Timbro da ufficio: perché è ancora indispensabile
Pubblicato il 26 February 2021

Il timbro da ufficio è ancora uno degli strumenti più utilizzati. Sembra quasi strano in un mondo ormai largamente digitalizzato, ma apporre un timbro a un documento ha ancora oggi un duplice valore. Da un lato è una certificazione burocratica, per esempio a un preventivo, a una fattura, a una ricetta medica o a un progetto, e ha un valore legale oltre che formale; dall’altro è anche una questione di immagine, un modo per comunicare il nome della propria azienda o attività, i contatti e ogni altra informazione utile. E non è un modo vecchio, tutt’affatto.

Esistono tantissimi tipi di timbri da ufficio personalizzabili, e sceglierli non è facile. Non che sia un prodotto costoso, né ci vuole chissà quanto tempo per averne uno. Tuttavia è un accessorio da ufficio di uso praticamente quotidiano, e avere un timbro che è poco leggibile, poco pratico da usare o che timbra in modo non chiaro è sicuramente un fastidio.

La prima cosa di cui tener conto quando si acquista un timbro da ufficio è il materiale: se ne trovano in plastica e metallo, generalmente del tipo autoinchiostrante, ma sono ancora molto venduti anche i timbri in legno, particolarmente adatti per quelle professioni in cui la tradizione ha ancora un valore, come per notai e avvocati.

Poi è utile sapere che esistono sia timbri monocolore, tipicamente il nero o il blu, ma anche timbri colorati, indicati per quelle attività creative in cui comunicare nel modo giusto è importantissimo.

Ci sono timbri personalizzati in cui c’è solo del testo e timbri che invece contengono anche il logo della propria attività: anche in questo caso dipende dal tipo di comunicazione e uso che si vuole fare del timbro.

Esistono poi timbri personalizzabili di tantissime forme: quadrati, rettangolari, tondi, ovali. Anche in questo caso è il punto di incontro di funzione e immagine a far propendere per l’uno o l’altro modello.

Nella scelta di un timbro personalizzato può influire anche la modalità di ricarica dell’inchiostro. I modelli tradizionali utilizzano il classico tampone, mentre i timbri automatici sono dotati di cuscinetti o vere e proprie ricariche da sostituire quando esaurite. Oltre a ciò può essere utile sapere che esistono anche i timbri a secco, che non necessitano dell’uso di inchiostro e timbrano “a rilievo”: può essere una soluzione elegante e pratica per dare un tocco personale e ricercato ai propri documenti.