Voglio fare il creativo
Pubblicato il 25 September 2019

Voglio fare il creativo. Sì, ma in pratica cosa? Oggi tutte le professioni che ruotano attorno all’idea di creatività vivono una competizione pazzesca e per emergere in un mercato del lavoro creativo al limite della saturazione e velocissimo non basta avere idee originali ma occorre anche saperle tradurre in progetti veri e propri, saper usare la tecnologia per farli passare dalla testa a un’immagine e da quella alla produzione materiale, e ancora aver ben chiaro il settore nel quale si vuole lavorare e in quale forma, cioè rapporto professionale.

Cosa serve per fare il creativo

La prima cosa che serve per fare il creativo è sicuramente un portfolio, che sia di progetti eseguiti negli anni di studi o veri e propri lavori già portati a termine. Un tempo i creativi viaggiavano con la cartella dei loro lavori, oggi può bastare una memoria USB, tenere tutto sul Drive e accedervi da smartphone (con cui anche condividerlo) o magari anche avere un proprio sito Internet, pubblico o protetto, che tenga traccia dei propri lavori. Tener memoria di tutto è bene, ma quando ci si propone è sempre meglio fare una selezione ragionata di pochi ma significativi lavori fatti. Significativi in termini di tipologia, committenza, complessità di progettazione ed esecuzione e altri aspetti discriminanti.

A chi rivolgersi per fare il creativo

I lavori creativi stanno dove sta la produzione, e in Italia come in quasi ogni Paese del mondo la produzione è organizzata per distretti. Se vuoi lavorare nella moda devi andare a Milano o Firenze, nell’oreficeria a Vicenza o Arezzo, il calzaturiero è nelle Marche, e in generale nel Centro Italia, l’automotive a Torino, il cinema a Roma. Più o meno lo stesso avviene negli altri Paesi, con in più il fatto che alcuni stanno attirando gli headquarter delle multinazionali grazie a politiche fiscali di vantaggio che è utile conoscere per sapere dove andare.

Fatta la mappa del “settore” c’è poi da decidere in che forma lavorare al loro interno. Si può entrare direttamente negli uffici dei grandi brand oppure lavorare come freelance, o ancora avere rapporti di lavoro più o meno stabili con le numerose agenzie che offrono servizi a valore aggiunto alle case madri (è il cosiddetto “indotto”).

Come farsi conoscere

In una parola: networking. Certo si può usare il canale tradizionale del mandare il proprio CV o rispondere alle inserzioni di lavoro su siti specializzati, ma nel settore creativo più ancora che in altri è il networking e la rete di relazioni e conoscenze che possono creare opportunità di lavoro. Vale in forma fisica (partecipare a eventi, fiere, convegni, manifestazioni, etc) e in quella più “social”, da Linkedin in giù.

I lavori creativi più ricercati

Quello della creatività un mondo magmatico, veloce, in continua trasformazione e per molti aspetti poliedrico, ma molte ricerche e indagini di mercato dicono che al momento lavori creativi come accessories designer, jewelry designer, videomaker, graphic designer, illustratore, copywriter, art director, digital and content strategist, set designer e user experience/interface designer sono tra le professioni creative più richieste dal mercato e con le maggiori opportunità.