktop, e poi facendo il backup o archiviando il tutto, come spiegato qui.
Impostare l’auto-replay sulla mail
Siete in vacanza, è un vostro diritto e ve le siete meritate: lo si scrive nell’auto-replay della mail così a nessuno viene l’idea di chiamarvi sotto l’ombrellone per motivi di lavoro.
Compila una to-do-list
Anzi, meglio due: una di istruzioni per chi rimane a lavorare in tua assenza (gli faciliti il compito, e loro lo faciliteranno a te in seguito) e una delle cose da fare al rientro. Così non perderai tempo a cercare di darti delle priorità.
Segnati le password
Sì, son tutte nella mente, a memoria, e anche, spesso, salvate nel computer. Ma nel dubbio, meglio un foglio di carta scritto a mano, da conservare in un luogo sicuro (il cassetto dell’ufficio chiuso a chiave o a casa).
Metti in ordine la scrivania
Un bel ripulisti generale, che lascia la scrivania pulita, sgombra e in ordine: al ritorno sarà più facile sedersi di nuovo al proprio posto di combattimento.

Idee
01/08/2018

C’è chi ad Agosto non rinuncerebbe alle ferie per nulla al mondo, nonostante l’affollamento e i prezzi alti, e chi invece le vacanze preferisce farle prima e dopo e passare agosto in ufficio. Anche perché ci sono degli indubbi vantaggi nel lavorare ad Agosto.

1. Ufficio (quasi) vuoto

Per qualcuno è una tristezza ma per molti ha l’indubbio vantaggio di favorire la concentrazione e ridurre il tempo perso.

2. Tutti in ferie

Potrebbe far scattare l’invidia, oppure dare il vantaggio di non essere tempestati di telefonate e mail con richieste che interrompono continuamente i propri compiti.

3. Maggior concentrazione

È la conseguenza dei due punti precedenti, ed è il motivo per cui molti manager cominciano a lavorare molto presto la mattina: potersi concentrare sui compiti strategici, concettuali e che richiedono maggior focalizzazione.

4. Meno traffico

Il che si traduce in tempi ridotti per il tragitto casa – lavoro, meno stress, e più tempo a disposizione per sé, i propri hobby, lo sport e la famiglia.

5. Smart working

Se l’ufficio è quasi vuoto, allora si può pensare anche allo smart working e al lavoro da remoto, se l’azienda lo prevede. E questo ha numerosi, indubbi vantaggi come si può leggere qui.

6. Più produttività

Se i colleghi sono diligenti e hanno lasciato tutto in ordine la produttività si impenna e si riuscirà a fare di più in meno tempo. Il che migliora anche l’autostima.

7. Godersi la città

In agosto, inevitabilmente, le città si svuotano ma questo non significa più da anni il cartello “Chiuso per Ferie” appeso ovunque. Anzi, musei, ristoranti ed eventi per turisti funzionano a pieno regime, ed è l’occasione per (ri)scoprire la propria città con occhi diversi.